Iran - Grupo G

Irán, il viaggio del Team Melli verso il 2026: gol pesanti, pareggi di ferro e una fase a gironi da interpretare

🇮🇷🔥 Irán, il viaggio del Team Melli verso il 2026: gol pesanti, pareggi di ferro e una fase a gironi da interpretare

Un percorso di qualificazione costruito su margini stretti e accelerazioni improvvise, con Los Angeles e Seattle come prossime stazioni

Introduzione

C’è un tipo di nazionale che non chiede permesso: entra in campo, alza il volume quando serve e, se la partita si incarta, ha pazienza. L’Irán del percorso qui raccontato è proprio così: capace di trasformare una serata in un monologo da stadio pieno, ma anche di restare in equilibrio quando la partita sembra voler scivolare via su un dettaglio.

La scena iniziale è quasi cinematografica: Azadi, Teherán, e un 4:0 a Hong Kong il 16 novembre 2023. Due squilli ravvicinati di Azmoun nei primi 15 minuti, poi la gestione e l’affondo nel finale con Taremi e Rezaeian. È il tipo di partita che ti mette in tasca non solo i punti, ma anche l’idea di chi comanda il gruppo.

Poi, come spesso succede nelle qualificazioni asiatiche, arriva il test che toglie certezze e regala indizi: 21 novembre 2023, Taskent, Uzbekistan-Irán 2:2. Irán avanti, ripreso, di nuovo avanti, ripreso. Non è un inciampo: è il promemoria che certe gare si vincono anche quando non si vincono, perché ti costringono a definire identità e margini.

Il terzo fotogramma è un altro Azadi, 11 giugno 2024, Irán-Uzbekistán 0:0. Nessun gol, sì, ma un messaggio chiaro: contro il rivale diretto Irán sa chiudere porte e finestre, sa scegliere quando rischiare e quando non concedere nulla. In una corsa lunga, questi pareggi non sono neutralità: sono gestione del rischio.

Messa a terra con i numeri delle tabelle fornite, il quadro è coerente: nella seconda ronda, Gruppo E, Irán chiude al primo posto con 14 punti in 6 partite, imbattuta, 16 gol fatti e 4 subiti, differenza +12. Nella terza ronda, Gruppo A, sale ancora di livello: primo posto con 23 punti in 10 partite, 19 gol fatti e 8 subiti, differenza +11. Non è solo quantità: è continuità. E dentro quei numeri c’è un tratto ricorrente: Irán segna spesso, ma soprattutto concede poco e sa vivere anche nelle partite dove il punteggio resta incollato.

Il percorso delle qualificazioni

Il formato AFC di questa qualificazione, per come si riflette nel materiale a disposizione, racconta due fasi chiarissime: una seconda ronda a gironi più “larga” e una terza ronda che è il vero corridoio verso il Mondiale. Nella terza ronda, le squadre sono divise in gruppi e si affrontano con andata e ritorno; le prime due classificate del gruppo ottengono la qualificazione diretta, mentre le squadre piazzate subito dietro entrano nel percorso di spareggi continentali. È il meccanismo che spiega perché ogni pareggio contro una diretta concorrente pesa come una vittoria contro un’avversaria di seconda fascia: cambia la geometria della classifica.

Nel Gruppo E della seconda ronda, Irán si prende la vetta con 14 punti, ma il dettaglio che fa rumore è l’uguaglianza con l’Uzbekistán: stessi punti, stessa imbattibilità, stessi 2 pareggi. La differenza la fa la differenza reti: +12 contro +9. Tradotto: Irán non solo ha fatto il suo, ha anche gonfiato il margine quando ha potuto. E in un contesto a girone, il “quanto” conta, non solo il “quando”.

La seconda ronda è un racconto in due registri. Primo registro: le partite “aperte” che Irán trasforma in valanghe, come il 5:0 al Turkmenistán del 21 marzo 2024 e il 4:0 a Hong Kong. Secondo registro: le partite contro l’Uzbekistán, che diventano un braccio di ferro tecnico e mentale (2:2 a Taskent, 0:0 a Teherán). È come se la nazionale avesse già scelto il suo codice: accelerare contro chi ti lascia spazio, non perdere forma contro chi ti costringe a ragionare.

La terza ronda è invece una maratona ad alta pressione nel Gruppo A, e i numeri sono netti: Irán 23 punti, Uzbekistan 21. Dietro, Emiratos Árabes Unidos a 15 e Catar a 13. La lettura è immediata: Irán non ha vinto “per distacco”, ha vinto “per regolarità”, con un margine sottile ma protetto da una difesa statistica affidabile e da una capacità di vincere anche lontano da casa.

La sequenza delle giornate del Gruppo A è, in sé, un manuale di qualificazione. Partenza: 1-0 al Kirguistán il 5 settembre 2024, partita risolta da Taremi. Subito dopo: 0-1 negli Emirati il 10 settembre 2024, colpo esterno che vale doppio. Poi gli incastri: 0-0 a Taskent il 10 ottobre 2024, e soprattutto quel 4-1 al Catar il 15 ottobre 2024 che alza il tetto emotivo e, allo stesso tempo, consolida la differenza reti. In trasferta, Irán trova anche vittorie “sporche” e indispensabili: 2-3 in casa della Corea del Nord (in campo neutro a Vientián) e 2-3 a Biškek contro il Kirguistán.

E quando arriva la fase finale del girone, emergono due cose: la solidità non è invincibilità, e l’attacco non è dipendenza da una sola serata. Il 25 marzo 2025, a Teherán, Irán-Uzbekistán finisce 2-2: due gol di Taremi, partita che si piega e si rialza. Poi arriva l’unica sconfitta del gruppo: 5 giugno 2025, Catar-Irán 1-0. Ma la reazione è da squadra che sa dove sta andando: 10 giugno 2025, 3-0 alla Corea del Nord con marcatori diversi, come a dire che il gol è una risorsa distribuita, non un colpo isolato.

Qui sotto, per ordine e completezza, tutte le partite di Irán presenti nel dataset, con un formato uniforme che aiuti a “vedere” il percorso, non solo a ricordarlo.

Tabella 1

Data Ronda o giornata Avversario Condizione Risultato Marcatori Sede
16 novembre 2023 Seconda, Gruppo E Hong Kong Casa 4:0 Irán: Azmoun 12', 15', Taremi 87', Rezaeian 90+2'. Stadio Azadi, Teherán
21 novembre 2023 Seconda, Gruppo E Uzbekistán Trasferta 2:2 Uzbekistán: Urunov 52', Sergeev 83'. Irán: Rezaeian 14', Taremi 38'. Stadio Milliy, Taskent
21 marzo 2024 Seconda, Gruppo E Turkmenistán Casa 5:0 Irán: Kanaani 10', 48', Azmoun 13', Mohebi 56', Noorafkan 90+2'. Stadio Azadi, Teherán
26 marzo 2024 Seconda, Gruppo E Turkmenistán Trasferta 0:1 Irán: Ghayedi 45+5'. Stadio Ashgabat, Asjabad
6 giugno 2024 Seconda, Gruppo E Hong Kong Trasferta 2:4 Hong Kong: Ma Hei Wai 14', Pinto 59'. Irán: Taremi 12' (pen.), 34' (pen.), 56', Azmoun 65'. Stadio Hong Kong, Hong Kong
11 giugno 2024 Seconda, Gruppo E Uzbekistán Casa 0:0 Stadio Azadi, Teherán
5 settembre 2024 Terza, Gruppo A, Giornata 1 Kirguistán Casa 1-0 Irán: Taremi (34') Stadio Foolad Shahr, Isfahán
10 settembre 2024 Terza, Gruppo A, Giornata 2 Emiratos Árabes Unidos Trasferta 0-1 Irán: Ghayedi (45+3') Stadio Hazza bin Zayed, Al Ain
10 ottobre 2024 Terza, Gruppo A, Giornata 3 Uzbekistán Trasferta 0-0 Stadio Milliy, Taskent
15 ottobre 2024 Terza, Gruppo A, Giornata 4 Catar Casa 4-1 Irán: Azmoun (42', 48'), Mohebi (65', 90+8'); Catar: Ali (17') Stadio Al-Rashid, Dubái
14 novembre 2024 Terza, Gruppo A, Giornata 5 Corea del Nord Trasferta 2-3 Corea del Nord: Taremi (56' a.g.), Kim Yu-song (59'); Irán: Ghayedi (29'), Mohebi (41', 45') Nuevo Stadio Nacional, Vientián
19 novembre 2024 Terza, Gruppo A, Giornata 6 Kirguistán Trasferta 2-3 Kirguistán: Kojo (51', 64' pen.); Irán: Taremi (12'), Hardani (33'), Azmoun (76') Stadio Dolen Omurzakov, Biskek
20 marzo 2025 Terza, Gruppo A, Giornata 7 Emiratos Árabes Unidos Casa 2-0 Irán: Azmoun (45+27'), Mohebi (70') Stadio Azadi, Teherán
25 marzo 2025 Terza, Gruppo A, Giornata 8 Uzbekistán Casa 2-2 Irán: Taremi (52', 83'); Uzbekistán: Erkinov (16'), Fayzullaev (53') Stadio Azadi, Teherán
5 giugno 2025 Terza, Gruppo A, Giornata 9 Catar Trasferta 1-0 Catar: Ró-Ró (41') Stadio Jassim bin Hamad, Rayán
10 giugno 2025 Terza, Gruppo A, Giornata 10 Corea del Nord Casa 3-0 Irán: Mohebi (74'), Taremi (77'), Hosseinzadeh (90+3') Stadio Azadi, Teherán

Ora le classifiche complete, stampate rispettando l’ordine in cui compaiono nei dati. Questo è importante perché Irán attraversa due “cornici” diverse: la seconda e la terza ronda.

Tabella 2

Pos Squadra Pts PJ G E P GF GC Diff
1 Irán 14 6 4 2 0 16 4 +12
2 Uzbekistán 14 6 4 2 0 13 4 +9
3 Turkmenistán 2 6 0 2 4 4 14 -10
4 Hong Kong 2 6 0 2 4 4 15 -11

Tabella 3

Pos Squadra Pts PJ G E P GF GC Diff
1 Irán 23 10 7 2 1 19 8 +11
2 Uzbekistán 21 10 6 3 1 14 7 +7
3 Emiratos Árabes Unidos 15 10 4 3 3 15 8 +7
4 Catar 13 10 4 1 5 17 24 -7
5 Kirguistán 8 10 2 2 6 12 18 -6
6 Corea del Nord 3 10 0 3 7 9 21 -12

Dentro questo Gruppo A c’è una microstoria decisiva: Irán e Uzbekistán arrivano separati da appena due punti. Irán fa un punto in più nella colonna “E” e soprattutto non lascia per strada i match che, in qualificazione, ti fanno perdere la rotta: vince a Biškek e ad Al Ain, porta via lo 0-0 da Taskent, e quando cade a Rayán non si trascina dietro la sconfitta.

Un altro taglio numerico utile, ricavabile dai risultati: Irán nella terza ronda perde una sola partita su dieci. E se si guarda il tipo di vittorie, non sono tutte comode: due successi per 3-2 in trasferta (Corea del Nord e Kirguistán) sono la fotografia di una squadra che accetta lo scambio di colpi e resta dentro la partita anche quando il punteggio si sporca.

Come gioca

L’identità di Irán, senza inventare sistemi o disposizioni, si legge dalla combinazione tra due dati semplici: 19 gol fatti e 8 subiti nella terza ronda. Non è una nazionale che vive solo di un’idea: sa costruire vantaggio e sa difenderlo, ma sa anche inseguire e ribaltare. Il 2-3 contro la Corea del Nord (con in mezzo un autogol di Taremi) è una prova di resistenza emotiva oltre che tecnica: prendi un colpo, reagisci, e poi trovi il modo di riprendere il controllo del punteggio.

C’è poi la questione del ritmo. Irán alterna partite “a punteggio corto” e partite “a punteggio pieno”. Nel Gruppo A vince 1-0 con Kirguistán, fa 0-0 a Taskent, poi apre il gas e ne fa quattro al Catar. Questo dice una cosa abbastanza precisa: la squadra non è schiava di un copione. Può fare la partita paziente e minimale, oppure andare di strappi e trasformare gli episodi in vantaggio largo.

Il reparto gol, per quello che emerge dai marcatori riportati, ha due volti. Da un lato c’è un terminale evidente: Taremi timbra spesso e in momenti chiave (1-0 al Kirguistán, doppietta nel 2-2 con l’Uzbekistán, gol nel 3-0 alla Corea del Nord). Dall’altro c’è una seconda ondata che rende l’attacco meno prevedibile: Azmoun segna doppiette e gol “di peso” (4-1 al Catar, 2-0 agli Emirati), Mohebi compare in marcature multiple e in chiusure di partita (anche con gol al 90+8’), Ghayedi firma gol in trasferta che valgono punti, e perfino un difensore come Kanaani appare con una doppietta nel 5:0 al Turkmenistán. In breve: non è solo “uno che segna per tutti”, è “più di uno che segna quando serve”.

La vulnerabilità più chiara, sempre restando nei numeri, è che Irán non è impermeabile nelle gare con scambio di colpi: nella terza ronda prende 2 gol sia dalla Corea del Nord sia dal Kirguistán, e in entrambe le partite deve segnare tre volte per vincere. È un segnale: quando la partita diventa lunga e nervosa, Irán può concedere qualcosa. Non è un difetto strutturale automatico, ma è una zona da monitorare perché in un Mondiale quei minuti “caldi” diventano sentenze.

Ultimo dettaglio: i pareggi contro l’Uzbekistán (0-0 fuori, 2-2 in casa) e il 2-2 della seconda ronda a Taskent parlano di una squadra che, contro avversari del proprio livello, tende a non “rompersi”. Può non vincere, ma raramente si sfalda. È una qualità spesso sottovalutata: in un girone mondiale, sopravvivere alle partite in bilico è mezzo lavoro.

Il gruppo al Mondiale

Il gruppo mondiale fornito dai dati è il Gruppo G, e Irán ha un itinerario netto, quasi “lineare”: due gare a Los Ángeles, poi chiusura a Seattle. Anche logisticamente è un dettaglio che conta: ripetere lo stesso stadio nelle prime due partite può aiutare a stabilizzare routine, recupero e riferimenti ambientali, mentre l’ultimo spostamento diventa l’ultima curva del girone.

Gli avversari sono tre, già definiti e senza codici da risolvere: Nuova Zelanda, Belgio, Egitto. Per Irán significa un girone di contrasti: una prima gara dove la parola d’ordine è non concedere inerzia, una seconda che alza il livello di qualità e di pressione, una terza che spesso, nei gruppi, diventa partita di calcoli e nervi.

Tabella 4

Data Stadio Città Avversario
15 giugno 2026 SoFi Stadium Los Ángeles Nuova Zelanda
21 giugno 2026 SoFi Stadium Los Ángeles Belgio
26 giugno 2026 Lumen Field Seattle Egitto

Partita 1, 15 giugno 2026, Nuova Zelanda: per Irán è la gara in cui la qualificazione non si conquista, ma si può complicare. I dati del percorso qualificatorio dicono che Irán sa vincere di misura e sa gestire punteggi corti: il 1-0 al Kirguistán e il 2-0 agli Emirati sono esempi di controllo. Qui la sceneggiatura più logica è una partita da “non regalare l’inizio”, con attenzione ai dettagli e con l’idea di far pesare la propria capacità di segnare senza scoprirsi troppo. Pronostico prudente: vince Irán.

Partita 2, 21 giugno 2026, Belgio: è la partita che può cambiare la percezione del gruppo, anche indipendentemente dal risultato. Irán arriva con un biglietto da visita chiaro: 23 punti in un gruppo duro, una sola sconfitta, differenza reti positiva, e la capacità di reggere i duelli diretti senza andare fuori giri (0-0 e 2-2 con l’Uzbekistán nella terza ronda). Se la partita si incanala su ritmi alti, Irán ha dimostrato di saperci stare, ma ha anche concesso gol nelle gare più tese. Qui l’obiettivo realistico è restare in partita fino all’ultimo quarto e giocarsi tutto su episodi. Pronostico: pareggio.

Partita 3, 26 giugno 2026, Egitto: Seattle come ultima tappa, spesso la più vera. Se Irán arriva con 4 punti, può essere la partita del controllo e del calcolo; se arriva con 1 o 2, diventa una gara da nervi. In ogni caso, i numeri suggeriscono che Irán ha risorse per segnare anche in contesti chiusi: Taremi, Azmoun, Mohebi e Ghayedi hanno segnato in partite diverse e in momenti diversi, e questo aiuta quando serve trovare il gol “giusto” più che il gol “bello”. Pronostico: vince Irán.

Chiavi di qualificazione dal girone

  • Entrare nel torneo con una partita “pulita” contro Nuova Zelanda: la storia del percorso dice che Irán sa vincere anche 1-0, e può bastare per mettere pressione al gruppo.
  • Gestire l’inerzia emotiva nella gara col Belgio: restare agganciati, evitare i minuti in cui la partita si apre e Irán tende a concedere più del necessario.
  • Arrivare a Seattle con il destino nelle proprie mani: le qualificazioni mostrano una squadra che regge i finali e trova gol anche oltre il 70’, un dettaglio che in terza gara pesa tantissimo.
  • Proteggere la differenza reti: Irán ha costruito parte del suo vantaggio qualificatorio anche lì, e nei gironi mondiali spesso torna utile.

Opinione editorial

Irán arriva al 2026 con una carta d’identità leggibile: non è una nazionale che vive di miracoli o di giornate irripetibili, ma di una continuità fatta di vittorie esterne, marcatori diversi e una capacità rara di non perdere la forma quando la partita non ti sorride. Il primo posto nel Gruppo A della terza ronda, davanti a un’Uzbekistán attaccata al paraurti fino all’ultima curva, è un segnale di solidità più che di spettacolo: e va bene così, perché al Mondiale non vincono sempre le squadre più rumorose.

Il punto, semmai, è un altro: Irán sembra più vulnerabile quando la partita diventa scambio prolungato di colpi e la gestione emotiva si complica. Le vittorie per 3-2 sono splendide per carattere, ma pericolose come abitudine. In un girone, soprattutto contro avversari capaci di trasformare due occasioni in due gol, concedere troppo significa obbligarti a segnare sempre “un gol in più”, e quella è una moneta che non sempre hai in tasca.

Il finale, però, lascia spazio a una convinzione concreta: questa Irán sa reagire. Lo dimostra nel modo in cui, dopo l’unica sconfitta del Gruppo A (1-0 col Catar il 5 giugno 2025), rialza immediatamente la testa con un 3-0 sulla Corea del Nord il 10 giugno 2025, con tre marcatori e una partita chiusa senza ansie. È un dettaglio che vale come lezione: quando inciampi, non devi rincorrere il passato, devi rimettere ordine.

L’avvertimento, se serve sceglierne uno soltanto e ancorarlo a un episodio preciso, è scritto nel 2-3 contro il Kirguistán del 19 novembre 2024: due gol subiti, uno su rigore, partita che diventa sottile e nervosa. Al Mondiale quel tipo di gara non ti perdona distrazioni. Se Irán vuole trasformare la fase a gironi in un trampolino e non in un esame infinito, la parola chiave non è “segnare di più”: è “concedere meno” nei minuti in cui la partita sembra già vinta.