Costa d’Avorio - Grupo E

Elefanti con il coltello tra i denti 🐘

🇨🇮⚽ Elefanti con il coltello tra i denti 🐘🔥

Un girone perfetto nelle qualificazioni CAF, difesa inviolata e un Mondiale che chiama partite vere, una dopo l’altra.

Introduzione

C’è un tipo di qualificazione che non fa rumore perché non ne ha bisogno. Non è quella delle rimonte all’ultimo respiro né delle corse in apnea a calcoli e combinazioni: è quella che si racconta con il suono secco dei risultati, la ripetizione quasi ossessiva dello stesso copione. Costa d’Avorio ha costruito la sua strada così: senza stonature, con un ritmo da squadra che sa dove sta andando.

Il viaggio comincia come un avviso al resto del girone: 9-0 alle Seychelles il 17 novembre 2023, a Ebimpé. Non è solo una goleada: è un messaggio di tono, di serietà, di “qui non si gioca”. E da lì, il racconto non scende mai di intensità competitiva, anche quando il punteggio si fa corto: perché la cifra vera, quella che dà identità, è un’altra.

La cifra è lo zero. Zero gol subiti in dieci partite. Un’intera campagna di qualificazione con la porta chiusa a doppia mandata: 25 segnati, 0 incassati, differenza reti +25. Se c’è un’immagine che riassume questi Elefanti, non è solo l’attacco in festa: è la calma con cui controllano gli spazi, l’ordine con cui tolgono ossigeno all’avversario, la capacità di non concedere nemmeno la briciola che cambia una partita.

La classifica del Gruppo F fotografa un dettaglio ancora più interessante: la pressione vera c’era, eccome. Gabon ha chiuso a 25 punti, uno soltanto dietro (26). Tradotto: non era un girone da passeggiata. Costa d’Avorio ha dovuto vincere quasi sempre e non sbagliare mai il passo, perché alle spalle c’era qualcuno che spingeva con continuità.

Tre momenti-bisagra aiutano a raccontare il carattere del percorso. Il primo è ovvio, e rimane una pietra miliare: 17 novembre 2023, Costa d’Avorio–Seychelles 9-0, la partenza a razzo che sistema subito differenza reti e fiducia. Il secondo è più sottile e dice “maturità”: 11 giugno 2024, Kenya–Costa d’Avorio 0-0, partita senza gol ma con punti strappati fuori casa, in un contesto dove il pareggio non è bello ma pesa. Il terzo è la chiusura che non lascia appigli: 14 ottobre 2025, Costa d’Avorio–Kenya 3-0, una firma finale netta che chiude il discorso e rende la classifica un verdetto.

Se serve un atterraggio numerico, eccolo: primo posto con 26 punti, imbattuta (8 vittorie e 2 pareggi), 25 gol fatti e 0 subiti. Una campagna che mette insieme due cose che raramente convivono per dieci gare: la furia quando c’è da spaccare una partita e la pazienza quando c’è da non concedere nulla.

Il percorso delle qualificazioni

Il Gruppo F è stato un esercizio di regolarità portato al limite: dieci partite, dieci mattoni, nessuna crepa. Costa d’Avorio ha chiuso davanti a Gabon per un solo punto, e questo rende il percorso ancora più “da selezione matura”: non bastava essere forte, bisognava essere preciso. In termini di rendimento puro: 8 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte. E in termini di gestione: una differenza reti che non è un dettaglio estetico, ma una conseguenza costante.

La lettura della classifica è un buon punto di partenza per capire la pressione interna al girone. Gabon ha raccolto 25 punti con 8 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta: praticamente lo stesso passo, ma con un “incidente” e soprattutto con 9 gol subiti. Costa d’Avorio ha tenuto la stessa quantità di vittorie, ha pareggiato due volte, e non ha mai perso. In un girone così, ogni 1-0 vale doppio: non perché è “brutto”, ma perché è il tipo di vittoria che non ti concede di rientrare.

Dietro, la fotografia è curiosa: Gambia terza con 13 punti ma 27 gol segnati. Un dato che suggerisce partite aperte, tanti scambi e anche tanta instabilità. Kenya quarta con 12 punti e un profilo più equilibrato, Burundi quinta con differenza reti pari, e Seychelles ultima con 0 punti. Questo contesto spiega anche una cosa: Costa d’Avorio non ha fatto solo una campagna “di potere”, ha fatto una campagna “di controllo”. Perché quando nel girone ci sono squadre capaci di segnare tanto ma anche di concedere, il rischio è farsi trascinare in partite sporche. Gli Elefanti, invece, hanno imposto il proprio tono.

Il calendario racconta un percorso quasi didattico: una prima fase di risultati larghi, una fase centrale di margini minimi, e un finale in cui la selezione torna ad alzare la voce. E nel mezzo ci sono quelle partite che, per una nazionale che vuole presentarsi con credibilità, diventano la vera cartina di tornasole: le trasferte e gli 0-0.

C’è anche una traccia interessante nella distribuzione temporale dei gol segnati: molte vittorie sono arrivate con reti nel primo tempo o comunque presto, come il 3’ contro il Burundi (5 settembre 2025) o il 15’ contro il Gambia (24 marzo 2025). Questo dettaglio non è solo statistica: è un’indicazione di approccio. Segnare presto cambia il tipo di partita che devi giocare, e Costa d’Avorio sembra costruita proprio per questo: una volta avanti, diventa difficilissima da scalfire.

E poi c’è il “manuale del margine minimo”: cinque vittorie per 1-0 (Gabon, Gambia, Burundi, Burundi ancora, Gambia ancora). È una quantità enorme in dieci gare. È il segno di una squadra che sa vincere senza necessariamente dominare in modo spettacolare, ma dominando ciò che conta per le qualificazioni: il punteggio.

Infine, un dato che definisce più di ogni aggettivo la campagna: 0 gol subiti. Non è un caso, non è un episodio, non è fortuna ripetuta. È un comportamento sistemico: in casa o fuori, con goleade o con partite chiuse, la squadra non è mai uscita dal suo perimetro emotivo.

Tabella 1

Data Gruppo Giornata Avversario Condizione Risultato Marcatori Sede
17 novembre 2023 F 1 Seychelles Casa 9-0 Haller 20' pen., Sangaré 24', Adingra 36', Konaté 40', 90+5', S. Fofana 60', Traorè 77', 90+4', Krasso 84' pen. Stadio Olimpico Ebimpé
20 novembre 2023 F 2 Gambia Trasferta 2-0 Kouamé 45', S. Fofana 85' Stadio Nazionale (Dar es-Salam)
7 giugno 2024 F 3 Gabon Casa 1-0 Fofana 36' Stadio Amadou Gon Coulibaly
11 giugno 2024 F 4 Kenya Trasferta 0-0 Stadio Nazionale Bingu
21 marzo 2025 F 5 Burundi Trasferta 1-0 Guessand 16' Stade d'Honneur (Mequinez)
24 marzo 2025 F 6 Gambia Casa 1-0 Haller 15' Stadio Houphouët-Boigny
5 settembre 2025 F 7 Burundi Casa 1-0 Bayo 3' Stadio Houphouët-Boigny
9 settembre 2025 F 8 Gabon Trasferta 0-0 Stade de Franceville
10 ottobre 2025 F 9 Seychelles Trasferta 7-0 Sangaré 7' pen., Agbadou 17', Diakité 32', Guessand 39', Diomande 55', Adingra 67', Kessié 90' Côte d'Or National Sports Complex
14 ottobre 2025 F 10 Kenya Casa 3-0 Kessié 7', Diomande 54', Diallo 84' Stadio Alassane Ouattara

Tabella 2

Pos Squadra Pti PG V N P GF GS DR
1 Costa d’Avorio 26 10 8 2 0 25 0 +25
2 Gabon 25 10 8 1 1 22 9 +13
3 Gambia 13 10 4 1 5 27 18 +9
4 Kenya 12 10 3 3 4 18 14 +4
5 Burundi 10 10 3 1 6 13 13 0
6 Seychelles 0 10 0 0 10 2 53 -51

La segmentazione racconta due storie complementari. In casa, Costa d’Avorio ha vinto tutte e cinque: 9-0 Seychelles, 1-0 Gabon, 1-0 Gambia, 1-0 Burundi, 3-0 Kenya. Totale interno: 15 gol fatti e 0 subiti. Fuori casa: quattro vittorie (2-0 Gambia, 1-0 Burundi, 7-0 Seychelles) e due pareggi (0-0 Kenya, 0-0 Gabon). Totale esterno: 10 gol fatti e 0 subiti. Anche qui, non è solo imbattibilità: è la stessa identità replicata in contesti diversi.

E poi ci sono le partite a un gol di scarto: cinque 1-0 su dieci. Significa che la squadra convive bene con l’idea di rischiare poco, di portare il match su binari dove basta un episodio offensivo per chiuderla. L’altra faccia della medaglia sono due pareggi senza reti: quando non entra la giocata che sblocca, gli Elefanti non si scompongono e non si espongono.

Il duello con Gabon si legge come una miniserie in due puntate: 7 giugno 2024, 1-0 in casa; 9 settembre 2025, 0-0 fuori. Quattro punti su sei contro l’inseguitrice diretta, senza mai concedere gol. In un girone vinto per un punto, quella è la differenza tra “quasi” e “fatto”.

Come gioca

L’identità che emerge dai numeri è quella di una squadra che cerca prima di tutto il controllo del risultato. Non “controllo” nel senso di possesso palla per forza, perché i dati non lo dicono; ma controllo come gestione dell’evento più importante del calcio: evitare il gol subito. Dieci partite, zero reti concesse: è la definizione statistica di una selezione che riduce l’avversario a una lunga sequenza di tentativi incompleti.

La seconda caratteristica è l’efficacia nel vincere con margine minimo. Cinque volte 1-0, più due 0-0: sette partite su dieci finite con massimo un gol totale. In questo tipo di scenario, la qualità non si misura solo in quante occasioni crei, ma in quanto sei stabile mentalmente: non ti innervosisci se la partita resta chiusa, non ti apri per impazienza, non regali transizioni. Costa d’Avorio, in questa campagna, ha giocato spesso partite “da eliminazione diretta” travestite da qualificazione.

La terza traccia è l’aggressività iniziale in alcune gare chiave. Bayo al 3’ contro il Burundi, Haller al 15’ contro il Gambia, Kessié al 7’ contro il Kenya: segnare presto è un acceleratore di identità. Una squadra che difende così bene, quando passa avanti, trasforma la partita in un territorio scomodo per chi deve inseguire. Non è solo un vantaggio: è un cambio di scenografia.

Il reparto offensivo, letto dai marcatori, appare abbastanza distribuito: segnano centrocampisti (Sangaré, Kessié, S. Fofana), attaccanti (Haller, Krasso, Guessand, Bayo), esterni o giocatori offensivi (Adingra), e perfino un difensore come Konaté compare con una doppietta nella partita d’esordio. Questo suggerisce una cosa molto concreta: la squadra non vive di un unico finale, ma di più possibilità di chiudere l’azione. E nelle qualificazioni, dove spesso trovi blocchi bassi o partite spezzettate, avere gol da più reparti è un’arma.

C’è anche una vulnerabilità che non è un difetto, ma un avviso: quando la partita non si sblocca, il match può restare in equilibrio fino alla fine. I due 0-0 contro Kenya e Gabon indicano che non sempre arriva il colpo risolutivo. Il lato positivo è evidente: non subisci. Quello che resta da capire, entrando in un contesto mondiale, è quanto spesso servirà qualcosa in più del “basta non concedere” per vincere partite ad alta densità.

Infine, l’alternanza tra goleade e minimalismo: 9-0 e 7-0 contro lo stesso avversario (Seychelles) e, in mezzo, una sfilza di 1-0. È un doppio registro utile: sai travolgere quando c’è spazio, ma sai anche “non sprecare energie” quando la partita si fa corta. Da analisi di rendimento, questa flessibilità nel punteggio è un indicatore di adattabilità emotiva.

Il Gruppo in il Mondiale

Il Mondiale mette Costa d’Avorio nel Gruppo E con tre partite che, una dietro l’altra, cambiano faccia e temperatura. Si comincia con Ecuador, poi arriva Germania, e si chiude con Curaçao. Tre avversari diversi per cultura calcistica e per tipo di partita che suggeriscono, anche senza entrare in dettagli che non emergono dai dati disponibili.

Il calendario è chiaro e, soprattutto, “progressivo” nel senso narrativo: prima una gara che può decidere l’inerzia del girone, poi una sfida che alza l’asticella per definizione, infine un match conclusivo che può diventare un bivio di qualificazione o una partita di gestione. Per una selezione che ha costruito il suo percorso sulla tenuta e sulla pazienza, l’ordine delle partite non è un dettaglio: è un invito a entrare subito nel torneo con la testa giusta.

C’è un punto che lega direttamente qualificazioni e Mondiale: la capacità di rimanere dentro la partita anche quando non gira. I due 0-0 nelle eliminatorie non sono “incidenti”, sono prove generali di un contesto dove i margini saranno ancora più piccoli. E se la porta resta inviolata, ogni singolo gol segnato può valere una classifica.

Un altro elemento è il modo in cui Costa d’Avorio ha saputo gestire le trasferte: tre vittorie e due pareggi fuori casa, con un altro zero alla voce gol subiti. Al Mondiale, anche con stadi e città diverse, l’idea resta: saper vivere lontano dal tuo contesto abituale. Questa campagna CAF racconta una squadra che non perde la sua struttura al cambiare dello scenario.

E poi c’è la questione della “prima partita”, sempre delicata. Nelle qualificazioni, l’esordio è stato un 9-0 che ha tolto ansia e messo benzina. In un Mondiale non esistono esordi così comodi: l’avvio contro Ecuador diventa allora il momento per trasferire la stessa serietà, ma in una partita più vera, più densa, dove non puoi aspettare che l’avversario si sfaldi da solo.

La seconda gara, contro Germania, è quasi un test di identità: non tanto per “chi è più forte” in astratto, ma per vedere se Costa d’Avorio riesce a portare la partita sul suo terreno, quello dei punteggi bassi e del controllo. Se c’è una cosa che i numeri delle eliminatorie dicono chiaramente, è che gli Elefanti non hanno paura di giocare partite strette. E quella, spesso, è la condizione necessaria per competere contro chi ti chiede precisione totale.

Tabella

Data Stadio Città Avversario
14 giugno 2026 NRG Stadium Houston Ecuador
20 giugno 2026 BMO Field Toronto Germania
25 giugno 2026 Lincoln Financial Field Filadelfia Curaçao

Partita per partita, con un pronostico in linguaggio semplice e prudente:

  • 14 giugno 2026, Costa d’Avorio–Ecuador: partita da “non regalare l’inizio”. Se gli Elefanti entrano con la stessa attenzione difensiva mostrata per dieci gare, possono trasformarla in un match di dettagli. Pronostico: pareggio.

  • 20 giugno 2026, Germania–Costa d’Avorio: gara dove la priorità è restare agganciati al punteggio, evitare che diventi una corsa a campo aperto. Costa d’Avorio ha dimostrato di saper vivere bene anche senza segnare, ma qui potrebbe servire un episodio offensivo perfetto. Pronostico: gana Germania.

  • 25 giugno 2026, Curaçao–Costa d’Avorio: partita per imporre condizioni, con l’obbligo di non complicarsi la vita. Se il girone arriva in equilibrio, qui la selezione dovrà far pesare la propria capacità di segnare presto e poi gestire. Pronostico: gana Costa d’Avorio.

Chiavi di qualificazione dal girone

  • Partire senza subire: la prima mezz’ora contro Ecuador può indirizzare tutto il percorso.
  • Valorizzare il primo gol: con una difesa che non concede, andare avanti nel punteggio cambia il girone.
  • Accettare la partita corta: nelle eliminatorie, i 1-0 sono stati una lingua madre.
  • Gestire i momenti senza gol: i due 0-0 dicono che la pazienza non manca, ma al Mondiale va accompagnata da lucidità negli ultimi 20 metri.
  • Tenere alta l’attenzione sulle palle inattive e sui dettagli: quando vivi di margini minimi, ogni episodio è una classifica.

Opinione editoriale

Costa d’Avorio arriva al Mondiale con un biglietto da visita che non si discute: dieci partite, zero gol subiti. È un dato che pesa più di qualsiasi etichetta, perché racconta lavoro, disciplina e una capacità rarissima nelle selezioni: ripetere lo stesso livello senza il bisogno di “sentirsi bene” ogni volta. Se devi scegliere una qualità da portarti in un torneo breve, è proprio questa: la solidità che non dipende dall’umore della partita.

Il rischio, però, è nascosto dentro la stessa forza. Quando ti abitui a vincere 1-0, impari a stare comodo nel margine minimo; e al Mondiale quel margine è un filo sottile che può spezzarsi per una singola disattenzione o per un episodio che non controlli. La domanda non è se Costa d’Avorio sappia difendere: lo ha dimostrato in modo totale. La domanda è se, quando servirà un gol “sporco” o un’accelerazione improvvisa, ci sarà la stessa naturalezza.

La chiusura di queste qualificazioni offre anche l’avvertimento più concreto possibile: 11 giugno 2024, Kenya–Costa d’Avorio 0-0. Quella partita dice che, se il gol non arriva, la selezione sa comunque non perdere. Ma un Mondiale non sempre ti premia per “non perdere”: a volte ti chiede di vincere, punto. E allora la lezione è semplice, quasi brutale: portare al torneo la stessa impermeabilità, sì, ma senza trasformarla in una coperta troppo comoda.

Perché l’epica vera, quella che resta, non è nei 9-0. È nella capacità di vincere quando la partita non ti dà niente. E Costa d’Avorio, con questa campagna, ha già dimostrato di saperlo fare. Ora il mondo la mette alla prova su un palcoscenico dove lo zero dietro è un’arte, ma davanti serve comunque una firma.