Paraguay - Grupo D

⚔️ Paraguay, la Albirroja che ha imparato a vincere col rumore basso

🇵🇾⚔️ Paraguay, la Albirroja che ha imparato a vincere col rumore basso

Una qualificazione costruita su pareggi di ferro, colpi mirati e una resilienza che non chiede permesso

Introduzione

C’è un tipo di partita che non fa rumore ma lascia segni. Paraguay ne ha collezionate tante: serate in cui il calcio non si misura con l’estetica, ma con la capacità di restare in piedi quando l’aria si fa pesante e il cronometro diventa un avversario. L’Albirroja di questa campagna è stata spesso così: passo corto, schiena dritta, sguardo fisso sul punto.

Il racconto non è quello di una squadra che travolge. È quello di una squadra che sopravvive bene, che si organizza, che si concede il lusso di soffrire senza rompersi. Lì dentro, tra gli 0-0 e le vittorie di misura, c’è un’idea semplice: se non ti battono, prima o poi una palla giusta passa. E quando passa, Paraguay sa morderla.

Poi, a un certo punto, il calendario comincia a restituire scene che cambiano la trama. L’1-0 contro il Brasile in Asunción, il 10 settembre 2024, è un fotogramma che vale più di tre punti: è una dichiarazione d’identità. E il 2-1 contro l’Argentina, il 14 novembre 2024, non è soltanto una sorpresa: è la prova che il margine tra “resistere” e “competere” può essere un attimo, se il gruppo ci crede.

Il dato “duro” mette i piedi per terra: Paraguay chiude al 6º posto con 28 punti in 18 partite, in mezzo al traffico d’élite della CONMEBOL. Il bilancio è di 7 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte, con 14 gol fatti e 10 subiti: differenza reti +4. Numeri che non urlano, ma che raccontano un equilibrio costante: poche crepe dietro, poco spreco davanti, e tanta gestione degli episodi.

I momenti-bisagra, quelli che spostano lo sguardo degli altri, si possono segnare con data e risultato. Il 10 settembre 2024, Paraguay–Brasile 1-0: colpo secco, partita corta, firma di D. Gómez al 20’. Il 14 novembre 2024, Paraguay–Argentina 2-1: due schiaffi (Sanabria e Alderete) e una conferma che Asunción può diventare un laboratorio di risultati pesanti. E il 9 settembre 2025, Perù–Paraguay 0-1, con Galarza al 78’: chiusura in trasferta da squadra matura, di quelle che sanno cosa serve per portare a casa l’obiettivo.

Il Mondiale, poi, porta un’altra scenografia: esordio contro gli Stati Uniti a Los Angeles, e due partite a San Francisco, entrambe al Levi’s Stadium. Gruppo D: tre sfide, tre testi diversi. E nel mezzo, un avversario ancora “da definire” che arriva da un play-off UEFA, ma che in realtà dice una cosa più concreta: Paraguay dovrà prepararsi a un tipo di partita senza conoscere il volto definitivo, affidandosi ai propri principi più che all’etichetta del rivale.

Il percorso delle qualificazioni

Il formato CONMEBOL non concede alibi: girone unico a 10 squadre, andata e ritorno, 18 partite per ognuno. La regola chiave è lineare: le prime sei vanno direttamente al Mondiale; la settima entra nel torneo di play-off intercontinentale. In un sistema così, ogni pareggio vale doppio se arriva dove gli altri perdono, e ogni vittoria di misura pesa come un mattone.

Paraguay ha fatto proprio questo: ha costruito una qualificazione da “somma piccola” e progressiva, senza picchi eccessivi ma anche senza crolli lunghi. Il 6º posto con 28 punti la mette nello stesso recinto numerico di Colombia, Uruguay e Brasile (tutte a 28), ma con percorsi e differenze reti differenti. Qui sta uno dei tratti più interessanti: Paraguay entra nel mucchio con un attacco da 14 gol, molto più basso di Colombia (28) o Brasile (24), eppure con una difesa che concede appena 10 reti, seconda migliore del lotto insieme all’Argentina capolista e dietro al solo Ecuador (5). È un modo chiaro di “restare in classifica”: proteggere la porta e scegliere con cura quando accelerare.

L’andamento, letto dal foglio dei risultati, somiglia a una corda tesa. Inizio senza gol: 0-0 col Perù in casa (7 settembre 2023), poi due sconfitte di misura fuori (1-0 in Venezuela al 90+3 su rigore; 1-0 in Argentina con gol al 3’). Quel trittico iniziale dice due cose: Paraguay non segna, ma non viene mai travolto. La prima vittoria arriva alla 4ª giornata: 1-0 alla Bolivia (17 ottobre 2023), e da lì si apre la fase dei pareggi “utili”, come lo 0-0 in Cile (16 novembre 2023) e lo 0-0 a Montevideo con l’Uruguay (6 settembre 2024). Sono punti che non fanno festa, ma tengono la barca in rotta.

La campagna però cambia faccia quando comincia a produrre colpi “grandi”. L’1-0 al Brasile (10 settembre 2024) è la vittoria-simbolo: non solo per il peso dell’avversario, ma perché arriva nel modo tipico di questa squadra, con una rete nella prima metà e poi un controllo emotivo del match. E tra ottobre e novembre 2024 arriva una sequenza che accende davvero la qualificazione: 2-1 al Venezuela, 2-1 all’Argentina. In mezzo, ancora uno 0-0 fuori con l’Ecuador a Quito (10 ottobre 2024), cioè un’altra prova di solidità in trasferta.

Anche quando le partite si aprono, Paraguay non perde la bussola. Il 2-2 a El Alto contro la Bolivia (19 novembre 2024) è un esempio: due gol subiti, ma anche capacità di tornare dentro (Almirón ed Enciso, quest’ultimo al 90+1). E il 2-2 a Barranquilla contro la Colombia (25 marzo 2025) racconta la stessa storia in un contesto ancora più difficile: sotto 2-0 dopo 13 minuti, Paraguay la riprende con Alonso (45+4) ed Enciso (62). Non è soltanto carattere: è anche lettura di partita, gestione del “non farsi espellere” emotivamente quando il match gira male.

Il finale è da squadra che sa chiudere. Due risultati fotografano il tratto: 2-0 all’Uruguay in casa (5 giugno 2025) e 0-1 in Perù (9 settembre 2025). In mezzo c’è una sconfitta 1-0 in Brasile (10 giugno 2025) e uno 0-0 in casa con l’Ecuador (4 settembre 2025): anche qui, niente crolli, niente rumore, solo punti e continuità. Se questo percorso “sembra poco spettacolare”, basta guardare la classifica: 28 punti in CONMEBOL non sono una collezione casuale.

Tabella 1

Data Giornata Avversario Condizione Risultato Marcatori Sede
7 settembre 2023 1 Perù Casa 0-0 Stadio Antonio Aranda, Ciudad del Este
12 settembre 2023 2 Venezuela Trasferta 1-0 Rondón 90+3' (rig.) Stadio Monumental, Maturín
12 ottobre 2023 3 Argentina Trasferta 1-0 Otamendi 3' Stadio Monumental, Buenos Aires
17 ottobre 2023 4 Bolivia Casa 1-0 Sanabria 69' Stadio Defensores del Chaco, Asunción
16 novembre 2023 5 Cile Trasferta 0-0 Stadio Monumental, Santiago
21 novembre 2023 6 Colombia Casa 0-1 Borré 11' (rig.) Stadio Defensores del Chaco, Asunción
6 settembre 2024 7 Uruguay Trasferta 0-0 Stadio Centenario, Montevideo
10 settembre 2024 8 Brasile Casa 1-0 D. Gómez 20' Stadio Defensores del Chaco, Asunción
10 ottobre 2024 9 Ecuador Trasferta 0-0 Stadio Rodrigo Paz Delgado, Quito
15 ottobre 2024 10 Venezuela Casa 2-1 Sanabria 59', 74'; Aramburu 25' Stadio Defensores del Chaco, Asunción
14 novembre 2024 11 Argentina Casa 2-1 Sanabria 19', Alderete 47'; La. Martínez 11' Stadio Defensores del Chaco, Asunción
19 novembre 2024 12 Bolivia Trasferta 2-2 E. Vaca 15', Terceros 80' (rig.); Almirón 71', Enciso 90+1' Stadio Municipal, El Alto
20 marzo 2025 13 Cile Casa 1-0 Alderete 60' Stadio Defensores del Chaco, Asunción
25 marzo 2025 14 Colombia Trasferta 2-2 Díaz 1', Durán 13'; Alonso 45+4', Enciso 62' Stadio Metropolitano, Barranquilla
5 giugno 2025 15 Uruguay Casa 2-0 Galarza 13', Enciso 81' (rig.) Stadio Defensores del Chaco, Asunción
10 giugno 2025 16 Brasile Trasferta 1-0 Vinícius Júnior 44' Neo Química Arena, São Paulo
4 settembre 2025 17 Ecuador Casa 0-0 Stadio Defensores del Chaco, Asunción
9 settembre 2025 18 Perù Trasferta 0-1 Galarza 78' Stadio Nacional, Lima

Ora la classifica, che è il vero specchio del percorso: Paraguay è 6º, agganciata al gruppo dei 28. La lettura più importante è doppia: davanti non c’è un divario abissale (Brasile, Uruguay e Colombia sono a pari punti), dietro invece c’è un cuscino netto (Bolivia 20, Venezuela 18). Non è una squadra che si è salvata all’ultima curva: è una squadra che si è installata nella fascia alta con una logica precisa.

Tabella 2

Pos Selezione Pts PJ V N P GF GS DR
1 Argentina 38 18 12 2 4 31 10 21
2 Ecuador 29 18 8 8 2 14 5 9
3 Colombia 28 18 7 7 4 28 18 10
4 Uruguay 28 18 7 7 4 22 12 10
5 Brasile 28 18 8 4 6 24 17 7
6 Paraguay 28 18 7 7 4 14 10 4
7 Bolivia 20 18 6 2 10 17 35 -18
8 Venezuela 18 18 4 6 8 18 28 -10
9 Perù 12 18 2 6 10 6 21 -15
10 Cile 11 18 2 5 11 9 27 -18

Scomponendo in numeri “di campo”, emergono dettagli utili per leggere il carattere del Paraguay. Nelle 18 partite, 5 finiscono 0-0: Perù (casa), Cile (trasferta), Uruguay (trasferta), Ecuador (trasferta), Ecuador (casa). Sono 5 gare senza segnare e senza subire: non è casualità, è una competenza. E ci sono almeno 7 vittorie, molte di misura: 1-0 a Bolivia, 1-0 al Brasile, 1-0 al Cile, 1-0 in Perù, più i 2-1 e il 2-0 che completano il quadro. Paraguay non vive di goleade: vive di partite che restano “vicine” fino alla fine.

Anche la distribuzione dei gol subiti racconta una squadra che ha imparato a non regalare valanghe. Le quattro sconfitte sono tutte con un gol di scarto: 1-0 in Venezuela, 1-0 in Argentina, 0-1 in casa con la Colombia, 1-0 in Brasile. Nessun 2-0, nessun 3-1, nessun naufragio. È una qualità psicologica prima che tattica: la sconfitta arriva, ma non trascina via tutto.

E poi c’è il fattore casa, che in Sudamerica vale quasi un campionato parallelo. Asunción diventa una piattaforma di punti pesanti: vittorie contro Bolivia, Brasile, Venezuela, Argentina, Cile, Uruguay; più lo 0-0 contro l’Ecuador. In casa, Paraguay incassa anche l’unica sconfitta interna, lo 0-1 con la Colombia. In trasferta, invece, l’identità è più “di sopravvivenza”: diversi 0-0, due pareggi 2-2 di grande valore, e la vittoria finale a Lima. Non è un profilo che cambia pelle: è lo stesso profilo adattato al contesto.

Come giocano

Paraguay gioca con una premessa leggibile dai risultati: proteggere il punteggio come fosse una seconda linea difensiva. I 10 gol subiti in 18 partite sono una media di 0,56 a gara, e il dato non vive da solo: è sostenuto da un catalogo di partite a porta “quasi” inviolata, con 9 gare senza subire reti (i cinque 0-0 più quattro vittorie senza gol subito: 1-0 a Bolivia, 1-0 al Brasile, 1-0 al Cile, 0-1 a Lima dove non concede). Questa non è soltanto prudenza: è capacità di ripetere un copione.

L’altra faccia è l’attacco: 14 gol totali (0,78 per partita). Non è produzione continua; è produzione selettiva. Paraguay tende a segnare quando la partita è già “nel suo clima”: punteggi corti, ritmo basso, pochi scambi di colpi. Lo dimostra la quantità di risultati stretti: tra 1-0, 2-1 e 2-0, la maggior parte delle vittorie resta in un range di due reti complessive o tre al massimo. In questo schema, la squadra non ha bisogno di segnare tre volte: le basta segnare prima o al momento giusto.

C’è anche un dettaglio temporale che spunta dai marcatori e che vale come indizio: Paraguay incassa e segna gol in momenti che dicono “partita lunga”. Subisce in Venezuela al 90+3 su rigore; pareggia in Bolivia al 90+1; riapre la Colombia al 45+4; vince in Perù con un gol al 78’. È come se avesse sviluppato una resistenza da seconda parte: non perché domini, ma perché regge. E reggere, quando la gara è stretta, equivale a creare occasioni di episodio.

La distribuzione dei marcatori suggerisce un’altra cosa: non c’è un solo nome che monopolizza tutto, ma ci sono punte di responsabilità. Sanabria compare più volte nei risultati chiave (gol-vittoria con la Bolivia; doppietta col Venezuela; rete contro l’Argentina). Enciso firma due reti pesanti e “narrative”: il 90+1 a El Alto e il rigore dell’allungo contro l’Uruguay, oltre al 2-2 a Barranquilla. Galarza incide in due momenti che “chiudono” partite: il 13’ contro l’Uruguay e il 78’ in Perù. Alderete non è solo un difensore che difende: segna contro l’Argentina e contro il Cile. In una squadra che non fa tanti gol, avere reti distribuite tra attaccanti, centrocampisti e difensori è un segnale di salute.

Le vulnerabilità, però, sono coerenti con lo stesso stile. Quando Paraguay va sotto presto e la partita rischia di diventare “aperta”, soffre: contro la Colombia prende gol all’1’ e al 13’, e lì deve inseguire con una rimonta perfetta per non perdere. Quando subisce un rigore o un episodio singolo (Colombia in casa, Venezuela fuori), la partita diventa un muro: l’attacco non sempre ha il volume per ribaltarla. E proprio perché i margini sono sottili, anche un gol subito “isolato” pesa come un macigno: lo 0-1 interno con la Colombia lo dimostra.

In sintesi: Paraguay non è una selezione che cerca l’abbondanza. Cerca la controllabilità. E nella CONMEBOL, dove ogni trasferta è un animale diverso, questo tipo di calcio può essere un’arma. Ma al Mondiale, dove tre partite sono una storia brevissima, lo stesso stile chiede una precisione ancora maggiore: se il primo episodio gira male, il tempo per rimettere a posto tutto è meno.

Il gruppo al Mondiale

Il Gruppo D propone a Paraguay un debutto ad alto impatto scenico: Stati Uniti a Los Angeles, al SoFi Stadium, il 12 giugno 2026. Poi due appuntamenti consecutivi a San Francisco, al Levi’s Stadium: il 19 giugno 2026 contro un avversario da definire che uscirà dal play-off UEFA Ruta C (Eslovacchia, Kosovo, Turchia o Romania), e il 25 giugno 2026 contro l’Australia. Tre partite, due città, un dettaglio logistico interessante: finito l’esordio, Paraguay resta nello stesso stadio per due gare, riducendo spostamenti e variabili ambientali.

La presenza di un rivale “da definire” non è un vuoto: è una richiesta di versatilità. Perché non puoi preparare tutto su un solo volto, ma puoi preparare bene la tua identità. E l’identità di Paraguay, per come emerge dalla qualificazione, è adatta a gestire partite dove la priorità è non regalare l’inizio. I suoi 0-0 e le sue vittorie 1-0 sono un manuale: non farsi trascinare in una gara larga, tenere il punteggio vicino, scegliere quando colpire.

Tabella del calendario del Gruppo D per Paraguay

Data Stadio Città Avversario
12 giugno 2026 SoFi Stadium Los Ángeles Stati Uniti
19 giugno 2026 Levi's Stadium San Francisco Rival por definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta C: Eslovacchia, Kosovo, Turchia o Romania.
25 giugno 2026 Levi's Stadium San Francisco Australia

Partita 1: Stati Uniti–Paraguay, 12 giugno 2026. Copione probabile: partita tesa, perché l’esordio spesso mangia lucidità e perché gli Stati Uniti, da padroni di casa, avranno energia e pressione insieme. Paraguay, per inclinazione, è più a suo agio quando il match non esplode. Qui la chiave è semplice: non concedere un gol presto. Le sconfitte più nette del suo percorso non esistono, ma le sconfitte “episodiche” sì: Venezuela al 90+3, Argentina al 3’, Colombia su rigore. L’esordio non perdona le disattenzioni. Pronostico: empate.

Partita 2: Rival por definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta C: Eslovacchia, Kosovo, Turchia o Romania – Paraguay, 19 giugno 2026. Copione probabile: gara “di posizionamento” del gruppo. In una partita dove il nome non è ancora scritto, il compito di Paraguay è ancora più chiaro: imporre le proprie abitudini, portare la sfida nel terreno dei dettagli. Se c’è una cosa che l’Albirroja ha dimostrato è che sa stare in partita per 90 minuti e oltre: ha segnato al 90+1, ha subito al 90+3, ha resistito in 0-0 pesanti. Queste partite si decidono spesso su un episodio, e Paraguay ha mostrato di poter vivere anche di episodi favorevoli, purché la gara resti corta. Pronostico: gana Paraguay.

Partita 3: Paraguay–Australia, 25 giugno 2026. Copione probabile: gara con scenari variabili, perché arriva alla fine del girone e potrebbe chiedere una cosa diversa a seconda della classifica. Qui Paraguay deve evitare la trappola che lo ha punito poche volte ma in modo chiaro: quando serve “fare tanto”, non sempre ha la produzione offensiva per forzare il destino. Con 14 gol in 18 partite di qualificazione, la squadra vive meglio quando controlla che quando rincorre. Quindi la chiave è arrivare a questa terza giornata senza essere obbligata a inseguire. Pronostico: empate.

Clausole di qualificazione, in chiave pratica per Paraguay:

  • Tenere la prima partita “viva” fino all’intervallo: per questa squadra, 0-0 non è un problema, è una piattaforma.
  • Trasformare la seconda gara in un match da dettagli: pochi errori, molte seconde palle, controllo dei minuti finali.
  • Arrivare alla terza giornata senza l’obbligo di segnare due o tre gol: Paraguay rende meglio quando il punteggio resta nel suo raggio.
  • Curare le situazioni-limite: rigori e minuti di recupero hanno già deciso partite chiave, in bene e in male.

Opinione editoriale

Paraguay arriva al Mondiale con una virtù che si sottovaluta finché non serve: la capacità di non uscire mai dal match. In 18 partite di qualificazione ha perso solo quattro volte, e sempre con uno scarto minimo. Non è un dettaglio estetico: è un habitus competitivo. Nel calcio per selezioni, dove il lavoro quotidiano non esiste e la chimica è fragile, saper “restare lì” è un capitale.

Però c’è un prezzo: quando scegli la strada del margine, vivi sul filo. Un rigore, una palla inattiva, un minuto di disattenzione possono rovinare settimane. Paraguay lo sa perché lo ha già vissuto: il 21 novembre 2023, in casa contro la Colombia, basta un rigore all’11’ per trasformare la gara in una prigione.

La notizia migliore è che, quando ha avuto bisogno di una risposta “da adulti”, l’ha data: il 25 marzo 2025 a Barranquilla, sotto 2-0 dopo 13 minuti, ha rimontato fino al 2-2. Quella partita vale come promemoria: non devi essere brillante per essere vivo, ma devi essere lucido per non affondare.

La mia unica avvertenza è concreta e ha un indirizzo preciso: non ripetere l’inizio di Colombia–Paraguay. Perché al Mondiale non hai 18 giornate per recuperare una scivolata; hai tre partite, e la storia cambia faccia in un quarto d’ora.