Belgio - Grupo G

Belgio, il pugno di ferro nel guanto di velluto

🇧🇪🔥 Belgio, il pugno di ferro nel guanto di velluto

Una qualificazione con numeri da cannibali e un girone mondiale che chiede lucidità, non solo talento

Introduzione

C’è un modo di attraversare le qualificazioni senza fare rumore, e ce n’è un altro — molto più belga, in questa storia — che alterna il controllo freddo alla fiammata improvvisa. Non è una corsa sempre lineare, perché qualche passo laterale esiste, ma la sensazione è quella di una squadra che non perde mai il filo: anche quando il match si sporca, resta lì, a galleggiare sopra l’ansia, fino a trovare il dettaglio che sposta tutto.

Il Belgio ha raccontato la sua campagna come si racconta una partita lunga: prima l’idea, poi la pazienza, infine l’accelerazione. C’è stato il pareggio che punge, quello che ti ricorda che le trasferte non sono cartoline; e ci sono state goleade che fanno rumore perché non sono solo un punteggio, sono una dichiarazione di superiorità tecnica e mentale.

Eppure, dentro la forza, si intravedono anche i piccoli segnali che un analista non può ignorare: due pareggi esterni consecutivi, un altro pareggio interno a reti inviolate, e quella sensazione che, quando l’avversario riesce a chiudere gli spazi e a spezzare il ritmo, il Belgio debba lavorare di più per arrivare al vantaggio. Non è un difetto: è il prezzo di chi vuole dominare.

I numeri “atterrano” tutto: primo posto nel Gruppo J con 18 punti in 8 partite, imbattuto, 29 gol fatti e 7 subiti, differenza reti +22. Non è solo qualificazione: è una fotografia di potenza offensiva e solidità generale. E dentro quei numeri ci sono tre momenti-bisagra che raccontano la campagna meglio di qualsiasi slogan.

Il primo è il 6 giugno 2025, Macedonia del Nord-Belgio 1-1: una trasferta che pareva gestibile e invece si chiude con un pareggio che obbliga a rimettere ordine alle priorità, perché segnare presto non basta se poi la partita resta aperta fino all’ultimo respiro. Il secondo è il 9 giugno 2025, Belgio-Galles 4-3: la partita manifesto, sette gol e un finale da brividi, un promemoria chiarissimo che il Belgio può fare malissimo… ma deve anche saper soffrire senza perdere la testa. Il terzo è il 7 settembre 2025, Belgio-Kazakistan 6-0: quando la squadra trova il ritmo giusto, la partita diventa una pista, e la differenza tra controllo e demolizione è solo una questione di minuti.

Da lì in avanti, la campagna prende la forma di un dominio sempre più netto: 0-6 in Liechtenstein il 4 settembre, 2-4 in Galles il 13 ottobre con due rigori di De Bruyne e un finale che chiude i conti, poi il 7-0 del 18 novembre contro il Liechtenstein come sigillo: non solo tre punti, ma un messaggio di fame.

Il cammino per Eliminatorie

Il percorso UEFA di qualificazione raccontato dai dati è semplice nella sua conseguenza: un gruppo a cinque, otto giornate complessive, classifica finale che decide la qualificazione diretta e chi va verso i play-off. Qui il Belgio non ha lasciato spazio all’interpretazione: primo con margine, imbattuto, migliore attacco e difesa del gruppo (29 fatti, 7 subiti). Il resto è stata lotta e incastri: Galles secondo a 16, Macedonia del Nord terza a 13, Kazakistan quarta a 8, Liechtenstein ultimo a 0.

Ma il dato più interessante per leggere davvero la campagna belga non è solo il primo posto. È la composizione di quel primo posto: 5 vittorie e 3 pareggi. Tradotto: il Belgio ha avuto serate in cui non ha strappato, ma non ha mai ceduto. E in un girone corto, dove una sconfitta pesa come una pietra nello zaino, non perdere diventa una virtù che vale quasi quanto vincere.

La concorrenza, a guardarla dalla classifica, è stata reale soprattutto nel duello con il Galles. Sedici punti su diciotto possibili per il Belgio non sono “pochi” in assoluto, ma in un gruppo dove il secondo arriva a 16, ogni pareggio rischia di trasformarsi in un gancio. Qui sta l’abilità belga: pareggia tre volte, sì, ma “compensa” con vittorie larghe e soprattutto con lo scontro diretto vinto due volte in modo spettacolare: 4-3 in casa e 2-4 in trasferta. In pratica: non ha lasciato al Galles la porta per passare.

La Macedonia del Nord, invece, è stata la squadra che ha saputo togliere al Belgio più fluidità: 1-1 a Skopje e 0-0 a Gand. Due partite, zero sconfitte per i macedoni, e soprattutto due partite in cui il Belgio non è riuscito a trasformare la superiorità tecnica in controllo totale del risultato. È un dettaglio prezioso in prospettiva: se un avversario riesce a spegnere i riferimenti e a portare la gara su binari di pazienza, il Belgio deve costruire con più attenzione, accettare l’attesa e non farsi tentare dall’assalto disordinato.

Il Kazakistan è stato l’altro capitolo interessante, perché mostra i due volti di una stessa sfida: 6-0 in casa come prova di forza totale, poi 1-1 ad Astana il 15 novembre 2025, con gol subito al 9’ e pareggio solo al 48’. È un copione che dice molto: quando il Belgio parte lento o viene colpito presto, deve “resettarsi”, e non sempre la partita torna immediatamente comoda. Anche qui: niente tragedie, perché l’imbattibilità resta; ma è un’informazione di performance, utile per capire dove si alza il livello di rischio.

Infine il Liechtenstein: 0-6 fuori e 7-0 in casa. Partite che servono per accumulare differenza reti e, soprattutto, per alimentare fiducia e meccanismi offensivi. Ma chi analizza deve separare il dato “grezzo” dall’indicazione strutturale: segnare tredici gol in due gare contro l’ultima del gruppo non spiega da solo la competitività mondiale; spiega però l’efficacia del Belgio nel punire chi concede anche solo un metro.

Qui sotto, tutti i match del Belgio in questa campagna, senza scorciatoie.

Data Gruppo Avversario Condizione Risultato Marcatori Sede
6 giugno 2025 Gruppo J Macedonia del Nord Trasferta 1-1 Macedonia del Nord: Alioski 86'; Belgio: De Cuyper 28' Toše Proeski Arena, Skopie
9 giugno 2025 Gruppo J Galles Casa 4-3 Belgio: Lukaku 15' rig., Tielemans 19', Doku 27', De Bruyne 88'; Galles: Wilson 45+7' rig., Thomas 51', Johnson 69' Stadio Re Baldovino, Bruxelles
4 settembre 2025 Gruppo J Liechtenstein Trasferta 0-6 De Cuyper 29', Tielemans 46', 70' rig., Theate 60', De Bruyne 62', Fofana 90+1' Rheinpark Stadion, Vaduz
7 settembre 2025 Gruppo J Kazakistan Casa 6-0 De Bruyne 42', 84', Doku 44', 60', Raskin 51', Meunier 87' Lotto Park, Anderlecht
10 ottobre 2025 Gruppo J Macedonia del Nord Casa 0-0 Planet Group Arena, Gand
13 ottobre 2025 Gruppo J Galles Trasferta 2-4 Galles: Rodon 8', Broadhead 89'; Belgio: De Bruyne 18' rig., 76' rig., Meunier 24', Trossard 90' Cardiff City Stadium, Cardiff
15 novembre 2025 Gruppo J Kazakistan Trasferta 1-1 Kazakistan: Satpaev 9'; Belgio: Vanaken 48' Astana Arena, Astana
18 novembre 2025 Gruppo J Liechtenstein Casa 7-0 Vanaken 3', Doku 34', 41', Mechele 52', Saelemaekers 55', De Ketelaere 57', 59' Stadio Maurice Dufrasne, Liegi

Ora la fotografia completa della classifica. In questi dati compare una sola tabella, coerente con i match elencati: Gruppo J.

Tabella di posizioni Gruppo J

Pos Squadra Punti PG V N P GF GS Diff Esito
1 Belgio 18 8 5 3 0 29 7 +22 Mondiale 2026
2 Galles 16 8 5 1 2 21 11 +10 Play-off
3 Macedonia del Nord 13 8 3 4 1 13 10 +3 Play-off via Nations League
4 Kazakistan 8 8 2 2 4 9 13 -4
5 Liechtenstein 0 8 0 0 8 0 31 -31

Dentro questa classifica c’è un altro dato che pesa: il Belgio ha segnato 29 gol, il Galles 21. Otto gol di differenza in otto partite non sono solo “più qualità”, sono anche più capacità di chiudere le partite. E quando guardi i 7 gol subiti dal Belgio contro gli 11 del Galles, capisci perché, nonostante tre pareggi, la leadership non è mai davvero crollata.

Segmentando la campagna, emergono tendenze nette:

  • Casa: 3 partite, 2 vittorie e 1 pareggio, 17 gol fatti e 3 subiti. È un Belgio che in casa accende il motore: 4-3, 6-0, 0-0, 7-0. Quattro sceneggiature diverse, stesso controllo complessivo.
  • Trasferta: 5 partite, 3 vittorie e 2 pareggi, 12 gol fatti e 4 subiti. Qui la squadra è più “umana”: 1-1 in Macedonia del Nord, 0-6 in Liechtenstein, 2-4 in Galles, 1-1 in Kazakistan. La capacità di segnare resta, ma cresce la probabilità di dover reagire a contesti scomodi.
  • Partite decise per un gol: paradossalmente, nessuna vittoria o sconfitta per un gol nei risultati registrati. O il Belgio ha dominato (scarti larghi), o ha trovato partite bloccate (pareggi), o ha vissuto gare aperte ma con margine finale di due (2-4). È un profilo interessante: la “terra di mezzo” del 1-0/2-1 non compare, e questo dice qualcosa sul modo in cui le partite si rompono o non si rompono.
  • Clean sheet: almeno 4 gare senza subire gol (0-6, 6-0, 0-0, 7-0). E una nota: l’unico 0-0 arriva contro la Macedonia del Nord, cioè contro chi è riuscito a togliere profondità e ritmo.

Come gioca

Il Belgio di questi numeri gioca, prima di tutto, con un’idea chiara: segnare tanto senza esporsi troppo. Ventinove gol segnati e sette subiti in otto partite sono un equilibrio da squadra che controlla. Non significa che controlli sempre il campo nello stesso modo — i punteggi raccontano partite diversissime — ma significa che controlla l’inerzia complessiva del girone: quando accelera, stacca; quando non riesce a staccare, almeno non cade.

Il primo elemento di identità è la capacità di produrre fiammate offensive. Ci sono due 6-0 e un 7-0, cioè tre gare su otto con almeno sei gol segnati. In termini di performance, vuol dire che il Belgio non si accontenta di “gestire” una partita già vinta: continua a cercare il gol, allarga la forbice, mette l’avversario in un tunnel. È un segnale di ferocia agonistica e anche di profondità nelle soluzioni: non è una squadra che vive di un singolo episodio.

Il secondo elemento è la variabilità del punteggio, che diventa un indizio sul ritmo. Il 4-3 al Galles è stato un match da onde: sette reti, due rigori, ribaltamenti emotivi. Il Belgio ha segnato quattro volte, ma ne ha subite tre: è la partita che ti dice che, quando il match si apre e si gioca ad alta intensità, la qualità belga emerge, però aumenta anche la possibilità di concedere. Il dato “tre gol subiti” in una gara vinta è un campanello utile: non per allarmarsi, ma per ricordare che la squadra, in partite di transizione e scambi, può essere costretta a difendere più metri.

Terzo: la gestione delle partite bloccate. Due pareggi 1-1 e un 0-0. Contro Macedonia del Nord (1-1 fuori, 0-0 in casa) e contro Kazakistan (1-1 fuori), il Belgio ha trovato avversari capaci di abbassare la temperatura o di colpire presto. In questi scenari, la squadra non va in crisi — resta imbattuta — ma deve lavorare di più. L’assenza di vittorie “corte” suggerisce che, quando non riesce a prendere un vantaggio pulito, la partita tende a rimanere sospesa, e lì il Belgio finisce per portare a casa il punto.

Quarto: la distribuzione dei gol, che qui è un indizio forte. I marcatori cambiano spesso: Lukaku, Tielemans, Doku, De Bruyne, De Cuyper, Theate, Fofana, Raskin, Meunier, Trossard, Vanaken, Mechele, Saelemaekers, De Ketelaere. È una lista lunga, trasversale, che racconta una squadra capace di segnare con ruoli diversi e in partite diverse. Anche senza entrare in schemi e moduli, questo dato parla di una qualità: non dipende da un solo finalizzatore, e può trovare gol da chi arriva, da chi parte largo, da chi batte un rigore, da chi si inserisce.

C’è poi un dettaglio da performance pura: Kevin De Bruyne compare come marcatore in modo decisivo in più snodi (gol nel 4-3, doppietta nel 6-0 al Kazakistan, gol nel 0-6 in Liechtenstein, due rigori nel 2-4 a Cardiff). Non è “dipendenza” in senso stretto, perché i marcatori sono molti; ma è centralità nei momenti che chiudono le partite importanti, soprattutto contro l’avversario diretto Galles. In un torneo breve come un Mondiale, avere un giocatore che trasforma le partite chiave in vantaggi concreti è un asset enorme.

Le vulnerabilità, sempre restando ai risultati, si concentrano in due punti. Il primo è l’avvio: ad Astana subisce al 9’ e deve rincorrere. Il secondo è la gestione dei finali quando la partita è aperta: contro il Galles in casa prende gol al 69’ per il 3-3 e vince solo all’88’. Il Belgio sa ribaltare, ma non sempre evita che l’avversario resti vivo fino all’ultimo. La buona notizia è che, fin qui, il Belgio ha risposto con gol e sangue freddo; la sfida, quando il livello sale, sarà rendere meno “romanzeschi” i finali.

Il Gruppo in Mondiale

Il Mondiale mette il Belgio nel Gruppo G e lo porta in tre città che, per un europeo, hanno il sapore di una tournée ad alta tensione: Seattle, Los Angeles, Vancouver. Tre scenari diversi, un’unica esigenza: partire bene, perché il girone spesso si decide più sui dettagli della prima partita che sui calcoli dell’ultima.

Il calendario è pulito e leggibile: Belgio-Egitto il 15 giugno 2026, Belgio-Iran il 21 giugno 2026, Nuova Zelanda-Belgio il 26 giugno 2026. È un ordine che, nella logica del girone, suggerisce una cosa: due partite “da imporre” in apertura e una chiusura dove la gestione del punteggio potrebbe diventare centrale. Non per fare i conti, ma perché l’inerzia di un girone nasce sempre dall’esordio.

E qui il Belgio arriva con una carta d’identità precisa: in otto partite di qualificazione, imbattuto, con una media superiore a 3,6 gol segnati a gara (29 in 8) e meno di un gol subito a partita (7 in 8). È un profilo che, in fase a gironi, tende a pagare: chi segna tanto crea margine, e chi subisce poco riduce la probabilità di inciampare in un episodio.

Allo stesso tempo, il girone del Mondiale è un altro sport rispetto alle qualificazioni, e i risultati del Gruppo J mostrano i due scenari che possono ripresentarsi: la partita che si apre e diventa scambio (come il 4-3 col Galles) e la partita che si chiude e diventa pazienza (come lo 0-0 con la Macedonia del Nord). In un gruppo, spesso, ti serve saper vincere entrambe le partite: quella “larga” e quella “stretta”. Il Belgio, in qualificazione, ha mostrato la prima in modo clamoroso; la seconda l’ha gestita soprattutto con pareggi. Questo sarà un tema.

Ecco la tabella dei tre match del girone, con le informazioni disponibili.

Data Stadio Città Avversario
15 giugno 2026 Lumen Field Seattle Egitto
21 giugno 2026 SoFi Stadium Los Angeles Iran
26 giugno 2026 BC Place Vancouver Nuova Zelanda

Partita 1: Belgio-Egitto, 15 giugno 2026. Copione probabile: Belgio che prova a prendere il controllo senza fretta, cercando di sbloccarla presto per evitare che il match diventi una partita a nervi. Qui il dato delle qualificazioni che pesa è la capacità di produrre grandi parziali: quando trova il primo gol, spesso la gara scivola via fino a diventare ampia. Pronostico: vince Belgio.

Partita 2: Belgio-Iran, 21 giugno 2026. Copione probabile: la partita che misura la pazienza. Nel Gruppo J, quando il Belgio ha trovato un avversario capace di spegnere ritmo e spazi, è finita 0-0 o 1-1. L’obiettivo, qui, è evitare di trasformare la partita in una sola domanda: “quando arriva il gol?”. Servono lucidità e soprattutto continuità di produzione offensiva, non solo un assalto finale. Pronostico: vince Belgio.

Partita 3: Nuova Zelanda-Belgio, 26 giugno 2026. Copione probabile: gestione e controllo, con la variabile della classifica che può cambiare completamente la lettura della partita. Ma il Belgio, numeri alla mano, ha dimostrato di saper segnare tanto anche fuori casa e di avere tanti marcatori diversi: questo aiuta quando una gara ti chiede soluzioni, anche senza forzare. Pronostico: vince Belgio.

Chiavi di qualificazione nel girone

  • Partire forte: l’esordio deve evitare il “pareggio che sporca” e obbliga a inseguire.
  • Ridurre i minuti di partita aperta: il 4-3 al Galles mostra che il Belgio può vincere anche nel caos, ma un girone premia chi abbassa la volatilità.
  • Alzare la resa nelle partite bloccate: trasformare almeno una gara “da 0-0 potenziale” in una vittoria corta sarebbe un salto di qualità.
  • Continuare a segnare con tanti uomini: la varietà dei marcatori è un paracadute contro le giornate storte dei singoli.

Opinione editoriale

Il Belgio arriva al Mondiale con una cosa che spesso manca alle squadre talentuose: una coerenza numerica. Non è solo “forte”, è funzionale: segna tanto, subisce poco, non perde mai. E quando una nazionale mette insieme 29 gol in 8 partite con 7 subiti, non sta solo vincendo: sta costruendo un’abitudine alla superiorità.

Però la stessa campagna racconta anche una domanda aperta: cosa succede quando la partita non si apre? Contro la Macedonia del Nord, due partite e un solo gol segnato; contro il Kazakistan in trasferta, un gol subito presto e poi rincorsa. Il Belgio non è crollato, ma ha lasciato punti. In un Mondiale, quei punti non sempre te li puoi permettere.

Il finale giusto, per questa storia, non è un’ovazione: è un avvertimento pratico. Se c’è un match che il Belgio deve tenere appeso nello spogliatoio come promemoria, è Belgio-Macedonia del Nord 0-0 del 10 ottobre 2025. Non perché sia stato un disastro, ma perché è la radiografia di ciò che può succedere quando l’avversario spegne la partita e ti invita a innervosirti. Il Belgio ha tutto per andare lontano, ma la distanza tra “squadra forte” e “squadra da titolo” spesso passa da lì: saper vincere anche quando il match ti chiede solo un gol, uno solo, senza poesia.