Senegal - Grupo I
Senegal 🇸🇳🦁🔥 Una Teranga che non lascia briciole
Dominio nel girone CAF, difesa di ferro e una marcia che porta il gruppo mondiale a giocarsi sul dettaglio
Introduzione
C’è un modo molto senegalese di mettere ordine nelle partite: non è sempre spettacolo, non è sempre frenesia, ma è quasi sempre controllo. Una palla recuperata, un’accelerazione decisa, un’area attaccata con pochi tocchi e la sensazione che, se la partita deve girare, girerà dalla parte dei Leoni. Senegal si è preso le Eliminatorie come si prende un territorio: passo dopo passo, senza strappi inutili, ma con una presenza costante.
Il racconto del girone B parte da una notte di novembre a Diamniadio che sembrava già un biglietto da visita: 4-0 al Sud Sudan il 18 novembre 2023, con firma immediata, ritmo alto e una precisione quasi crudele. Da lì in avanti, la squadra ha alternato il freno a mano e il piede sull’acceleratore: pareggi asciutti, vittorie pragmatiche, e poi quelle due serate d’ottobre 2025 in cui il tabellino diventa un manifesto.
La classifica spiega tutto senza bisogno di retorica: Senegal chiude primo con 24 punti in 10 partite, imbattuto, con 22 gol fatti e appena 3 subiti, differenza reti +19. Tradotto: una macchina che segna tanto e concede pochissimo. E se c’è una cifra che racconta la sua identità meglio di qualunque aggettivo, è proprio quella: 3 gol concessi in dieci gare di qualificazione.
Ma i momenti-bisagra hanno date e facce precise. Il 9 settembre 2025 a Kinshasa, Senegal va sotto 2-0 contro la Repubblica Democratica del Congo e ribalta fino al 2-3: non è solo una rimonta, è una prova di nervi e di peso specifico, con il gol decisivo all’87’ di Matar Sarr. Il 10 ottobre 2025 a Juba arriva uno 0-5 al Sud Sudan, una di quelle partite che non ti regalano punti “extra” ma ti regalano una reputazione. E il 14 ottobre 2025, a Diamniadio, il 4-0 alla Mauritania mette il sigillo: quando serve chiudere la porta e contemporaneamente lasciare un segno, Senegal sa farlo.
Il bello, per chi racconta e per chi analizza, è che in questa campagna c’è la doppia faccia della stessa squadra: quella che accetta lo 0-0 come un investimento e quella che trasforma un’inerzia in valanga. In mezzo, una certezza: Senegal non ha mai perso il filo del suo piano.
Il percorso delle qualificazioni
Il percorso CAF verso il Mondiale 2026 è stato una maratona con regole chiare e senza scorciatoie: una prima fase a gironi con partite di andata e ritorno; i vincitori dei gironi ottengono la qualificazione diretta. Il sistema premia la continuità: non basta un picco, serve tenere la linea per mesi, gestire trasferte, campi diversi, avversari che cambiano pelle a seconda del contesto.
Nel girone B, Senegal ha interpretato il format nel modo più “efficiente” possibile: 7 vittorie, 3 pareggi, 0 sconfitte. Dietro, la Repubblica Democratica del Congo è rimasta attaccata fino in fondo con 22 punti, ma il dettaglio decisivo è che Senegal non ha concesso quasi nulla: 3 gol subiti contro 6 dei congolesi, e soprattutto una sensazione di invulnerabilità che ha pesato nelle giornate chiave.
La lettura della classifica è anche una lettura di pressione. Quando hai un inseguitore a 22 punti, ogni pareggio rischia di diventare rumore. E invece Senegal ha gestito tre “X” senza sbandare, perché ha compensato con vittorie nette e, soprattutto, con la capacità di vincere gli scontri che contano. Il 3-2 a Kinshasa, ad esempio, vale più dei tre punti: vale come messaggio al girone, perché arriva dopo essere andati sotto di due.
C’è poi un aspetto di calendario che incide sul rendimento: Senegal ha costruito una base interna solidissima. Diamniadio, Stadio Abdoulaye Wade: quattro partite in casa, quattro vittorie, 11 gol segnati e 1 solo gol concesso. È un dato che aiuta a capire come la squadra abbia potuto “accettare” alcune trasferte più bloccate senza perdere contatto con la vetta: la casa ha sempre rimesso in ordine i conti.
Fuori casa, invece, la storia è diversa ma coerente: cinque gare in trasferta, tre vittorie e due pareggi, 11 gol fatti e 2 subiti. In pratica, quando la partita si apre, Senegal colpisce anche lontano; quando la partita si chiude, Senegal non si fa trascinare nel caos. È una squadra che vive bene nel punteggio corto, e nello stesso tempo sa spingere fino al 90’ quando fiuta la crepa.
Un altro indicatore utile è la distribuzione dei risultati “stretti”. Senegal ha vinto due partite per 1-0 (Mauritania-Senegal 0-1; Senegal-Sudán 2-0 non è stretta, ma il senso è che non si espone) e ha pareggiato tre volte: due 0-0 e un 1-1. Tre pareggi su dieci, ma nessuna partita persa: è il profilo tipico di una nazionale che non si suicida mai, anche quando la giornata non è brillante.
E poi c’è il tema dei picchi offensivi: due 4-0, un 5-0, un 4-0, e in mezzo risultati da “calcolo”. È qui che si intravede un tratto da squadra matura: non pretende di essere sempre scintillante, ma quando apre il rubinetto lo fa sul serio. Il 4-0 alla Mauritania del 14 ottobre 2025 e lo 0-5 al Sud Sudan del 10 ottobre 2025 sono la fotografia di un attacco che non si accontenta di gestire: chiude, insiste, firma.
Tabella 1
| Data | Gruppo | Giornata | Avversario | Condizione | Risultato | Marcatori | Sede |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 18 novembre 2023 | B | 1 | Sud Sudan | Casa | 4:0 | Matar Sarr (1'), Mané (6', 56' rig.), Camara (45') | Stadio Abdoulaye Wade, Diamniadio |
| 21 novembre 2023 | B | 2 | Togo | Trasferta | 0:0 | Stadio de Kégué, Lomé | |
| 6 giugno 2024 | B | 3 | Repubblica Democratica del Congo | Casa | 1:1 | I. Sarr (45+1'); Mayele (85') | Stadio Abdoulaye Wade, Diamniadio |
| 9 giugno 2024 | B | 4 | Mauritania | Trasferta | 0:1 | H. Diallo (27') | Stadio Cheikha Ould Boïdiya, Nuakchot |
| 22 marzo 2025 | B | 5 | Sudan | Trasferta | 0:0 | Stadio Mártires de Benina, Bengasi | |
| 25 marzo 2025 | B | 6 | Togo | Casa | 2:0 | Matar Sarr (35'), Boma (67' aut.) | Stadio Abdoulaye Wade, Diamniadio |
| 5 settembre 2025 | B | 7 | Sudan | Casa | 2:0 | Koulibaly (14'), Matar Sarr (41') | Stadio Abdoulaye Wade, Diamniadio |
| 9 settembre 2025 | B | 8 | Repubblica Democratica del Congo | Trasferta | 2:3 | Bakambu (26'), Wissa (33'); Gueye (39'), N. Jackson (53'), Matar Sarr (87') | Stadio de los Mártires, Kinsasa |
| 10 ottobre 2025 | B | 9 | Sud Sudan | Trasferta | 0:5 | I. Sarr (29', 54'), Mané (46'), Jackson (60' rig.), C. Ndiaye (75') | Stadio de Yuba, Yuba |
| 14 ottobre 2025 | B | 10 | Mauritania | Casa | 4:0 | Mané (45+1', 48'), I. Ndiaye (64'), H. Diallo (85') | Stadio Abdoulaye Wade, Diamniadio |
Tabella 2
| Gruppo | Pos | Squadra | Pts | PG | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| B | 1 | Senegal | 24 | 10 | 7 | 3 | 0 | 22 | 3 | +19 |
| B | 2 | Repubblica Democratica del Congo | 22 | 10 | 7 | 1 | 2 | 15 | 6 | +9 |
| B | 3 | Sudan | 13 | 10 | 3 | 4 | 3 | 8 | 6 | +2 |
| B | 4 | Togo | 8 | 10 | 1 | 5 | 4 | 5 | 10 | −5 |
| B | 5 | Mauritania | 7 | 10 | 1 | 4 | 5 | 4 | 13 | −9 |
| B | 6 | Sud Sudan | 5 | 10 | 0 | 5 | 5 | 3 | 19 | −16 |
Dentro quella tabella, Senegal non vince solo per punti: vince per profilo. Il Congo DR fa 15 gol, Senegal 22. Il Congo DR prende 6 gol, Senegal 3. E soprattutto: Senegal non cade mai. Nelle qualificazioni, non perdere è una competenza, non una coincidenza.
C’è anche un indizio su come la squadra gestisca i diversi contesti: contro avversari che si chiudono, si vedono pareggi a reti inviolate o partite risolte con margine minimo; contro avversari che si allungano, arrivano punteggi larghi. Non è “romanticismo”, è lettura della partita: Senegal sembra capace di cambiare intensità senza cambiare identità.
Un’ultima lente, più da analisi di rendimento: i gol concessi arrivano tardi e in momenti specifici. Il pareggio del Congo DR al minuto 85’ (6 giugno 2024) è un campanello: quando la partita sembra in cassaforte, l’attenzione sull’ultimo quarto d’ora va difesa come un patrimonio. Nella rimonta di Kinshasa, invece, Senegal concede due gol in avvio e poi reagisce: segno che, se perde per un attimo la presa, ha comunque strumenti mentali e fisici per rimetterla.
Come giocano
Senegal, guardando soltanto numeri e risultati, gioca con un’idea semplice: non farsi trascinare. La prima firma è la fase difensiva, che non significa “difendersi basso” o “difendersi alto”, ma significa soprattutto concedere poco. Tre gol subiti in dieci partite equivalgono a 0,3 gol concessi a gara: è una cifra da squadra che, quando perde palla, sa riorganizzarsi, e quando va avanti, non si smarrisce.
La seconda firma è la capacità di cambiare scala. C’è un Senegal da partita bloccata: tre pareggi (0-0 con Togo il 21 novembre 2023, 1-1 con Congo DR il 6 giugno 2024, 0-0 con Sudan il 22 marzo 2025). E c’è un Senegal da partita “aperta” che diventa punizione: 4-0 al Sud Sudan, 5-0 al Sud Sudan, 4-0 alla Mauritania. Non è contraddizione: è gestione del rischio. Quando non si apre, non si forza fino a spaccarsi; quando si apre, si entra e si esce dall’area con continuità.
Terzo punto: la produzione offensiva non è appoggiata su un solo nome. Mané segna in più momenti (doppietta nel 4-0 alla Mauritania; due gol e un rigore nel 4-0 al Sud Sudan; un gol nel 0-5 al Sud Sudan). Ma il tabellino racconta anche altro: Matar Sarr ha timbro ripetuto e pesante (gol al 1’ contro il Sud Sudan, gol al 35’ contro il Togo, gol al 41’ contro il Sudan, e soprattutto l’87’ a Kinshasa). Ci sono poi firme di Jackson, I. Sarr, I. Ndiaye, H. Diallo, Koulibaly, Camara e C. Ndiaye. Per una nazionale, è un capitale: ti evita di diventare prevedibile e ti permette di sopravvivere alle serate in cui la stella non brilla.
Il ritmo delle partite, in chiave prestazione, suggerisce una squadra che lavora bene sulle due aree. Le vittorie per 2-0 in casa contro Togo e Sudan sono gare “pulite”, con margine e senza concedere; le goleade, invece, dicono che quando Senegal mette la testa avanti non si limita a difendere il vantaggio: continua a cercare il colpo successivo. È un dettaglio importante nel calcio delle nazionali, dove spesso si tende a spegnere la luce troppo presto.
Le vulnerabilità, sempre restando ai dati, non stanno tanto nei risultati quanto nelle dinamiche di alcune partite. Il 2-3 di Kinshasa mostra che Senegal può soffrire un avvio ad alta intensità e subire due gol; il 1-1 con il Congo DR segnala che la gestione finale, quando la partita sembra indirizzata, non è automatica. Non è una condanna, è una traccia: nelle gare “di livello” o nei gruppi mondiali, l’ultimo quarto d’ora e i primi venti minuti diventano spesso i due bivi principali.
E poi c’è la cosa più preziosa che si vede solo guardando la sequenza: Senegal non ha un solo modo di vincere. Ha il 1-0 esterno (a Nuakchot), ha il 2-0 domestico, ha la rimonta fuori casa, ha la goleada in trasferta. In un torneo breve, questa pluralità di “sceneggiature” è quasi più importante della qualità media della prestazione: perché ogni partita chiede un vestito diverso.
Il gruppo al Mondiale
Nel Mondiale, Senegal finisce nel gruppo I e si trova subito davanti una narrazione densa: Francia e Norvegia nelle prime due giornate, entrambe al MetLife Stadium, poi un terzo match a Toronto contro un avversario ancora da definire. È un calendario che ti costringe a partire lucido: due partite nello stesso stadio possono diventare un vantaggio logistico, ma anche una trappola mentale se la prima gara ti lascia scorie.
La prima partita è Francia vs Senegal, 16 giugno 2026, MetLife Stadium, New York / New Jersey. L’esordio contro un avversario di grande pedigree impone un piano “da qualificazioni”: ridurre gli errori, tenere bassa la conta delle occasioni concesse e non farsi prendere dalla tentazione di trasformare il debutto in una prova d’orgoglio disordinata. Senegal ha dimostrato di saper vivere bene nel punteggio corto: tre gol subiti in dieci gare dicono che può costruire una partita di pazienza, senza farsi schiacciare dalle emozioni.
La seconda è Norvegia vs Senegal, 22 giugno 2026, ancora MetLife Stadium. Qui entra in gioco il tema della gestione delle energie e del tabellone: la seconda partita del girone spesso è quella che decide se puoi “amministrare” la terza o se devi inseguire. Senegal, nelle qualificazioni, ha saputo vincere in trasferta e ha saputo non perdere in gare bloccate: due competenze che, in un contesto mondiale, si trasformano in punti potenziali.
La terza è Senegal vs rival por definirse, saldrá del repechaje internacional Llave B: Bolivia, Surinam o Irak, 26 giugno 2026, BMO Field, Toronto. Qui la difficoltà non è “valutare” l’avversario: è preparare una partita con un piano elastico. Senegal però ha un vantaggio: la sua identità non dipende dall’avversario, dipende da come gestisce le fasi. Può impostarla per controllare e poi colpire, oppure per spingere se serve inseguire differenza reti o punti.
Tabla dei 3 match del girone
| Data | Stadio | Città | Avversario |
|---|---|---|---|
| 16 giugno 2026 | MetLife Stadium | New York / New Jersey | Francia |
| 22 giugno 2026 | MetLife Stadium | New York / New Jersey | Norvegia |
| 26 giugno 2026 | BMO Field | Toronto | Rival por definirse, saldrá del repechaje internacional Llave B: Bolivia, Surinam o Irak. |
Partita per partita, con pronostico in linguaggio semplice e senza travestimenti.
Francia vs Senegal Copione probabile: partita di misura, dove Senegal proverà a tenere il campo “compatto” e a scegliere bene quando accelerare. I Leoni hanno mostrato che possono segnare presto (gol al 1’ contro il Sud Sudan) ma anche che sanno aspettare (0-0 a Lomé e a Bengasi). Se la gara si incanala sul dettaglio, la disciplina difensiva vista nelle Eliminatorie è la loro miglior alleata. Pronostico: pareggio.
Norvegia vs Senegal Copione probabile: gara più “fisica” e intermittente, con momenti di controllo alternati a fiammate. Senegal, numeri alla mano, è squadra che regge i momenti scomodi: anche sotto 2-0 a Kinshasa non si è scomposta, e quella resilienza vale oro nelle seconde partite dei gironi. Se riesce a non concedere l’inizio (il punto debole visto nel 2-3), può portarla nel territorio che preferisce: punteggio corto e colpo decisivo. Pronostico: pareggio.
Senegal vs rival por definirse, saldrá del repechaje internacional Llave B: Bolivia, Surinam o Irak Copione probabile: partita da leggere con il tabellone in mano. Se Senegal arriva con necessità di vincere, i precedenti dicono che sa aumentare la produzione offensiva senza aprirsi troppo: 4-0 e 2-0 in casa, 5-0 fuori, e solo 3 gol subiti complessivi. Se invece basta non perdere, ha già mostrato di saper blindare lo 0-0. In ogni caso, l’obiettivo sarà imporre condizioni e non regalare il primo tempo. Pronostico: gana Senegal.
Chiavi di qualificazione dal girone
- Tenere la porta chiusa: la soglia “3 gol subiti in 10” è la base identitaria da portare nel torneo.
- Evitare l’avvio a vuoto: la rimonta di Kinshasa è splendida, ma partire sotto costa energie e margine.
- Sfruttare la varietà di marcatori: Mané e Matar Sarr sono fari, ma il gol “diffuso” può risolvere le partite bloccate.
- Gestire il secondo tempo: il gol preso all’85’ contro il Congo DR è il promemoria più semplice e più utile.
Opinione editoriale
Senegal arriva al Mondiale con un curriculum che pesa: primo, imbattuto, 22 gol fatti e 3 subiti. Ma il dato più importante non è la differenza reti: è la sensazione di squadra che non si tradisce. Non sempre brillante, sì, ma quasi sempre fedele a un piano. E nel calcio delle nazionali, dove il tempo per “aggiustare” è minimo, la fedeltà a se stessi è un vantaggio competitivo enorme.
La domanda vera non è se Senegal abbia qualità: i tabellini dicono di sì, e anche in modo condiviso, non dipendente da un solo uomo. La domanda è se saprà trasferire al Mondiale la sua virtù più sottile: la gestione del momento. Perché tra un pareggio utile e un pareggio che ti inchioda c’è un centimetro; tra un 1-0 che ti qualifica e un 1-1 che ti complica c’è un errore di lettura.
Il finale, però, non può essere una carezza. C’è un avvertimento concreto, con data e minuto: 6 giugno 2024, Senegal-Repubblica Democratica del Congo 1-1, gol subito all’85’. Quella fessura nel finale è piccola, quasi invisibile in un cammino perfetto, ma al Mondiale i dettagli non sono dettagli: sono punti. Senegal ha costruito la sua strada con una difesa da cassaforte e un attacco capace di esplodere; per fare un passo in più, dovrà trasformare la solidità in precisione emotiva, soprattutto quando la partita sembra già nella tasca.
E se c’è una scena che sintetizza tutto, è Kinshasa, 9 settembre 2025: sotto di due, poi su di uno, e il colpo all’87’. Senegal non è una squadra che chiede permesso. Ma nel grande torneo, la differenza tra “roar” e “passare” è saper scegliere quando ruggire e quando mordere piano. La Teranga è pronta: ora serve il sangue freddo.