Repubblica di Corea - Grupo A
Corea del Sud 🇰🇷🔥 La marcia che non fa rumore, ma fa paura
Dalla qualificazione senza sconfitte a un girone mondiale che chiede lucidità: i Taegeuk Warriors arrivano con numeri puliti e finali sporchi
Introduzione
C’è un tipo di nazionale che non ha bisogno di proclamarsi “favorita” per farsi rispettare. Arriva, gioca, somma punti. A volte incanta, più spesso controlla. E quando l’avversario pensa di averle strappato un centimetro, scopre che quel centimetro era parte del piano: Corea del Sud ha costruito la sua strada con l’aria di chi conosce il tragitto, anche quando il panorama cambia.
La storia recente di queste qualificazioni racconta un doppio registro: goleade che suonano come dichiarazioni d’intenti e pareggi che sanno di promemoria. Perché la Repubblica di Corea ha attraversato fasi diverse, avversari diversi, e ha comunque tenuto il filo del discorso: non perdere mai, e scegliere quando accelerare.
Il primo “colpo d’occhio” è quasi cinematografico: 16 novembre 2023, a Seul, 5-0 a Singapore. Una serata che sembra un trailer: Cho Gue-sung, Hwang Hee-chan, Son Heung-min, un rigore di Hwang Ui-jo, il timbro finale di Lee Kang-in. Palla che entra, stadio che si apre, e l’idea che la qualificazione possa diventare una passerella. Qualche giorno dopo, 21 novembre 2023, a Shenzhen: Cina-Corea del Sud 0-3, doppietta di Son e una firma di Jung Seung-hyun. Due trasferte, due messaggi: controllo e concretezza.
Poi arriva una crepa utile, di quelle che ti obbligano a guardarti allo specchio. 21 marzo 2024: 1-1 con la Thailandia a Seul, pareggio che interrompe la fluidità del racconto e chiede un’aggiustata. Risposta immediata: 26 marzo 2024, a Bangkok, Thailandia-Corea del Sud 0-3. Lee Jae-sung apre, Son mette ordine, Park Jin-seop chiude. Il copione è chiaro: quando serve, la Corea sa trasformare l’irritazione in prestazione.
Se si atterra sui numeri, il quadro non lascia spazio a interpretazioni fantasiose. Nella Seconda fase del Gruppo C: primo posto con 16 punti in 6 partite, 5 vittorie e 1 pareggio, 20 gol fatti e 1 subito, differenza +19. Nella Terza fase del Gruppo B: primo posto con 22 punti in 10 partite, 6 vittorie e 4 pareggi, 20 gol fatti e 7 subiti, differenza +13. Due fasi, stesso marchio: imbattibilità. Ma il dettaglio più interessante è un altro: la Corea non ha vinto “sempre facile”. Ha anche imparato a pareggiare quando la partita si sporca.
Tre momenti-bisagra, per capirla senza mitizzarla. Il 5-0 a Singapore del 16 novembre 2023 è la dichiarazione di superiorità tecnica. L’1-1 con la Thailandia del 21 marzo 2024 è l’avviso: attenzione alle partite che non si aprono. Il 3-2 all’Iraq del 15 ottobre 2024 è la fotografia della Corea nella sua versione più esposta: avanti, colpita, di nuovo avanti, e con un finale che ricorda quanto sia pericoloso concedere un episodio nel recupero.
Il percorso delle qualificazioni
Per leggere davvero la qualificazione asiatica, bisogna immaginarla come un imbuto: tante squadre, tante partite, e ogni turno restringe il margine d’errore. Il percorso prevede più fasi e, nel cuore della corsa, una Terza fase a gironi dove l’obiettivo è brutale nella sua semplicità: arrivare tra le prime due del gruppo per ottenere il pass diretto. Sotto quella linea, si entra in un sistema di turni successivi che porta a ulteriori posti e a un eventuale spareggio internazionale. La Corea del Sud, però, ha scelto la via più pulita: non lasciarsi mai trascinare nel caos degli ultimi treni.
La Seconda fase, Gruppo C, è stata una specie di riscaldamento ad alta intensità. Non solo per il primo posto, ma per come è stato preso: 20 gol segnati e appena 1 subito. Una differenza reti da squadra che non si limita a vincere, ma “stacca” gli altri. Eppure anche lì c’è un indizio: l’unico pareggio arriva contro la Thailandia, cioè contro una squadra capace di reggere l’urto e di colpire in transizione. Tradotto: la Corea domina quasi tutti, ma deve comunque lavorare quando l’avversario non si scompone.
Il passaggio alla Terza fase, Gruppo B, cambia la temperatura: qui gli avversari sono più strutturati, i viaggi pesano, i dettagli contano. E la Corea risponde con una campagna che sembra progettata per non concedere crepe: 22 punti in 10 partite, zero sconfitte. Ma attenzione al dato: 4 pareggi. Non è un difetto, è un segnale tattico-emotivo. In un girone dove Jordan e Iraq inseguono, la Corea accetta anche la partita “in pari” se non trova il colpo giusto, perché sa che la continuità la porta in alto.
La lettura della classifica è chiara e significativa. Nel Gruppo B di Terza fase, la Corea chiude a +6 sulla Giordania (22 contro 16) e a +7 sull’Iraq (22 contro 15). E quel margine è figlio di una cosa semplice: mentre le rivali alternano vittorie e inciampi, la Corea non cade mai. Anche quando subisce, anche quando prende un gol che non era previsto, resta dentro la partita.
Dal punto di vista dei “momenti”, questa Terza fase è un romanzo in dieci capitoli con un tema ricorrente: segnare per prima aiuta, ma non basta; saper reagire è la vera valuta. 5 settembre 2024, 0-0 con la Palestina a Seul: una partenza che non ha il sapore dell’esordio trionfale, ma mette subito sul tavolo una realtà: non tutte le partite si aprono con il talento. 10 settembre 2024, a Mascate, Oman-Corea 1-3 con autogol iniziale e poi rimonta firmata da Hwang Hee-chan, Son e Joo Min-kyu al 90+11’: qui la Corea mostra la cosa più preziosa in un girone lungo, cioè la capacità di restare lucida fino all’ultimo secondo.
E poi, quando sembra tutto in controllo, arriva la sfida col sapore più “mondiale”: 15 ottobre 2024, Corea-Iraq 3-2 a Yongin. Partita viva, colpi e risposte, e un 90+5’ iracheno che riporta l’ansia in superficie. Non è un dramma: è una lezione. Perché se gestisci male gli ultimi dieci minuti, anche una gara vinta può lasciarti addosso una cicatrice. La Corea, qui, vince e impara.
Tabella 1
| Data | Fase o giornata | Avversario | Condizione | Risultato | Marcatori | Sede |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 16 novembre 2023 | Seconda fase Gruppo C | Singapore | Casa | 5:0 | Cho Gue-sung 44', Hwang Hee-chan 49', Son Heung-min 63', Hwang Ui-jo 68' rig., Lee Kang-in 85' | Stadio Mundialista, Seúl |
| 21 novembre 2023 | Seconda fase Gruppo C | Cina | Trasferta | 0:3 | Son Heung-min 11' rig., 45', Jung Seung-hyun 87' | Shenzhen Universiade Sports Centre, Shenzhen |
| 21 marzo 2024 | Seconda fase Gruppo C | Thailandia | Casa | 1:1 | Son Heung-min 42' | Stadio Mundialista, Seúl |
| 26 marzo 2024 | Seconda fase Gruppo C | Thailandia | Trasferta | 0:3 | Lee Jae-sung 19', Son Heung-min 54', Park Jin-seop 82' | Stadio Rajamangala, Bangkok |
| 6 giugno 2024 | Seconda fase Gruppo C | Singapore | Trasferta | 0:7 | Lee Kang-in 9', 54', Joo Min-kyu 20', Son Heung-min 53', 56', Bae Jun-ho 79', Hwang Hee-chan 81' | Stadio Nacional, Singapur |
| 11 giugno 2024 | Seconda fase Gruppo C | Cina | Casa | 1:0 | Lee Kang-in 61' | Stadio Mundialista, Seúl |
| 5 settembre 2024 | Terza fase Gruppo B Giornata 1 | Palestina | Casa | 0-0 | Stadio Mundialista, Seúl | |
| 10 settembre 2024 | Terza fase Gruppo B Giornata 2 | Oman | Trasferta | 1-3 | Hwang Hee-chan 10', Son Heung-min 82', Joo Min-kyu 90+11' | Complejo Deportivo del Sultán Qaboos, Mascate |
| 10 ottobre 2024 | Terza fase Gruppo B Giornata 3 | Giordania | Trasferta | 0-2 | Lee Jae-sung 38', Oh Hyeon-gyu 68' | Stadio Internacional, Amán |
| 15 ottobre 2024 | Terza fase Gruppo B Giornata 4 | Iraq | Casa | 3-2 | Oh Se-hun 41', Oh Hyeon-gyu 74', Lee Jae-sung 83' | Stadio Yongin Mireu, Yongin |
| 14 novembre 2024 | Terza fase Gruppo B Giornata 5 | Kuwait | Trasferta | 1-3 | Oh Se-hun 10', Son Heung-min 19' rig., Bae Jun-ho 74' | Stadio Internacional Jaber Al-Ahmad, Kuwait |
| 19 novembre 2024 | Terza fase Gruppo B Giornata 6 | Palestina | Trasferta | 1-1 | Son Heung-min 16' | Stadio Internacional, Amán |
| 20 marzo 2025 | Terza fase Gruppo B Giornata 7 | Oman | Casa | 1-1 | Hwang Hee-chan 41' | Stadio de Goyang, Goyang |
| 25 marzo 2025 | Terza fase Gruppo B Giornata 8 | Giordania | Casa | 1-1 | Lee Jae-sung 5' | Stadio Mundialista, Suwon |
| 5 giugno 2025 | Terza fase Gruppo B Giornata 9 | Iraq | Trasferta | 0-2 | Kim Jin-gyu 63', Oh Hyeon-gyu 82' | Stadio Internacional, Basora |
| 10 giugno 2025 | Terza fase Gruppo B Giornata 10 | Kuwait | Casa | 4-0 | Jeon Jin-woo 30', Lee Kang-in 51', Oh Hyeon-gyu 54', Lee Jae-sung 72' | Stadio Mundialista, Seúl |
Ora, la tabella: qui i numeri smettono di essere “sensazioni” e diventano gerarchia. Siccome i dati includono più tabelle di fasi diverse, le mostro entrambe integralmente e nello stesso ordine in cui compaiono, perché sono entrambe parte del cammino qualificazione.
Tabella 2
| Ronda | Gruppo | Pos | Squadra | Pts | PJ | V | N | P | GF | GS | Diff |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Seconda | C | 1 | Corea del Sud | 16 | 6 | 5 | 1 | 0 | 20 | 1 | +19 |
| Seconda | C | 2 | Cina | 8 | 6 | 2 | 2 | 2 | 9 | 9 | 0 |
| Seconda | C | 3 | Thailandia | 8 | 6 | 2 | 2 | 2 | 9 | 9 | 0 |
| Seconda | C | 4 | Singapore | 1 | 6 | 0 | 1 | 5 | 5 | 24 | -19 |
Tabella 3
| Ronda | Gruppo | Pos | Squadra | Pts | PJ | V | N | P | GF | GS | Diff |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Terza | B | 1 | Corea del Sud | 22 | 10 | 6 | 4 | 0 | 20 | 7 | +13 |
| Terza | B | 2 | Giordania | 16 | 10 | 4 | 4 | 2 | 16 | 8 | +8 |
| Terza | B | 3 | Iraq | 15 | 10 | 4 | 3 | 3 | 9 | 9 | 0 |
| Terza | B | 4 | Oman | 11 | 10 | 3 | 2 | 5 | 9 | 14 | -5 |
| Terza | B | 5 | Palestina | 10 | 10 | 2 | 4 | 4 | 10 | 13 | -3 |
| Terza | B | 6 | Kuwait | 5 | 10 | 0 | 5 | 5 | 7 | 20 | -13 |
Dal punto di vista prestazionale, si possono estrarre segmentazioni semplici ma rivelatrici usando solo i risultati.
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Casa vs trasferta nella Terza fase: in casa la Corea pareggia più spesso (0-0 Palestina; 3-2 Iraq; 1-1 Oman; 1-1 Giordania; 4-0 Kuwait: 2 vittorie e 3 pareggi). Fuori casa è più “tagliente” (1-3 Oman; 0-2 Giordania; 1-3 Kuwait; 1-1 Palestina; 0-2 Iraq: 4 vittorie e 1 pareggio). È un dato controintuitivo ma utile: lontano da casa la Corea ha scelto spesso la via diretta della partita “decisa”.
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Partite a un gol o bloccate: nella Terza fase ci sono tre pareggi 1-1 (Palestina, Oman, Giordania) e uno 0-0 (Palestina). Quattro gare su dieci senza vittoria: non è fragilità, è l’altra faccia del controllo. Se non riesce ad aprire presto, la Corea può restare nel corridoio stretto.
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Gol fatti e concessi: 20 segnati e 7 subiti in Terza fase, 20-1 in Seconda. In totale nel pacchetto MATCHES: 40 gol fatti e 8 concessi in 16 partite. Media grezza: 2,5 gol segnati a gara e 0,5 subiti. Il dato più “da selezione” è l’imbattibilità: 12 vittorie e 4 pareggi.
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Finali di partita: c’è un gol al 90+11’ contro l’Oman (Joo Min-kyu) che racconta tenuta e fame; e c’è un gol subito al 90+5’ contro l’Iraq che racconta un attimo di disordine. Due estremi della stessa fotografia: la Corea sa colpire tardi, ma deve anche difendere meglio tardi.
Come gioca
Se la si guarda dai numeri, la Corea del Sud è una nazionale che si sente a suo agio con l’idea di “tenere” la partita. Non serve immaginare moduli o sistemi: bastano i punteggi. Quando può, dilaga (5-0 a Singapore; 0-7 a Singapore; 4-0 al Kuwait). Quando non può, si prende il pareggio senza farsi strappare la pelle (0-0 con la Palestina; tre 1-1 in Terza fase). Questa oscillazione non è casuale: è tipica di una squadra che vuole ridurre la volatilità del risultato.
Il segnale più interessante è la differenza tra le due fasi. In Seconda fase la Corea subisce 1 gol in 6 partite: praticamente un bunker che attacca con leggerezza. In Terza fase subisce 7 gol in 10: comunque pochi, ma abbastanza da produrre partite dove bisogna “rispondere”. E infatti, i risultati mostrano una Corea molto buona nel rimettere la testa avanti: a Mascate, dopo l’autogol, arriva un 1-3; contro l’Iraq, dopo il pari del 50’, arrivano due gol (74’ e 83’) per riprendere la gara.
Ritmo e gestione: la Corea è spesso squadra da “marcatori distribuiti”, non solo da unico colpo. Sì, Son Heung-min appare ovunque nei momenti chiave (doppietta alla Cina; gol con la Thailandia; due gol con Singapore; rete con la Palestina; rigore in Kuwait; gol pesante nel 1-3 a Mascate). Ma la lista dei realizzatori è lunga: Lee Kang-in segna in partite molto diverse (chiude il 5-0, apre e raddoppia nel 7-0, decide l’1-0 sulla Cina, timbra nel 4-0 al Kuwait). Lee Jae-sung compare come un metronomo da area: gol in Thailandia, in Giordania, contro l’Iraq, e ancora nel 4-0 al Kuwait, più un gol al 5’ contro la Giordania nel pareggio di Suwon. E poi ci sono i centravanti di rotazione che lasciano il segno: Oh Hyeon-gyu segna in Giordania e in Iraq, e ancora in Iraq nella trasferta di Basora; Oh Se-hun trova il gol contro Iraq e Kuwait.
Efficacia: quando la Corea segna due o più gol, quasi sempre vince con margine e senza suspense eccessiva. In queste qualificazioni, le vittorie “da controllo” sono tante: 0-2 in Giordania, 0-2 in Iraq, 1-3 in Kuwait, 1-3 in Oman. Sono punteggi che suggeriscono una squadra capace di stare corta e di colpire nei momenti giusti. D’altra parte, le partite più problematiche sono quelle in cui segna una volta o non segna: 0-0 Palestina, 1-1 Thailandia, 1-1 Palestina, 1-1 Oman, 1-1 Giordania. Tradotto in una frase: se la Corea non riesce a “rompere” la gara, può finire per dividerla.
Vulnerabilità, sempre leggibili senza inventare: la Corea ha concesso pareggi in cui ha subito un gol nella ripresa (Thailandia al 61’, Oman all’80’, Giordania al 30’ dopo essere passata avanti al 5’). È un pattern leggero ma reale: quando la partita entra nel secondo tempo con margini minimi, l’avversario può trovare un episodio. Ecco perché il 3-2 con l’Iraq, con gol subito al 90+5’, funziona come cartello stradale: anche quando vinci, se ti allunghi o perdi concentrazione nei minuti finali, regali energia emotiva all’altro.
Il Gruppo nel Mondiale
Il Mondiale propone un contesto diverso: non c’è “rimedio” due settimane dopo, non c’è ritorno per pareggiare i conti. Il calendario della Corea del Sud nel Gruppo A è essenziale e compatto: tre partite, tutte in Messico, due a Guadalajara e una a Monterrey. Uno scenario che mette al centro un fattore spesso sottovalutato nelle selezioni: continuità logistica e adattamento, perché cambiare meno città può aiutare a mantenere routine e ritmo.
C’è anche un elemento narrativo che pesa: una sfida con la nazionale ospitante del gruppo, il Messico, nello stesso stadio dove si gioca anche la prima partita. Un girone in cui i dettagli di gestione — e la capacità di uscire vivi dal match più emotivo — possono valere oro.
Il primo avversario è “da definire” e va presentato come tale, senza etichette. Non è una scorciatoia: è proprio un tipo di partita particolare. Quando giochi contro un rivale che uscirà da uno spareggio, il rischio è duplice: preparazione più ampia e, mentalmente, la tentazione di pensare che “si possa aggiustare dopo”. In un girone corto, quel pensiero è tossico. Per la Corea, la partita inaugurale è l’occasione più diretta per impostare il ritmo: partire bene, non regalare minuti, evitare che diventi una sfida di nervi.
Poi arriva il Messico. Gara che, per definizione, chiede lucidità: pubblico, pressione, e un avversario che conosce bene cosa significa giocare tornei. Senza dati specifici sul Messico in questo dataset, l’unica lettura corretta è dal lato Corea: sarà una partita in cui “controllo” e “rischio calcolato” devono convivere. Se la Corea entra in modalità pareggio sterile, può ritrovarsi a inseguire. Se entra in modalità troppo aperta, può esporsi a episodi.
Terzo match: Sudafrica. Anche qui, senza dati del rivale, conviene ragionare su ciò che la Corea ha mostrato in qualificazione: quando la gara è da “gestire” e c’è spazio, la Corea sa segnare più volte. Il punto è arrivarci con un contesto di classifica che non ti obblighi alla frenesia.
Tabella partite del Gruppo A
| Data | Stadio | Città | Rival |
|---|---|---|---|
| 11 giugno 2026 | Stadio Chivas | Guadalajara | Rival per definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta D: República Checa, Irlanda, Dinamarca o Macedonia del Norte. |
| 18 giugno 2026 | Stadio Chivas | Guadalajara | Messico |
| 24 giugno 2026 | Stadio BBVA | Monterrey | Sudafrica |
Partita 1: Corea del Sud contro Rival per definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta D: República Checa, Irlanda, Dinamarca o Macedonia del Norte. Guion probabile: Corea che prova a mettere ordine subito, con l’idea di evitare la partita lunga e nervosa. È la tipica gara in cui la gestione del primo gol cambia tutto: nelle qualificazioni, quando la Corea segna per prima spesso “incanala” il match. Qui la parola chiave è disciplina: non concedere transizioni gratuite, non vivere di sola qualità. Pronostico: gana Corea del Sur.
Partita 2: Messico-Corea del Sud. Guion probabile: gara di intensità emotiva. La Corea, guardando i suoi pareggi in Terza fase, sa che può sopravvivere anche senza vincere, ma deve scegliere bene quando spingere. Un pareggio può essere un risultato di valore, a patto che non diventi una resa preventiva. La Corea ha dimostrato di poter fare male anche in trasferta “pesante” (0-2 in Giordania; 0-2 in Iraq): questo suggerisce che, se trova una finestra, può colpire. Pronostico: empate.
Partita 3: Sudafrica-Corea del Sud. Guion probabile: partita che potrebbe essere più aperta, soprattutto se una delle due arriva con obbligo di punti. La Corea, quando trova spazi, non si accontenta: i 4-0 e i 7-0 del percorso raccontano una squadra che sa trasformare la superiorità in quantità di gol. Ma il rischio è il solito: se resta sul filo dell’1-1 mentale, può complicarsi da sola. Pronostico: gana Corea del Sur.
Chiavi di qualificazione nel girone
- Evitare che la gara d’esordio diventi una partita “bloccata” stile 0-0 con la Palestina: segnare presto cambia la geometria emotiva del gruppo.
- Portare il match col Messico su binari di controllo senza rinunciare all’idea di vincerla: i dettagli nei secondi tempi contano, e la Corea ha già concesso pareggi subendo dopo l’intervallo.
- Arrivare alla terza giornata senza obblighi disperati: nelle qualificazioni la Corea ha mostrato che rende meglio quando può scegliere quando accelerare.
- Difendere gli ultimi dieci minuti con concentrazione: il 3-2 all’Iraq con gol subito al 90+5’ è un avvertimento stampato.
Opinione editoriale
La Corea del Sud si è qualificata come si qualificano le nazionali adulte: senza perdere, senza sceneggiate, senza dipendere da un singolo pomeriggio. I numeri sono solidi e, soprattutto, coerenti tra due fasi diverse: prima dominando, poi gestendo. Ma proprio qui sta il punto: al Mondiale non basta “non perdere”, perché un girone corto ti chiede anche di scegliere dove mettere il colpo. La Corea ha dimostrato di saperlo fare in trasferta, con vittorie nette e senza isterie: è un capitale psicologico enorme.
Il rovescio della medaglia è sottile, e per questo più pericoloso: quando la partita resta nel corridoio stretto, la Corea tende a finire in parità. Quattro pareggi in dieci gare nella Terza fase non sono una condanna, sono un segnale. In un girone mondiale, due pareggi possono bastare o non bastare: dipende da come arrivi alla terza partita. Per questo l’esordio diventa più di una semplice “prima”: è la partita che definisce il tono del torneo.
E il dettaglio finale, quello che fa da avvertimento concreto, ha una data e un minuto: 15 ottobre 2024, Corea del Sud-Iraq 3-2, gol subito al 90+5’. La Corea ha vinto lo stesso, sì. Ma al Mondiale quel tipo di concessione può trasformare una serata tranquilla in una classifica complicata. Se i Taegeuk Warriors vogliono che il loro percorso resti una marcia, e non diventi una rincorsa, devono proteggere il finale con la stessa cura con cui proteggono la loro imbattibilità.