Arabia Saudita - Grupo H

Arabia Saudita, il biglietto timbrato e la prova del fuoco

🇸🇦🔥 Arabia Saudita, il biglietto timbrato e la prova del fuoco

Un cammino a strappi, pieno di partite corte e svolte nette, fino a un Mondiale che chiede freddezza e dettaglio

Introduzione

C’è un modo particolare di vincere, quello che non fa rumore ma lascia tracce: un gol, un secondo gol, e poi la serranda abbassata con metodo. Arabia Saudita, in questo percorso, ha alternato notti di superiorità limpida a pomeriggi di fatica vera, di quelli in cui il risultato non arriva con la carezza, ma con il lavoro sporco e il cronometro come alleato o come nemico.

La storia comincia con una sensazione di controllo totale: 16 novembre 2023, 4:0 al Pakistan a Dammam. Non è solo il punteggio: è l’idea di una squadra che, quando trova campo e tempo, sa trasformare il dominio in gol anche nei minuti finali, come raccontano le reti al 90+1’ e al 90+6’. Un esordio che sa di portone spalancato.

Poi il viaggio mette subito una cerniera importante: 21 novembre 2023, 0:2 ad Amman contro la Giordania. Due gol in mezz’ora e la sensazione che, quando la partita si mette sul binario giusto, Arabia Saudita sappia andare in autopilota senza perdere lucidità. Ma lo stesso rivalissimo torna a cambiare lo scenario mesi dopo, e lì il percorso prende una piega più umana, meno lineare.

Nel mezzo c’è un altro snodo: 26 marzo 2024, 1:1 in trasferta sul campo del Tagikistan. Arabia Saudita passa avanti (Al-Buraikan al 46’), ma si fa riprendere all’80’. È una fotografia utile: anche quando conduce, non sempre riesce a chiudere la porta fino in fondo; e quel “pareggio da gestione incompiuta” pesa più del punto, perché costringe a crescere.

I numeri delle tabelle raccontano una qualificazione costruita per fasi. Nel secondo turno del Gruppo G, Arabia Saudita chiude con 13 punti in 6 gare, con 12 gol fatti e 3 subiti, differenza +9. Ma è seconda dietro la Giordania, che chiude anch’essa a 13, però con differenza migliore (+12). Il dettaglio, qui, non è un vezzo: è classifica.

La terza fase, nel Gruppo C, è invece il capitolo più spigoloso: 13 punti in 10 partite, con 7 gol segnati e 8 incassati, differenza -1. Terzo posto dietro Giappone e Australia. È il tratto in cui la squadra smette di essere una macchina da gol e diventa una squadra di partite piccole, dove un episodio decide e un errore costa.

L’ultima pagina delle qualificazioni, almeno nei dati forniti, è la quarta fase nel Gruppo B: due partite, 4 punti, 3 gol fatti e 2 subiti. Un 3:2 esterno in casa dell’Indonesia (8 ottobre 2025) con una doppietta di Al-Buraikan e un pareggio 0:0 in casa contro l’Iraq (14 ottobre 2025). Due risultati che non hanno lo stesso sapore: uno è adrenalina, l’altro è prudenza. Insieme, sono la sintesi perfetta di questo cammino.

Il percorso delle qualificazioni

Il formato AFC per la strada verso il Mondiale, nel suo disegno generale, è stato un percorso a livelli: un secondo turno a gironi, un terzo turno più duro con gruppi da sei, e poi i playoff asiatici della quarta fase. In questa quarta fase, le squadre classificate terze e quarte nei gruppi della fase precedente vengono divise in due gruppi da tre, si gioca un girone all’italiana in sede centralizzata, e le vincitrici dei gruppi staccano il biglietto per il Mondiale; le seconde vanno avanti verso un’ulteriore fase di spareggio. Questo è importante perché spiega la logica dei due match di ottobre 2025: non sono amichevoli travestite, sono partite corte dentro un mini-campionato dove ogni punto è oro.

Il secondo turno, Gruppo G, è la base: 6 partite, 13 punti, 4 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta. Arabia Saudita segna 12 gol e ne subisce 3: numeri da squadra solida, con una differenza reti robusta (+9). Eppure non basta per il primo posto, perché la Giordania fa lo stesso bottino di punti ma costruisce una differenza migliore. Qui c’è una lezione semplice: anche quando passi, non passi nello stesso modo.

Il terzo turno, Gruppo C, è la zona grigia. Arabia Saudita finisce terza con 13 punti: 3 vittorie, 4 pareggi, 3 sconfitte. Ma soprattutto: 7 gol fatti in 10 partite. Meno di un gol a partita. Non è un dato neutro: dice che la squadra, in quel segmento, ha vissuto spesso di margini minimi. E se vivi di margini minimi, devi essere impeccabile dietro; invece i gol subiti sono 8, e la differenza diventa negativa (-1). In un girone dove Giappone vola a 23 punti con 30 gol segnati e Australia arriva a 19, quel tipo di produzione offensiva diventa un freno.

Nel quarto turno, Gruppo B, i dati sono parziali ma già narrativi: Arabia Saudita è prima con 4 punti in 2 gare, stessa quota dell’Iraq, ma davanti per gol fatti (3 contro 1). È un micro-campionato: 180 minuti che pesano come 10 partite, e ogni rete è un mattone in più.

Sotto, la cronaca completa delle partite fornite, perché il percorso non si capisce con i soli punti: si capisce con le serate in cui la squadra ha sorriso e con quelle in cui ha dovuto ingoiare.

Tabella 1

Data Ronda o Giornata Rival Condizione Risultato Marcatori Sede
16 novembre 2023 Seconda fase Gruppo G Pakistan Casa 4:0 Al-Shehri 6’, 48’ pen.; Ghareeb 90+1’; Radif 90+6’ Stadio Príncipe Mohamed bin Fahd, Dammam
21 novembre 2023 Seconda fase Gruppo G Giordania Trasferta 0:2 Al-Shehri 8’, 30’ Stadio Internacional, Amán
21 marzo 2024 Seconda fase Gruppo G Tagikistan Casa 1:0 S. Al-Dawsari 23’ Stadio KSU, Riad
26 marzo 2024 Seconda fase Gruppo G Tagikistan Trasferta 1:1 Al-Buraikan 46’ Stadio Pamir, Dusambé
6 giugno 2024 Seconda fase Gruppo G Pakistan Trasferta 0:3 Al-Buraikan 26’, 41’; Al-Juwayr 59’ Stadio Jinnah Sports, Islamabad
11 giugno 2024 Seconda fase Gruppo G Giordania Casa 1:2 Lajami 16’ Stadio KSU, Riad
5 settembre 2024 Terza fase Gruppo C Giornata 1 Indonesia Casa 1-1 Al-Juwayr 45+3’ Ciudad Deportiva del Rey Abdalá, Yeda
10 settembre 2024 Terza fase Gruppo C Giornata 2 Cina Trasferta 1-2 Kadesh 39’, 90’ Dalian Suoyuwan Football Stadium, Dalian
10 ottobre 2024 Terza fase Gruppo C Giornata 3 Giappone Casa 0-2 Ciudad Deportiva del Rey Abdalá, Yeda
15 ottobre 2024 Terza fase Gruppo C Giornata 4 Bahrein Casa 0-0 Ciudad Deportiva del Rey Abdalá, Yeda
14 novembre 2024 Terza fase Gruppo C Giornata 5 Australia Trasferta 0-0 Stadio Rectangular, Melbourne
19 novembre 2024 Terza fase Gruppo C Giornata 6 Indonesia Trasferta 2-0 Stadio Gelora Bung Karno, Yakarta
20 marzo 2025 Terza fase Gruppo C Giornata 7 Cina Casa 1-0 S. Al-Dawsari 50’ Stadio de la Universidad Rey Saúd, Riad
25 marzo 2025 Terza fase Gruppo C Giornata 8 Giappone Trasferta 0-0 Stadio Saitama 2002, Saitama
5 giugno 2025 Terza fase Gruppo C Giornata 9 Bahrein Trasferta 0-2 Al-Juwayr 16’; Al-Aboud 78’ Stadio Nacional, Riffa
10 giugno 2025 Terza fase Gruppo C Giornata 10 Australia Casa 1-2 Al-Aboud 19’ Ciudad Deportiva del Rey Abdalá, Yeda
8 ottobre 2025 Quarta fase Gruppo B Indonesia Trasferta 2:3 Aboulshamat; Al-Buraikan x2
14 ottobre 2025 Quarta fase Gruppo B Iraq Casa 0:0

La lettura delle classifiche, qui, è obbligatoria perché racconta il contesto di ogni pareggio e di ogni sconfitta. E siccome i dati includono più fasi, le tabelle vanno mostrate tutte, nell’ordine in cui compaiono.

Tabella 2

Ronda Gruppo Pos Squadra Pts PG V N P GF GS Diff
Seconda G 1 Giordania 13 6 4 1 1 16 4 +12
Seconda G 2 Arabia Saudita 13 6 4 1 1 12 3 +9
Seconda G 3 Tagikistan 8 6 2 2 2 11 7 +4
Seconda G 4 Pakistan 0 6 0 0 6 1 26 -25

Tabella 3

Ronda Gruppo Pos Squadra Pts PG V N P GF GS Diff
Terza C 1 Giappone 23 10 7 2 1 30 3 +27
Terza C 2 Australia 19 10 5 4 1 16 7 +9
Terza C 3 Arabia Saudita 13 10 3 4 3 7 8 -1
Terza C 4 Indonesia 12 10 3 3 4 9 20 -11
Terza C 5 Cina 9 10 3 0 7 7 20 -13
Terza C 6 Bahrein 6 10 1 3 6 5 16 -11

Tabella 4

Ronda Gruppo Pos Squadra Pts PG V N P GF GS Diff
Quarta B 1 Arabia Saudita 4 2 1 1 0 3 2 +1
Quarta B 2 Iraq 4 2 1 1 0 1 0 +1
Quarta B 3 Indonesia 0 2 0 0 2 2 4 -2

Dentro queste tabelle, Arabia Saudita è una squadra che cambia pelle. Nel secondo turno è “verticale” nel risultato: 12 gol in 6, e due 4:0 e 3:0 contro il Pakistan che sembrano allenamenti ad alta intensità. Nel terzo turno diventa invece una squadra che vive spesso sotto i due gol totali nel match: tanti 0-0, un 1-0, un 1-1, un 1-2. È la cronaca di un’équipe che ha trovato partite più strette e, forse, ha scelto un margine di rischio più basso.

C’è anche un dato semplice ma tagliente: nel terzo turno, su 10 partite, Arabia Saudita ne pareggia 4. Quattro frenate. Alcune utili, come lo 0-0 in trasferta in Giappone (25 marzo 2025) o lo 0-0 in Australia (14 novembre 2024). Altre più amare, come l’1-1 interno con l’Indonesia (5 settembre 2024) o lo 0-0 casalingo col Bahrein (15 ottobre 2024). In un girone dove chi corre davanti segna tanto, il pareggio diventa una moneta piccola.

Eppure, in mezzo alla fatica, ci sono lampi che spiegano perché Arabia Saudita resta una selezione pericolosa: la vittoria 1-2 in Cina (10 settembre 2024) con il gol al 90’ di Kadesh è una firma di carattere; il 0-2 in Bahrein (5 giugno 2025) è una prova di controllo in trasferta; e il 2:3 in Indonesia nella quarta fase (8 ottobre 2025) è una partita da nervi, con risposta immediata dopo il gol subito al 2’.

Come giocano

Il modo in cui Arabia Saudita “dice” calcio, qui, si può leggere senza inventare disegni o sistemi: lo raccontano i punteggi, la quantità di gol segnati e subiti e, soprattutto, la frequenza delle partite a punteggio basso.

Primo tratto: quando la differenza tecnica è evidente, Arabia Saudita sa dilatare. Nel secondo turno segna 4 al Pakistan (16 novembre 2023) e 3 in trasferta a Islamabad (6 giugno 2024). In entrambe le gare, i marcatori arrivano anche dal finale e, nel caso del 4:0, pure con un rigore. È una squadra che, in quei contesti, non si accontenta: continua a spingere o, quantomeno, continua a produrre fino all’ultimo minuto.

Secondo tratto: quando il livello sale, la squadra diventa “da punteggio corto”. Nel terzo turno del Gruppo C, 7 gol fatti e 8 subiti in 10 gare sono un’etichetta: produzione offensiva ridotta e partite spesso governate da un episodio. Basta scorrere: 0-0 col Bahrein, 0-0 in Australia, 0-0 in Giappone, 1-0 alla Cina, 1-1 con l’Indonesia. Sono gare in cui l’errore singolo pesa più del piano partita, e dove la priorità sembra non perdere prima ancora che vincere.

Terzo tratto: la gestione del vantaggio non è sempre stata un punto forte. Il 1:1 a Dushanbe contro il Tagikistan (26 marzo 2024) arriva dopo un vantaggio ad inizio ripresa e una rete subita all’80’. È un esempio concreto di partita che richiede lucidità nel tratto finale. E nella terza fase c’è un’altra dinamica simile, anche se a rovescio: contro l’Australia in casa (10 giugno 2025) Arabia Saudita va avanti al 19’, ma poi subisce due reti (42’ e 48’) e perde 1-2. Qui il tema non è solo “tenuta”: è l’impatto dei minuti attorno all’intervallo, quando la partita si sposta.

Quarto tratto: la squadra ha mostrato segnali di efficacia quando trova il primo gol. Nel secondo turno, il 0:2 in Giordania (21 novembre 2023) nasce da due reti nei primi 30 minuti: prendi il vantaggio presto, e la partita cambia forma. Anche nel terzo turno, le vittorie 1-0 contro la Cina (20 marzo 2025) e 0-2 in Bahrein (5 giugno 2025) raccontano lo stesso copione: segnare e poi difendere la partita con ordine, senza concedere la rimonta.

Sul reparto gol, i dati disponibili offrono un indizio interessante: non c’è un solo nome a monopolizzare tutto. Al-Shehri segna doppietta contro Pakistan e doppietta in Giordania nella seconda fase; Al-Buraikan firma una doppietta in Pakistan e due gol decisivi nel 2:3 in Indonesia; Al-Juwayr entra con gol pesanti; S. Al-Dawsari decide due 1-0. È una distribuzione utile perché riduce la dipendenza: se non gira un finalizzatore, c’è spazio per un altro. Ma c’è anche un controcanto: nel terzo turno i gol sono pochi, e questo fa pensare che, contro difese ben organizzate, la creazione di occasioni “pulite” non sia stata continua.

La vulnerabilità più evidente, sempre restando ai numeri, è la difficoltà a trasformare i pareggi in vittorie nel terzo turno. Quattro “X” su dieci, e soprattutto tre 0-0 in quel segmento. Quando non subisci è già un mezzo lavoro fatto; il passo successivo è trovare il gol che spacca. Arabia Saudita, in quella fase, non sempre ci è riuscita. E allora il profilo diventa quello di una squadra competitiva, ma non dominante: una selezione che può togliere punti a chiunque, ma che rischia di lasciarne per strada contro chi si chiude bene.

Il gruppo al Mondiale

Il Mondiale mette Arabia Saudita nel Gruppo H e la porta subito sul palcoscenico americano, con tre città e tre test diversi. Le avversarie, qui, sono già definite nei dati: Uruguay, Spagna e Capo Verde. Non ci sono codici da sciogliere: è un girone “con nomi e cognomi”, quindi anche la preparazione mentale cambia, perché sai da subito che ogni dettaglio di partita sarà punito o premiato.

La prima cosa che colpisce è la scansione del calendario: 15 giugno 2026, poi 21 giugno 2026, poi 26 giugno 2026. Ritmo regolare, con recupero sufficiente, ma anche con l’obbligo di arrivare pronti dal primo giorno. Non è un gruppo che ti permette un avvio “in rodaggio”: contro Uruguay e Spagna, se regali mezz’ora, la partita rischia di scappare.

Tabella dei 3 partiti del girone

Data Stadio Città Avversario
15 giugno 2026 Hard Rock Stadium Miami Uruguay
21 giugno 2026 Mercedes-Benz Stadium Atlanta Spagna
26 giugno 2026 NRG Stadium Houston Capo Verde

Partita 1: Arabia Saudita vs Uruguay, 15 giugno 2026 a Miami. Il copione più plausibile, guardando la storia recente dei risultati sauditi, è una partita da punteggio corto: l’Arabia Saudita ha mostrato spesso di saper stare dentro match “stretti”, soprattutto quando accetta di non trasformare la gara in una corsa caotica. La chiave, per loro, sarà non farsi segnare presto: quando Arabia Saudita trova equilibrio, riesce a trascinare la gara verso l’episodio. Pronostico in linguaggio semplice: vince Uruguay.

Partita 2: Spagna vs Arabia Saudita, 21 giugno 2026 ad Atlanta. Qui la differenza non la fa solo l’avversario: la fa la gestione emotiva del secondo match, che spesso è il più delicato del girone. Arabia Saudita, nel terzo turno asiatico, ha vissuto partite con pochissimi gol segnati; se non riesci ad uscire dalla prima pressione con qualità e continuità, finisci per difendere troppo a lungo. E difendere troppo a lungo, contro una squadra che ti fa correre, consuma energie e lucidità. Pronostico: vince Spagna.

Partita 3: Capo Verde vs Arabia Saudita, 26 giugno 2026 a Houston. È qui che il girone può diventare una partita “da somma”: dopo due gare impegnative, la terza spesso si gioca anche con la calcolatrice in testa, ma Arabia Saudita deve ricordarsi la propria natura migliore, quella vista nei match da controllo: segnare e gestire. I segnali, nei dati, dicono che l’Arabia Saudita sa vincere 1-0 e 0-2; sa anche soffrire, e sa rimontare dentro una partita complicata come il 2:3 in Indonesia. Se riesce a portare il match sul piano del dettaglio e non dell’onda, può farcela. Pronostico: vince Arabia Saudita.

Il gruppo, in sintesi, è una prova di maturità più che di fantasia. Arabia Saudita non arriva con una firma offensiva esagerata nei numeri della fase più dura delle qualificazioni, ma arriva con l’abitudine alle partite da margine minimo. E nei tornei brevi, l’abitudine è un patrimonio.

Chiavi di qualificazione per Arabia Saudita

  • Tenere la partita “viva” fino al secondo tempo contro Uruguay e Spagna, evitando di concedere gol nei primi 30 minuti.
  • Convertire almeno una delle gare in un match da punteggio corto a proprio favore, perché i numeri recenti dicono che la squadra sa vincere anche 1-0.
  • Curare i minuti attorno all’intervallo, perché in qualificazione lì sono arrivati colpi pesanti, come il ribaltone subito contro l’Australia tra 42’ e 48’.
  • Non perdere la lucidità quando passa in vantaggio: un 1:1 come quello in Tagikistan insegna che gli ultimi 15 minuti vanno giocati con la stessa attenzione dei primi 15.

Opinione editoriale

Arabia Saudita porta al Mondiale un’identità che non è un poster, è un quaderno di appunti: risultati corti, pareggi che pesano, vittorie di misura che valgono doppio. Non è la selezione che “travolge” con i numeri, almeno nella fase più dura del percorso asiatico; è quella che può rovinarti la serata se ti innervosisci, quella che ti porta dove non vuoi andare: in una partita da un gol, da un’uscita sbagliata, da un pallone fermo gestito male.

Il punto, però, è che questo tipo di squadra deve essere feroce nei dettagli: se concedi troppo, non hai abbastanza gol per rincorrere. Il terzo turno lo dice chiaro: 7 reti in 10 partite sono una coperta corta, e al Mondiale la coperta corta diventa gelo se non sei organizzato e pragmatico.

La chiusura sta in una partita che non va dimenticata: 10 giugno 2025, Arabia Saudita-Australia 1-2. Segni al 19’, eppure vai sotto prima dell’intervallo e perdi appena rientrato in campo. È il promemoria più utile: puoi anche fare la cosa giusta per venti minuti, ma il Mondiale ti giudica sui cinque minuti in cui ti distrai. Se Arabia Saudita vuole davvero trasformare il Gruppo H in una storia credibile, deve proteggere proprio quel tratto: il momento in cui il match cambia aria e tu devi restare lo stesso.