Algeria - Grupo J
🇩🇿🔥 Algeria, i Fennec con il coltello tra i denti
Un cammino CAF quasi senza sbavature, un attacco in ritmo e un Mondiale che inizia subito a tutta velocità
Introduzione
C’è un modo di vincere che non fa rumore: un gol qui, un colpo lì, la sensazione che la partita stia sempre girando dalla tua parte anche quando l’avversario prova a sporcarti il copione. E poi c’è un modo di vincere che lo scrive in faccia, con punteggi larghi e rimonte dentro gli ultimi dieci minuti come se fossero un’abitudine. L’Algeria di questo ciclo ha fatto entrambe le cose: ha saputo essere paziente e, quando è servito, feroce.
Nel gruppo CAF che l’ha accompagnata alle qualificazioni, i Fennec hanno messo insieme una marcia da capolista vera: 25 punti in 10 partite, con 8 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. La differenza reti è una firma di autorità, +16, costruita con 24 gol fatti e appena 8 subiti. Non è solo un dato: è un indizio. Significa continuità offensiva e, soprattutto, una capacità di non farsi trascinare nel caos.
La narrazione del percorso ha almeno tre snodi netti. Il primo è l’avvio in casa contro la Somalia, 3-1 il 16 novembre 2023: autogol immediato, controllo dell’inerzia e gestione fino in fondo, con Slimani a sigillare all’80’. Il secondo è la frenata che ha dato un colpo di sveglia: Algeria-Guinea 1-2 del 6 giugno 2024, l’unica sconfitta in dieci giornate, quella che ti ricorda che la classifica non si vince con la reputazione. Il terzo è il doppio colpo di teatro contro l’Uganda il 14 ottobre 2025: 2-1 con due rigori di Amoura all’81’ e al 90+9’. Una partita che racconta l’Algeria in controluce: si può soffrire, sì, ma si può anche mordere fino all’ultimo secondo.
Da lì in avanti, tutto assume contorni più nitidi: l’Algeria non solo vince spesso, ma lo fa segnando tanto e concedendo poco. E quando non riesce a vincere, come nello 0-0 in casa della Guinea l’8 settembre 2025, non si disunisce: porta via un punto, chiude a chiave la partita e riparte.
Il punto d’arrivo è un Mondiale nel Gruppo J con tre appuntamenti che non concedono riscaldamento emotivo: Argentina, Giordania e Austria. Tre avversari diversi per lingua calcistica, tre partite che costringono a cambiare registro senza cambiare identità.
Il percorso delle qualificazioni
Il contesto è chiaro: qualificazioni CAF a girone, dieci giornate dentro un gruppo da sei. L’Algeria ha preso la testa e non l’ha più mollata, trasformando la classifica in una linea retta: 25 punti, prima posizione. Dietro, Uganda e Mozambico a 18; più staccate Guinea a 15, Botswana a 10 e Somalia a 1. In un gruppo così, la differenza non la fa soltanto vincere: la fa vincere spesso e con margini che pesano anche quando la pressione sale.
Se si guarda ai numeri “freddi”, l’Algeria è stata la squadra più completa del gruppo G: miglior attacco con 24 gol e una delle migliori difese con 8 gol concessi. Uganda, seconda, ha segnato 14 e ne ha subiti 9: più equilibrio, ma meno potenza. Mozambico ha gli stessi punti dell’Uganda, ma una differenza reti negativa (14-17): segno di partite più aperte e di una tenuta meno affidabile. Questa lettura è importante perché spiega perché la capolista non è lì per caso: non è un primo posto “per inerzia”, è un primo posto con fondamenta.
Il viaggio, però, non è stato una passeggiata lineare. La prima finestra di novembre 2023 ha dato il via con due successi: 3-1 alla Somalia in casa e 2-0 in Mozambico. Due vittorie diverse: la prima più “domestica”, con gestione e qualità; la seconda più “professionale”, perché vincere fuori in Africa spesso significa saper soffrire anche quando non sei brillante. L’Algeria ci è riuscita con i gol di Chaïbi e Zerrouki nel finale, tra il 69’ e l’80’: segnale di gamba e lucidità.
La seconda finestra significativa, giugno 2024, ha messo in scena il paradosso: una sconfitta in casa e una vittoria fuori. Contro la Guinea arriva l’unico inciampo, 1-2: un autogol che illude e poi due colpi che ribaltano. Quattro giorni dopo, però, l’Algeria va in Uganda e vince 2-1, ribaltando lo svantaggio iniziale (Mutyaba al 10’, poi Aouar e Benrahma nella ripresa). È una sequenza che racconta maturità: cadere e rialzarsi subito, senza trascinare il peso psicologico della partita precedente.
La fase decisiva si concentra nel 2025, quando la classifica si può davvero spaccare. Il 21 marzo in Botswana l’Algeria vince 3-1: va avanti con Gouiri, poi Amoura firma una doppietta nella ripresa. Quattro giorni dopo, il 25 marzo, la partita simbolo del dominio: 5-1 al Mozambico. Non è soltanto una goleada, è un messaggio al gruppo: la capolista non gioca per amministrare, gioca per togliere ossigeno a chi insegue. Amoura segna tre volte, Mandi e Hadjam completano il quadro.
Il finale del girone è un crescendo, anche se con una parentesi di controllo. Il 4 settembre 2025, 3-1 al Botswana in casa: altra prova di efficienza, con Amoura e Bounedjah protagonisti. L’8 settembre arriva lo 0-0 in casa della Guinea: partita senza gol, ma utile per stabilizzare, perché non concede appigli agli inseguitori. Ottobre chiude il cerchio: 3-0 alla Somalia il 9 ottobre, poi 2-1 all’Uganda il 14 ottobre con un epilogo al cardiopalma. In totale: 8 vittorie su 10, e l’impressione che l’Algeria abbia saputo scegliere quando accelerare e quando abbassare il volume senza spegnersi.
Tabella 1
| Data | Gruppo | Giornata | Avversario | Condizione | Risultato | Marcatori | Stadio |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 16 novembre 2023 | G | 1 | Somalia | Casa | 3:1 | Abdi 2' a.g., Bounedjah 31', Slimani 80'; Ahmed 65' | Stadio Nelson Mandela |
| 19 novembre 2023 | G | 2 | Mozambico | Trasferta | 0:2 | Chaïbi 69', Zerrouki 80' | Stadio do Zimpeto |
| 6 giugno 2024 | G | 3 | Guinea | Casa | 1:2 | Baldé 52' a.g.; M. Sylla 50', A. Camara 63' | Stadio Nelson Mandela |
| 10 giugno 2024 | G | 4 | Uganda | Trasferta | 1:2 | Mutyaba 10'; Aouar 46', Benrahma 58' | Stadio Nacional Nelson Mandela |
| 21 marzo 2025 | G | 5 | Botswana | Trasferta | 1:3 | Kopelang 70'; Gouiri 44', Amoura 52', 74' | Stadio Obed Itani Chilume |
| 25 marzo 2025 | G | 6 | Mozambico | Casa | 5:1 | Amoura 8', 30', 80', Mandi 24', Hadjam 65'; Catamo 40' | Stadio Hocine-Aït-Ahmed |
| 4 settembre 2025 | G | 7 | Botswana | Casa | 3:1 | Amoura 33', Bounedjah 71', 90+6'; Kopelang 43' | Stadio Hocine-Aït-Ahmed |
| 8 settembre 2025 | G | 8 | Guinea | Trasferta | 0:0 | Stadio Mohammed V (Casablanca) | |
| 9 ottobre 2025 | G | 9 | Somalia | Trasferta | 0:3 | Amoura 7', 57', Mahrez 19' | Stadio Miloud Hadefi |
| 14 ottobre 2025 | G | 10 | Uganda | Casa | 2:1 | Amoura 81' rig., 90+9' rig.; Mukwala 6' | Stadio Hocine-Aït-Ahmed |
Tabella 2
| Gruppo | Pos | Squadra | Pts | PG | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| G | 1 | Algeria | 25 | 10 | 8 | 1 | 1 | 24 | 8 | +16 |
| G | 2 | Uganda | 18 | 10 | 6 | 0 | 4 | 14 | 9 | +5 |
| G | 3 | Mozambico | 18 | 10 | 6 | 0 | 4 | 14 | 17 | −3 |
| G | 4 | Guinea | 15 | 10 | 4 | 3 | 3 | 11 | 8 | +3 |
| G | 5 | Botswana | 10 | 10 | 3 | 1 | 6 | 12 | 16 | −4 |
| G | 6 | Somalia | 1 | 10 | 0 | 1 | 9 | 3 | 20 | −17 |
Dentro questi numeri ci sono dettagli che aiutano a leggere il “come”, non soltanto il “quanto”. L’Algeria ha chiuso con una sola partita senza gol segnati, lo 0-0 in Guinea: significa che in 9 gare su 10 ha trovato la via della rete. E ha perso una sola volta, peraltro in casa: reazione immediata con quattro successi consecutivi dopo quella sconfitta, perché dal 10 giugno 2024 in avanti non ha più messo la testa sotto.
Se si scompone il cammino tra casa e trasferta, emerge una squadra che non si è fatta intimidire lontano dai propri stadi. Fuori casa: vittorie a Mozambico (2-0), Uganda (2-1), Botswana (3-1), Somalia (3-0) e pareggio in Guinea (0-0). In totale, 4 vittorie e 1 pareggio: un rendimento “da grande” in un contesto dove spesso il pareggio è considerato già oro. In casa, invece, l’Algeria è stata capace di alternare controllo e tempesta: 3-1 Somalia, 1-2 Guinea, 5-1 Mozambico, 3-1 Botswana, 2-1 Uganda. Quattro vittorie e una sconfitta, con un dettaglio che pesa: le vittorie in casa non sono state minimaliste, hanno avuto spesso margine.
E poi c’è la questione dei finali. Il 14 ottobre 2025 contro l’Uganda, i due rigori di Amoura all’81’ e al 90+9’ sono un promemoria: questa squadra non smette. Non è retorica: è cronaca dentro il tabellino. Chiudere una qualificazione con una partita del genere è una specie di certificato di identità.
Come gioca
L’Algeria, letta solo attraverso risultati e distribuzione dei marcatori, racconta un’idea molto pragmatica: segnare con continuità, non concedere serie di partite “sporche” che ti portano fuori strada, e alzare il volume quando sente l’odore del sangue. I 24 gol in 10 partite sono 2,4 gol di media: un dato alto, soprattutto se associato agli 8 subiti, cioè 0,8 a gara. La fotografia è quella di una squadra che sta quasi sempre sopra la partita.
C’è un pattern evidente: quando l’Algeria vince, spesso lo fa con almeno due gol segnati. Le vittorie sono 8, e in 6 di queste ha segnato 3 o più reti (3-1 Somalia, 3-1 Botswana due volte, 3-0 Somalia, 5-1 Mozambico, 3-1 Botswana di settembre). Anche le vittorie “più corte” non sono state tirate fino allo sfinimento: 2-0 in Mozambico, 2-1 in Uganda. Questo suggerisce una squadra che non vive di episodi isolati, ma di produzione offensiva.
Il ritmo della partita, sempre guardando i punteggi, sembra quello di una selezione che sa cambiare marcia nella ripresa. Contro l’Uganda in trasferta il 10 giugno 2024, va sotto al 10’ e ribalta con due gol nel secondo tempo. In Botswana il 21 marzo 2025, sblocca sul finire del primo tempo e poi scappa nella ripresa con Amoura. Persino nello 0-0 in Guinea, l’indizio è diverso: se non riesce a mettere la firma davanti, almeno non sbraca dietro. È un modo di stare in campo che, nei tornei, vale quasi quanto una vittoria.
Il reparto gol, poi, ha un protagonista che si prende la scena senza chiedere permesso: Amoura. Se si sommano i suoi marcatori dentro il girone, compaiono reti pesantissime e frequenti: doppiette, tripletta, gol in trasferta, rigori decisivi. Non è solo quantità, è qualità del momento: segna presto (7’ contro la Somalia in trasferta), segna per spaccare la partita (8’ e 30’ contro il Mozambico nella goleada), segna per chiuderla (90+6’ di Bounedjah contro il Botswana è un altro esempio di coltello che resta affilato fino alla fine). Accanto a lui, però, non c’è il vuoto: compaiono Bounedjah, Slimani, Mahrez, oltre a contributi di Chaïbi, Zerrouki, Aouar, Benrahma, Mandi, Hadjam, Gouiri. È una lista lunga, e questo è un segnale di salute: la produzione non è monocorde.
Le vulnerabilità si leggono nei due “non successi”: la sconfitta 1-2 contro la Guinea e il pareggio 0-0 in Guinea. La Guinea è stata l’avversaria che ha saputo toccare due punti sensibili diversi: in casa algerina ha punito un match che si era incanalato con un autogol favorevole; in casa propria ha portato la partita sul terreno del dettaglio e del nulla concesso. Tradotto in linguaggio da torneo: l’Algeria può trovare ostacoli quando la partita diventa una partita di pazienza estrema o quando un episodio contrario la costringe a inseguire contro un blocco organizzato. La buona notizia, sempre numerica, è che questo scenario non ha prodotto serie negative: una sconfitta isolata, un pareggio isolato.
Infine c’è un dettaglio da performance: l’Algeria ha subito 8 gol in 10 partite, ma in diverse vittorie concede comunque una rete (3-1, 2-1, 3-1, 5-1, 3-1, 2-1). Significa che la squadra accetta anche partite “non perfette” dietro, perché sente di potersela riprendere davanti. È un’arma, ma anche un avviso: al Mondiale, concedere per primo non sempre ti lascia il tempo di ricucire.
Il Gruppo in il Mondiale
Il Gruppo J mette l’Algeria davanti a tre incroci dal sapore diverso, e proprio per questo utili a misurare la sua elasticità competitiva. Si parte contro l’Argentina, si prosegue con la Giordania e si chiude con l’Austria. È un trittico che, già solo per ordine, suggerisce un torneo dove la gestione emotiva sarà fondamentale: partire bene sarebbe un acceleratore, partire male rischia di trasformare la seconda giornata in un esame.
C’è anche un dettaglio logistico che conta: due partite a Kansas City, entrambe all’Arrowhead Stadium, e una a San Francisco al Levi’s Stadium. Restare due volte nello stesso stadio può diventare un vantaggio pratico, perché riduce variabili e routine da ricostruire. Ma il calendario non ti regala nulla: le distanze e la pressione di un Mondiale richiedono disciplina nei giorni tra una partita e l’altra.
Tabella partite del Gruppo J per l’Algeria
| Data | Stadio | Città | Avversario |
|---|---|---|---|
| 16 giugno 2026 | Arrowhead Stadium | Kansas City | Argentina |
| 22 giugno 2026 | Levi's Stadium | San Francisco | Giordania |
| 27 giugno 2026 | Arrowhead Stadium | Kansas City | Austria |
Partita 1, Argentina contro Algeria. Qui il copione, per l’Algeria, è piuttosto lineare: partita da giocare con compattezza e con la convinzione che ogni recupero può diventare una transizione buona. I Fennec hanno mostrato di poter segnare con continuità e di saper ribaltare situazioni di svantaggio, ma contro un’avversaria di questo calibro ogni dettaglio pesa doppio. Pronostico prudente: vince Argentina.
Partita 2, Giordania contro Algeria. Questo è il match che, per struttura del girone, può diventare il vero cardine: non perché si debba sottovalutare nessuno, ma perché arriva dopo l’esordio e prima dell’ultima giornata. L’Algeria, nel suo percorso di qualificazione, ha dimostrato di saper vincere in trasferta con punteggi solidi e di saper reggere anche gare “chiuse” senza perdere la testa. Qui l’obiettivo è chiaro: imporre la propria capacità realizzativa e non concedere il primo colpo. Pronostico: vince Algeria.
Partita 3, Algeria contro Austria. Ultima giornata, e spesso è la partita che decide se la valigia resta aperta o si chiude. L’Algeria ha dati che parlano di attacco in ritmo e finali forti, e questo è un valore enorme quando le gambe diventano pesanti. Ma sarà cruciale evitare il tipo di partita che la Guinea ha saputo proporre: spezzettata, tesa, con episodi che girano di poco. Se l’Algeria riuscirà a segnare per prima, avrà la possibilità di portare l’incontro sul terreno dove si sente più a suo agio: quello in cui i gol arrivano a ondate. Pronostico: pareggio.
Chiavi di qualificazione per l’Algeria
- Ridurre i gol concessi nelle partite vinte: nelle qualificazioni diverse vittorie sono arrivate concedendo una rete, e in un gruppo mondiale ogni gol può diventare differenza.
- Portare in torneo la “trasferta africana” in versione globale: 4 vittorie e 1 pareggio fuori casa nel girone CAF sono un patrimonio mentale.
- Trovare il primo gol presto: quando l’Algeria segna e poi può gestire, la sua media realizzativa la protegge.
- Tenere il nervo nei finali: il 2-1 all’Uganda con rigore al 90+9’ è un’arma emotiva, ma al Mondiale serve trasformarla in lucidità, non in frenesia.
Opinione editoriale
L’Algeria arriva al Mondiale con un curriculum che non ha bisogno di traduzioni: 25 punti su 30, 24 gol fatti e un protagonista offensivo che compare ovunque nei momenti chiave. Ma la vera notizia non è solo la qualità: è la continuità. Perché una selezione può essere talentuosa e fragile; questa, invece, ha dato l’idea di saper assorbire anche le giornate storte senza trasformarle in crisi.
La domanda, però, resta una: quanto margine c’è quando il torneo ti costringe a giocare partite “piccole” dentro uno scenario enorme? La Guinea ha mostrato la strada più scomoda, con due partite diverse e lo stesso concetto: togliere ritmo e costringere l’Algeria a vincere senza correre. Se i Fennec sapranno evitare quel tipo di sabbia negli ingranaggi, allora il gruppo può diventare un racconto credibile fino all’ultima giornata.
Il finale perfetto sarebbe quello con la firma che già conosciamo: una squadra che non si accontenta di “restare in partita”, ma la chiude quando sente l’odore del momento. Tuttavia, l’avvertimento concreto è scritto nero su bianco in una data e in un risultato: 6 giugno 2024, Algeria-Guinea 1-2. Non serve drammatizzare: basta ricordare che, quando l’episodio gira contro e la partita si complica, il Mondiale non concede la seconda chance a quattro giorni di distanza. L’Algeria ha la potenza per far rumore; la vera sfida sarà farlo senza perdere equilibrio.