Qatar - Grupo B
🇶🇦🔥 Qatar, tra picchi e scivoloni: il viaggio che lo porta al Mondiale
Un percorso a onde tra goleade, notti storte in trasferta e un girone mondiale che chiede lucidità
Introduzione
C’è una scena che racconta Qatar più di mille slogan: un 8-1 che sembra una festa senza fine e, quasi a fare da contrappunto, una serie di partite in cui basta un’oscillazione emotiva per trasformare la partita in un pendolo. Questa nazionale non è una linea retta: è una curva, a volte elegante, a volte spezzata. E proprio per questo, quando la palla pesa, Qatar sa essere pericoloso: perché non gioca mai davvero “neutro”, o accende o si spegne.
Il viaggio in qualificazione, guardato con l’occhio dell’analista di rendimento, assomiglia a un referto con due grafici sovrapposti. Il primo è quello della produzione offensiva: quando riesce a mettere in campo ritmo e fiducia, i numeri diventano larghi, perfino impietosi. Il secondo è quello della tenuta: soprattutto lontano da casa, il margine si assottiglia e la partita diventa un test di nervi, di protezioni preventive, di gestione dell’errore.
I dati di classifica aiutano a inquadrare questa identità in movimento. Nella seconda fase del percorso, Qatar domina il proprio gruppo: primo posto con 16 punti in 6 gare, 18 gol fatti e 3 subiti, differenza reti +15. Poi, salendo di livello nella terza fase, il quadro cambia: quarto posto con 13 punti in 10 gare, 17 gol fatti ma 24 concessi, differenza reti -7. È lo scarto che racconta la differenza tra “controllo” e “competizione vera”, quella che non perdona la minima sbavatura difensiva.
Eppure, anche nel tratto più duro, Qatar lascia lì due segnali da squadra viva: uno è la capacità di colpire anche quando il contesto è sfavorevole, l’altro è la resilienza nel rimettersi in carreggiata dopo un tonfo. Tre momenti-bisagra, con date e risultati che diventano capitoli: 16 novembre 2023, Qatar-Afghanistan 8-1, l’avvio che spalanca fiducia; 19 novembre 2024, Emirati Arabi Uniti-Qatar 5-0, una scossa che misura la distanza; 5 giugno 2025, Qatar-Iran 1-0, la prova che, se la partita si incanala nel binario giusto, Qatar può battere anche chi sta davanti.
Da qui in avanti, la domanda non è se Qatar “può” segnare: i numeri dicono che può eccome. La domanda è se riesce a scegliere quando accelerare e quando fermarsi, senza finire fuori strada. Al Mondiale, nel Gruppo B, la trama sarà chiara: una partita per capire il livello, una per non farsi trascinare dal contesto, e una terza contro un avversario che arriverà da un play-off europeo. Tre serate, tre scenari, un’unica necessità: equilibrio.
Il percorso delle qualificazioni
Il percorso asiatico, per come emerge dai dati, si sviluppa a fasi: una seconda fase a gironi in cui Qatar costruisce la qualificazione con autorità, una terza fase in cui la qualità media degli avversari impone un salto di solidità, e una quarta fase breve che riapre il campo alle sfide dirette. Non serve inventarsi etichette tattiche: basta seguire i punteggi e leggere dove la squadra si sente “a casa” e dove invece perde riferimenti.
Nella seconda fase, Gruppo A, Qatar è una macchina che macina punti e fiducia. Cinque vittorie e un pareggio in sei partite, 18 gol segnati e appena 3 subiti. Il dato più interessante non è neppure la differenza reti, enorme, ma la varietà con cui arrivano i gol: rigori, autocitazioni, marcature multiple, punizioni emotive agli avversari quando la partita si apre. In quel tratto, Qatar gioca spesso “sopra” l’avversario: una superiorità che gli permette di ripetere pattern offensivi e di trovare continuità.
Il 16 novembre 2023 contro l’Afghanistan (8-1) è la fotografia di una squadra che, quando vede spazio, non ha pietà. Segna presto, incassa anche, e poi riparte come se lo 0-0 iniziale fosse un dettaglio. È un match che dice due cose: Qatar sa produrre volume e sa reggere anche un piccolo inciampo senza perdere la rotta. Pochi giorni dopo, 21 novembre 2023, arriva un altro tassello: India-Qatar 0-3, una vittoria esterna netta che, in quella fase, sembra quasi “normale”, ma che col senno di poi diventa importante perché anticipa un tema: quando Qatar è dentro la partita, anche fuori casa può gestire.
Il 2024 di quella seconda fase conferma l’idea: Qatar-Kuwait 3-0 il 21 marzo e Kuwait-Qatar 1-2 il 26 marzo. Nel doppio confronto c’è un dettaglio tecnico che vale più del risultato: nelle vittorie in trasferta Qatar trova gol nel finale e in rapida sequenza, come a dire che sa colpire quando l’avversario cala o si sbilancia. Poi arriva lo 0-0 contro l’Afghanistan il 6 giugno 2024: qui la squadra non sfonda, e questo pareggio resta un promemoria di come, se il match diventa piatto, Qatar può perdere brillantezza. La chiusura del girone, l’11 giugno 2024, è invece una vittoria dal sapore più “adulto”: Qatar-India 2-1, partita in cui la squadra va sotto e la riprende nella mezz’ora finale. Non è solo un punteggio: è un esercizio di gestione.
Salendo alla terza fase, sempre Gruppo A, la classifica cambia drasticamente l’orizzonte. Qatar chiude quarto con 13 punti in 10 partite: davanti Iran con 23, Uzbekistan con 21, Emirati Arabi Uniti con 15. Il dato di rottura sta nel bilancio difensivo: 24 gol subiti in 10 gare, quasi due e mezzo a partita. Non è un dettaglio: è l’elemento che decide la differenza tra stare in corsa e inseguire. Anche perché l’attacco non si ferma: 17 gol fatti sono un bottino competitivo, ma non basta se dietro si concede troppo.
Il segmento centrale è quello più duro, e i risultati lo dicono senza bisogno di interpretazioni forzate. Il 5 settembre 2024 Qatar perde in casa 1-3 contro gli Emirati: una sconfitta che pesa perché arriva davanti al proprio pubblico e perché la partita si decide tardi, con due reti emiratine tra l’80’ e il recupero. Il 10 settembre 2024, Corea del Nord-Qatar 2-2, pareggio esterno: qui Qatar mostra capacità di segnare e restare dentro la gara, ma non riesce a “chiuderla”. Il 15 ottobre 2024, Iran-Qatar 4-1, è una resa dei conti: quando l’avversario alza la qualità delle transizioni e dei duelli, Qatar soffre e viene punito.
E poi c’è il 19 novembre 2024: Emirati Arabi Uniti-Qatar 5-0. È il tipo di risultato che cambia una qualificazione e soprattutto cambia l’autopercezione. Non tanto per la sconfitta, ma per come arriva: cinque gol, quattro firmati dallo stesso giocatore, e un match che scappa via subito (4’). In un’analisi di rendimento, qui le parole chiave diventano “protezione”, “controllo del caos”, “risposta al primo colpo”. Perché il Mondiale è pieno di partite che iniziano con un episodio.
La reazione, però, esiste ed è misurabile. Il 14 novembre 2024 Qatar batte l’Uzbekistan 3-2 con un gol al 90+12’: partita che sembra scivolare via dopo il 3-0, poi si complica e infine viene recuperata con una zampata nel recupero. Il 20 marzo 2025, Qatar-Corea del Nord 5-1, è una vittoria ampia che mostra come la squadra, quando prende vantaggio, sa trasformare il match in un corridoio. E soprattutto c’è il 5 giugno 2025: Qatar-Iran 1-0, un risultato che ha il sapore della dichiarazione d’intenti. In mezzo, però, restano le ferite esterne: Kirghizistan-Qatar 3-1 il 25 marzo 2025 e Uzbekistan-Qatar 3-0 il 10 giugno 2025. Il filo è chiaro: in trasferta, se la partita si sporca, Qatar rischia di perdere sia campo sia fiducia.
La quarta fase, Gruppo A, riapre una prospettiva più corta e più nervosa: poche partite, margini minimi. Qatar parte con uno 0-0 in trasferta contro l’Oman l’8 ottobre 2025 e poi batte gli Emirati 2-1 il 14 ottobre 2025. In classifica, dopo due gare: Qatar 4 punti, Emirati 3, Oman 1. È un micro-campionato dove ogni gol pesa come un capitolo intero.
Di seguito, la lettura completa dei risultati di Qatar lungo il percorso, e poi tutte le tabelle di classifica disponibili nei dati, nell’ordine in cui compaiono.
Tabella 1: Partite di Qatar nelle qualificazioni
| Data | Ronda o giornata | Rival | Condizione | Risultato | Marcatori | Sede |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 16 novembre 2023 | Gruppo A | Afghanistan | Casa | 8-1 | Qatar: Al-Haidos 11', Ali 15', 26', 33' pen., 45+3' pen., Meshaal 18', Alaaeldin 53' pen., Al-Abdullah 90+4'. Afghanistan: Sharifi 13'. | Stadio Internacional Jalifa, Rayán |
| 21 novembre 2023 | Gruppo A | India | Trasferta | 0-3 | Qatar: Meshaal 4', Ali 47', Abdurisag 88'. | Stadio Kalinga, Bhubaneshwar |
| 21 marzo 2024 | Gruppo A | Kuwait | Casa | 3-0 | Qatar: Afif 47', 68', Al-Rawi 51'. | Stadio Jassim bin Hamad, Rayán |
| 26 marzo 2024 | Gruppo A | Kuwait | Trasferta | 1-2 | Kuwait: Daham 79'. Qatar: Ali 77', 80'. | Stadio Ali Al-Salem Al-Sabah, Al-Farwaniya |
| 6 giugno 2024 | Gruppo A | Afghanistan | Trasferta | 0-0 | Ciudad Deportiva del Príncipe Abdalá bin Jalawi, Al-Hasa | |
| 11 giugno 2024 | Gruppo A | India | Casa | 2-1 | Qatar: Aymen 73', Al-Rawi 85'. India: Chhangte 37'. | Stadio Jassim bin Hamad, Rayán |
| 5 settembre 2024 | Giornata 1 | Emirati Arabi Uniti | Casa | 1-3 | Qatar: Al-Hassan 38'. Emirati: Abdalla 68', Ibrahim 80', Saleh 94'. | Stadio Áhmad bin Ali, Rayán |
| 10 settembre 2024 | Giornata 2 | Corea del Nord | Trasferta | 2-2 | Corea del Nord: Ri Il-song 19', Kang Kuk-chol 51'. Qatar: Afif 31' rig., Ali 44'. | Nuevo Stadio Nacional, Vientián |
| 10 ottobre 2024 | Giornata 3 | Kirghizistan | Casa | 3-1 | Qatar: Ali 39', Kozubaev 63' aut., Al-Hassan 81'. Kirghizistan: Shukurov 76'. | Stadio Al Thumama, Doha |
| 15 ottobre 2024 | Giornata 4 | Iran | Trasferta | 4-1 | Iran: Azmoun 42', 48', Mohebi 65', 90+8'. Qatar: Ali 17'. | Stadio Al-Rashid, Dubái |
| 14 novembre 2024 | Giornata 5 | Uzbekistan | Casa | 3-2 | Qatar: Ali 25', 41', Mendes 90+12'. Uzbekistan: Fayzullaev 75', 80'. | Stadio Jassim bin Hamad, Rayán |
| 19 novembre 2024 | Giornata 6 | Emirati Arabi Uniti | Trasferta | 5-0 | Emirati: Fábio Lima 4', 45' rig., 45+5', 56' rig., Al-Ghassani 73'. | Stadio Al-Nahyan, Abu Dabi |
| 20 marzo 2025 | Giornata 7 | Corea del Nord | Casa | 5-1 | Qatar: Afif 17', Al Ganehi 23', Kim Yu-Song 34' aut., Al-Rawi 56', Alaaeldin 66'. Corea del Nord: Pak Kwang-hun 86'. | Stadio Jassim bin Hamad, Rayán |
| 25 marzo 2025 | Giornata 8 | Kirghizistan | Trasferta | 3-1 | Kirghizistan: Kichin 45+1', Mishchenko 82', Shukurov 90+3'. Qatar: Lucas Mendes 52'. | Stadio Dolen Omurzakov, Biskek |
| 5 giugno 2025 | Giornata 9 | Iran | Casa | 1-0 | Qatar: Ró-Ró 41'. | Stadio Jassim bin Hamad, Rayán |
| 10 giugno 2025 | Giornata 10 | Uzbekistan | Trasferta | 3-0 | Uzbekistan: Turgunboev 28', Shomurodov 86', Sergeev 90+2'. | Stadio Milliy, Taskent |
| 8 ottobre 2025 | Quarta ronda | Oman | Trasferta | 0-0 | ||
| 14 ottobre 2025 | Quarta ronda | Emirati Arabi Uniti | Casa | 2-1 | Qatar: Boualem Khoukhi, Ró-Ró. Emirati: Sultan Adil. |
Tabella 2: Classifica completa presente nei dati
Tabella di posizioni: Seconda ronda, Gruppo A
| Pos | Squadra | Punti | PG | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Catar | 16 | 6 | 5 | 1 | 0 | 18 | 3 | +15 |
| 2 | Kuwait | 7 | 6 | 2 | 1 | 3 | 6 | 6 | 0 |
| 3 | India | 5 | 6 | 1 | 2 | 3 | 3 | 7 | -4 |
| 4 | Afghanistan | 5 | 6 | 1 | 2 | 3 | 3 | 14 | -11 |
Tabella di posizioni: Terza ronda, Gruppo A
| Pos | Squadra | Punti | PG | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Iran | 23 | 10 | 7 | 2 | 1 | 19 | 8 | +11 |
| 2 | Uzbekistan | 21 | 10 | 6 | 3 | 1 | 14 | 7 | +7 |
| 3 | Emirati Arabi Uniti | 15 | 10 | 4 | 3 | 3 | 15 | 8 | +7 |
| 4 | Catar | 13 | 10 | 4 | 1 | 5 | 17 | 24 | -7 |
| 5 | Kirghizistan | 8 | 10 | 2 | 2 | 6 | 12 | 18 | -6 |
| 6 | Corea del Nord | 3 | 10 | 0 | 3 | 7 | 9 | 21 | -12 |
Tabella di posizioni: Quarta ronda, Gruppo A
| Pos | Squadra | Punti | PG | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Catar | 4 | 2 | 1 | 1 | 0 | 2 | 1 | +1 |
| 2 | Emirati Arabi Uniti | 3 | 2 | 1 | 0 | 1 | 3 | 3 | 0 |
| 3 | Oman | 1 | 2 | 0 | 1 | 1 | 1 | 2 | -1 |
Dentro questi numeri, la traiettoria è leggibile anche “a blocchi”. Nella seconda fase Qatar concede 3 gol in 6 partite: è una squadra che, contro quel livello di avversari, riesce a tenere la partita in un recinto. Nella terza fase, invece, concede 24 gol in 10: il recinto si rompe, e spesso la gara diventa aperta, a tratti caotica. Questa non è solo una questione di difesa “debole”: è anche la misura di quanto Qatar, quando perde controllo del ritmo, finisca per concedere sequenze di occasioni.
Un altro taglio utile è casa-trasferta dentro la terza fase. In casa Qatar costruisce alcune delle sue serate migliori: 3-2 all’Uzbekistan, 5-1 alla Corea del Nord, 1-0 all’Iran. In trasferta, invece, arrivano i risultati che fanno più rumore: 4-1 con l’Iran, 5-0 con gli Emirati, 3-0 con l’Uzbekistan, 3-1 con il Kirghizistan. È come se la squadra avesse bisogno di un “ancoraggio” emotivo e logistico per proteggere la partita quando i momenti girano male.
E poi c’è la questione dei margini. Qatar ha partite dominate e partite sottili. Le vittorie di misura o comunque strette, come il 2-1 all’India o il 2-1 agli Emirati nella quarta fase, diventano un laboratorio: non è sempre possibile vincere in goleada, al Mondiale quasi mai. Saper vivere nello scarto minimo, senza farsi prendere dalla fretta, è un’abilità che Qatar mostra a tratti. E a tratti perde, soprattutto quando subisce una fiammata avversaria e la partita si inclina.
Il segnale positivo, però, sta nella capacità di rimbalzare. Dopo lo 0-0 con l’Afghanistan, Qatar batte l’India. Dopo alcune serate nere in trasferta nella terza fase, trova un 1-0 interno contro l’Iran e riapre la narrazione. Dopo il pareggio a reti bianche con l’Oman in quarta fase, arriva il 2-1 sugli Emirati. Non è continuità piena, ma è un filo di competitività: la squadra non resta prigioniera di un risultato.
Come gioca
Se si dovesse descrivere Qatar con una sola parola presa dai numeri, sarebbe “estremo”. Non perché sia sempre spettacolare, ma perché oscilla tra partite in cui segna tre, cinque, otto gol e altre in cui incassa tre, quattro, cinque reti. Questa polarità suggerisce una squadra che, quando trova ritmo e primi vantaggi, diventa travolgente; quando invece deve inseguire o quando la partita si spezza, paga la mancanza di controllo sugli episodi.
L’evidenza più chiara è la forbice tra le fasi. Seconda fase: 18 gol fatti e 3 subiti in 6 partite. Terza fase: 17 fatti e 24 subiti in 10 partite. Non è che Qatar smetta di segnare: il volume offensivo resta. Il problema è il prezzo pagato dietro, che spesso rende inutili anche buone produzioni davanti. Un attacco che mantiene standard competitivi non basta se la squadra concede troppo: è un’equazione semplice, ma al Mondiale diventa spietata.
C’è poi un tema di gestione del finale. Due partite raccontano due facce opposte. Il 5 settembre 2024 contro gli Emirati, Qatar perde 1-3 con due gol subiti nel finale (80’ e 94’): segnale di una gara che, al momento di “chiuderla” o almeno di mantenerla in equilibrio, scappa via. Il 14 novembre 2024 contro l’Uzbekistan, invece, Qatar vince con un gol al 90+12’: qui il finale diventa terreno di conquista. Questo doppio volto dice che la squadra può essere fragile o feroce negli ultimi minuti, a seconda di come arriva mentalmente e fisicamente alla coda del match.
Il repertorio dei marcatori, per come appare nei tabellini, è un altro indizio. Ci sono nomi che ritornano spesso: Ali è ricorrente in più fasi, Afif compare con doppiette e con rigori, Al-Rawi e altri entrano nei momenti chiave. La sensazione è che Qatar abbia almeno un nucleo offensivo capace di prendersi responsabilità, e che non dipenda da un unico episodio o da un unico tipo di gol. In alcune gare i gol arrivano anche da autogol avversari e da rigori: segnali che la squadra sa comunque passare tempo in zone pericolose, costringendo l’avversario all’errore.
La vulnerabilità più evidente sta nei match in cui l’avversario alza il livello e trasforma la partita in una successione di ondate. Le sconfitte pesanti in trasferta (Emirati 5-0, Iran 4-1, Uzbekistan 3-0, Kirghizistan 3-1) suggeriscono che Qatar soffra quando perde la struttura emotiva della gara: primo gol subito presto, raddoppio che arriva in sequenza, e poi partita che diventa lunga. Qui il dato “24 gol subiti” in terza fase non è solo un numero: è un profilo. E al Mondiale, dove gli avversari puniscono con cinismo, questo profilo diventa il primo punto da proteggere.
In compenso, Qatar ha un’arma che vale oro in un girone corto: sa vincere partite di controllo contro squadre forti, se il copione gli sorride. Il 1-0 all’Iran del 5 giugno 2025 è l’esempio: punteggio corto, porta protetta, episodio offensivo valorizzato. Se Qatar riesce a portare almeno una delle tre partite mondiali su quel terreno, può trasformare un gruppo complicato in un gruppo contendibile.
Il Gruppo in il Mondiale
Il Mondiale propone a Qatar il Gruppo B, con tre partite dal copione già definito nei dettagli logistici. La prima contro la Svizzera, la seconda contro il Canada, la terza contro un avversario che deve ancora essere determinato perché arriverà da un play-off europeo. È un trittico con due sfide “a nome e cognome” e una terza che resta aperta: non un problema, semmai una variabile di preparazione, perché cambia il tipo di avversario ma non cambia l’obbligo di Qatar di presentarsi con un’identità stabile.
C’è anche un aspetto che spesso si sottovaluta: le città e gli stadi cambiano il clima mentale della competizione. San Francisco per l’esordio, Vancouver per la seconda, Seattle per la terza. Tre tappe che obbligano a gestione di viaggi, recuperi, routine. Per una squadra che, dai risultati, sembra rendere meglio quando il contesto è “protetto”, la cura dei dettagli fuori dal campo può diventare un moltiplicatore di performance.
La partita d’esordio contro la Svizzera, il 13 giugno 2026, è la classica soglia: serve soprattutto per capire se Qatar entra nel torneo con il volto della seconda fase (autorità, controllo) o con quello delle notti storte della terza fase (partite che si aprono e diventano difficili da governare). Qui la chiave non è inseguire un’idea di spettacolo, ma evitare di concedere sequenze: se Qatar resta dentro la gara fino al secondo tempo, può giocarsi gli episodi.
La seconda gara, contro il Canada il 18 giugno 2026, assomiglia a un bivio. È il match in cui spesso si decide se il gruppo si accende o si spegne: dopo l’esordio, la testa è più leggera per chi ha punti e più pesante per chi li ha lasciati. Per Qatar, che ha mostrato di saper reagire dopo inciampi e di saper vincere anche partite strette, l’obiettivo realistico è portare la partita su un terreno di margini ridotti, dove una giocata o un dettaglio possono fare la differenza.
La terza partita, il 24 giugno 2026, è contro “B2”, che nei dati va tradotto correttamente: Rival per definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta A: Gales, Bosnia y Herzegovina, Italia o Irlanda del Norte. Detto in modo più diretto: sarà una squadra europea uscita da un percorso a eliminazione. In una gara del genere, la tentazione è farsi condizionare dal nome. Ma Qatar non deve farlo: deve preparare la partita in funzione dei propri punti fermi, sapendo che il livello sarà alto e che l’attenzione agli episodi difensivi sarà non negoziabile.
Ecco la tabella dei tre incontri del girone, con i rivali resi in forma “umana” dove necessario.
| Data | Stadio | Città | Avversario |
|---|---|---|---|
| 13 giugno 2026 | Levi's Stadium | San Francisco | Svizzera |
| 18 giugno 2026 | Stadio BC Place | Vancouver | Canada |
| 24 giugno 2026 | Lumen Field | Seattle | Rival per definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta A: Gales, Bosnia y Herzegovina, Italia o Irlanda del Norte. |
Partita per partita, con un pronostico semplice e prudente:
- Qatar vs Svizzera: partita da avvio teso, con Qatar chiamato a non concedere il primo strappo. Se riesce a tenerla bassa e ordinata, può restare in equilibrio fino in fondo. Pronostico: pareggio.
- Canada vs Qatar: gara in cui Qatar deve evitare di farsi trascinare in una partita troppo lunga e aperta. Serve concretezza: pochi errori, pochi regali. Pronostico: pareggio.
- Rival per definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta A: Gales, Bosnia y Herzegovina, Italia o Irlanda del Norte vs Qatar: match da gestione emotiva e di dettaglio. Qatar deve pensarlo come una partita da “sopravvivenza competitiva”, senza concedere l’abbrivio. Pronostico: gana l’avversario.
Le chiavi per provare a qualificarsi, in modo pratico e senza retorica:
- Tenere basso il numero di gol concessi: nella terza fase Qatar ha subito 24 reti in 10 gare, e al Mondiale ogni gol regalato costa punti.
- Restare attaccati alla partita dopo il primo episodio: le sconfitte pesanti mostrano quanto un avvio storto possa diventare valanga.
- Valorizzare i finali: Qatar ha sia perso che vinto partite negli ultimi minuti; trasformare il finale in alleato può cambiare un girone.
- Non dipendere dalla partita “perfetta”: anche un 1-0 come quello contro l’Iran può essere un modello utile.
Opinione editoriale
Qatar arriva al Mondiale con una verità in tasca e una domanda aperta. La verità è che, quando la partita si mette sul suo binario, può fare male a