Egitto - Grupo G

I Faraoni tornano a marciare: Egitto, qualificazione con mano ferma e sogno mondiale in tre atti

🇪🇬🔥 I Faraoni tornano a marciare: Egitto, qualificazione con mano ferma e sogno mondiale in tre atti

Una campagna quasi senza crepe, pochi gol concessi e tre sfide mondiali che chiedono freddezza, non fretta.

Introduzione

C’è un modo tipicamente egiziano di vincere quando la strada si fa lunga: senza disperdere energie, senza trasformare ogni partita in una guerra di nervi, ma accumulando certezze come pietre in tasca. Nelle qualificazioni CAF, l’Egitto ha camminato così: un passo dopo l’altro, quasi sempre davanti, quasi sempre con l’aria di chi sa dove mettere il pallone quando serve.

La sensazione, guardando la sequenza dei risultati, è quella di una squadra che non ha bisogno di alzare i giri per farsi rispettare. Quando può, colpisce forte; quando non può, non si spezza. Il dettaglio che racconta tutto è semplice: dieci partite, zero sconfitte. Il resto è la trama: una difesa che concede pochissimo e un attacco che, pur senza essere esplosivo in ogni uscita, trova spesso la via più breve verso il risultato.

Poi c’è il ritmo narrativo delle qualificazioni: l’inizio da fuochi d’artificio, la fase centrale più “gestionale”, e il finale in cui si chiudono i conti come si chiude un cassetto. Il 16 novembre 2023, in casa, l’Egitto ha aperto con un 6-0 a Gibuti: una dichiarazione immediata, con Salah protagonista assoluto. Il 10 giugno 2024, invece, l’1-1 in casa della Guinea-Bissau ha avuto un sapore diverso: partita da maneggiare, equilibrio, e il gol di Salah al 70’ a rimettere la storia sul binario. Infine, il 9 settembre 2025, lo 0-0 in Burkina Faso è stato il classico passaggio da grande squadra in trasferta: non brillante, ma solido, e soprattutto utile.

I numeri “atterrano” la narrazione. In Gruppo A l’Egitto chiude al primo posto con 26 punti in 10 partite: 8 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte. Ha segnato 20 gol e ne ha subiti 2, con differenza reti +18. Tradotto: una squadra che ha sempre avuto la partita sotto controllo, anche quando il punteggio non era largo. E quando la partita si è accorciata, l’Egitto ha dimostrato di saperci stare.

Quei tre momenti-bisagra — 16 novembre 2023 contro Gibuti 6-0, 10 giugno 2024 contro Guinea-Bissau 1-1, 9 settembre 2025 in Burkina Faso 0-0 — disegnano un profilo chiaro: capacità di dominare, capacità di reagire, capacità di non perdere. È una tripla competenza che, a certi livelli, vale quasi quanto un grande piano tattico.

Il percorso delle qualificazioni

Il formato, in concreto, si legge dal percorso stesso: un girone da sei squadre, andata e ritorno, dieci giornate. L’Egitto ha giocato contro Gibuti, Sierra Leone, Burkina Faso, Guinea-Bissau ed Etiopia: cinque avversarie, due volte ciascuna. L’obiettivo, in termini pratici, era semplice: fare corsa di testa e non regalare punti nelle partite “obbligate”, sapendo che gli scontri diretti possono sempre diventare trappole, specialmente fuori casa.

La prima chiave è stata l’impatto: 6-0 a Gibuti il 16 novembre 2023, con Salah che timbra quattro volte, due su rigore, e una partita chiusa già con il peso specifico dei primi minuti. Non è soltanto un largo risultato: è una partita che mette subito pressione psicologica al gruppo, perché ti consegna differenza reti e fiducia, e ti permette di gestire meglio le serate in cui il pallone pesa.

La seconda chiave è stata la continuità in trasferta. Il 19 novembre 2023 l’Egitto va in “casa” di Sierra Leone e vince 2-0 con doppietta di Trézéguet, e più avanti, il 21 marzo 2025, passa 2-0 contro l’Etiopia in campo neutro a Casablanca: Salah e Zizo firmano un’altra vittoria senza discussioni. Non sono vittorie spettacolari: sono vittorie pulite, da squadra che non si complica la vita.

La terza chiave è stata l’arte di chiudere le partite corte. L’1-0 del 25 marzo 2025 contro Sierra Leone (Zizo al 45+2’) e l’1-0 del 12 ottobre 2025 contro Guinea-Bissau (Hamdy al 10’) raccontano un Egitto che sa andare davanti e poi amministrare. Non c’è bisogno di immaginare chissà quale formula: quando concedi due gol in dieci partite, vuol dire che difensivamente la squadra sta dentro la gara con attenzione e con una gestione degli episodi di alto livello.

Dentro questo percorso c’è anche il punto in cui il girone avrebbe potuto “sporcarsi”. Il 10 giugno 2024, in Guinea-Bissau, l’Egitto va sotto al 42’ (Mama Baldé) e trova l’1-1 solo al 70’ con Salah. È un pareggio che, letto nel contesto, non è un inciampo: è un promemoria. Le qualificazioni CAF, spesso, non le vince chi gioca meglio, ma chi sbaglia meno quando il contesto non è ideale. E l’Egitto, anche quando non vince, resta vivo.

Infine, c’è l’andata e ritorno con Burkina Faso: 2-1 in casa il 6 giugno 2024 (doppietta lampo di Trézéguet nei primi sette minuti), e 0-0 a Ouagadougou il 9 settembre 2025. Questa coppia di risultati dice tanto: in casa l’Egitto riesce a “rompere” la partita presto; fuori, accetta una gara più stretta, senza concedere. Nella corsa al primo posto, sono punti pesanti non solo per la classifica, ma per il modo in cui definiscono l’identità competitiva.

E la classifica, infatti, è la fotografia di una superiorità costruita con metodo. L’Egitto termina davanti a Burkina Faso di cinque punti: 26 contro 21. Dietro, Sierra Leone resta a 15, più staccata, mentre Guinea-Bissau ed Etiopia chiudono in doppia cifra bassa e Gibuti quasi a zero. In altre parole: il girone non è stato una lotta punto a punto fino all’ultimo respiro. È stato un comando continuativo, difeso con un’idea chiara di partita.

Tabella 1

Data Gruppo Giornata Avversario Condizione Risultato Marcatori Sede
16 novembre 2023 A 1 Gibuti Casa 6:0 Salah (17', 22' rig., 48', 69'), Mohamed (73'), Trézéguet (89') Stadio Internazionale, Il Cairo
19 novembre 2023 A 2 Sierra Leone Trasferta 0:2 Trézéguet (18', 62') Complesso Sportivo Samuel Kanyon Doe, Paynesville
6 giugno 2024 A 3 Burkina Faso Casa 2:1 Trézéguet (3', 7'); L. Traoré (56') Stadio Internazionale, Il Cairo
10 giugno 2024 A 4 Guinea-Bissau Trasferta 1:1 Mama Baldé (42'); Salah (70') Stadio 24 de Septiembre, Bisau
21 marzo 2025 A 5 Etiopia Trasferta 0:2 Salah (31'), Zizo (40') Stadio Larbi Zaouli, Casablanca
25 marzo 2025 A 6 Sierra Leone Casa 1:0 Zizo (45+2') Stadio Internazionale, Il Cairo
5 settembre 2025 A 7 Etiopia Casa 2:0 Salah (41' rig.), Marmoush (45+2' rig.) Stadio Internazionale, Il Cairo
9 settembre 2025 A 8 Burkina Faso Trasferta 0:0 Stadio 4 de Agosto, Ouagadougou
8 ottobre 2025 A 9 Gibuti Trasferta 0:3 Adel (8'), Salah (14', 84') Stadio Larbi Zaouli, Casablanca
12 ottobre 2025 A 10 Guinea-Bissau Casa 1:0 Hamdy (10') Stadio Internazionale, Il Cairo

Tabella 2

Gruppo Pos. Squadra Pts. PJ G E P GF GC Dif.
A 1 Egitto 26 10 8 2 0 20 2 +18
A 2 Burkina Faso 21 10 6 3 1 23 8 +15
A 3 Sierra Leone 15 10 4 3 3 12 10 +2
A 4 Guinea-Bissau 10 10 2 4 4 8 10 −2
A 5 Etiopia 9 10 2 3 5 9 14 −5
A 6 Gibuti 1 10 0 1 9 5 33 −28

Dentro questi numeri c’è un’altra lettura utile per capire la campagna. L’Egitto ha vinto 8 partite su 10: significa che ha fatto “il suo” con regolarità. Ma soprattutto ha concesso 2 gol in 10: una media di 0,2 gol subiti a partita. In un girone con viaggi, campi e contesti variabili, questa è la base su cui si costruiscono le qualificazioni. Anche quando la produzione offensiva non esplode, la squadra resta dentro una soglia di sicurezza.

E c’è un dettaglio che pesa: il rapporto tra gol fatti e risultati. 20 reti in 10 partite sono 2 gol a gara, ma non è un 2 “lineare”: c’è un 6-0 iniziale che alza il volume, mentre in più partite l’Egitto ha scelto il controllo. È un profilo che somiglia a una squadra capace di cambiare pelle: se l’avversario si apre, punisce; se l’avversario chiude e la partita si riduce a episodi, l’Egitto ha comunque abbastanza qualità per trovarne uno.

Come giocano

Se devi descrivere l’Egitto soltanto con ciò che raccontano i risultati, la prima parola è “pragmatico”. Non nel senso di rinunciatario, ma nel senso di una squadra che misura bene quanto rischiare. Il dato che fa da faro è la difesa: 2 gol subiti in 10 partite. Anche senza entrare nei dettagli tattici, questa cifra indica una costanza: poche partite “spaccate”, poca esposizione, e una capacità concreta di proteggere il vantaggio.

La seconda parola è “selettivo”. L’Egitto non ha bisogno di vincere tutte le partite 3-0 per essere dominante. Ci sono almeno tre successi col minimo scarto: 1-0 contro Sierra Leone (25 marzo 2025), 1-0 contro Guinea-Bissau (12 ottobre 2025), e anche il 2-1 su Burkina Faso (6 giugno 2024) che, pur con un avvio devastante, finisce con un solo gol di margine. In queste partite, il margine è sottile, ma il controllo emotivo sembra alto: una volta davanti, l’Egitto tende a portare la gara dove gli conviene.

La terza parola è “efficiente” nelle serate in cui trova la via del gol presto. Contro Burkina Faso, due reti nei primi sette minuti cambiano completamente lo script: da lì in avanti, la partita diventa un esercizio di gestione. Anche contro Gibuti, l’Egitto segna al 17’ e al 22’ e poi dilaga. Questi avvii veloci suggeriscono una squadra che entra bene nei match, capace di trasformare una prima occasione in un vantaggio che poi diventa struttura.

Sul piano della produzione offensiva, i marcatori raccontano un equilibrio interessante, pur con una stella centrale. Salah firma gol pesanti e ricorrenti: segna quattro volte nel 6-0 a Gibuti, timbra in Guinea-Bissau per rimettere in piedi un pareggio, segna in Etiopia, e torna a colpire anche nel 3-0 esterno su Gibuti. Ma non è un Egitto “solo Salah”: Trézéguet mette una doppietta in trasferta a Sierra Leone e una doppietta lampo contro Burkina Faso; Zizo segna in Etiopia e decide la partita interna con Sierra Leone; Marmoush entra a referto su rigore; e ci sono firme singole come Mohamed, Adel e Hamdy. Questa distribuzione non è ampissima, ma è sufficiente per evitare una dipendenza assoluta da un unico finale.

Le vulnerabilità, sempre restando dentro i numeri, emergono soprattutto quando la partita non si apre. Due pareggi in dieci: 1-1 in Guinea-Bissau e 0-0 in Burkina Faso. Sono due trasferte, ed è un pattern coerente: quando l’Egitto non riesce a passare in vantaggio o quando l’avversario tiene il match in equilibrio fino a tardi, la squadra tende a restare in un punteggio basso. Non è un problema in qualificazione, dove il punto fuori casa spesso è oro; diventa però un tema in un Mondiale, dove un pareggio può essere utile o insufficiente a seconda del calendario e della differenza reti.

Un’ultima nota “da performance”: l’Egitto ha chiuso il girone imbattuto, ma non invincibile nel senso di intoccabile. Ha avuto almeno una partita in cui ha inseguito (Guinea-Bissau) e almeno una in cui non ha trovato il colpo (Burkina Faso). Questo, paradossalmente, è anche un punto a favore: la squadra ha già visto il lato scomodo del percorso e ne è uscita senza danni. In un torneo breve, saper vivere anche le serate imperfette è una competenza.

Il gruppo al Mondiale

Il Mondiale apre un capitolo diverso, più corto e più crudele: tre partite, pochi appigli, e una classifica che non perdona le mezze misure. L’Egitto è inserito nel Gruppo G e si gioca tutto in tre tappe nette, con una particolarità logistica: due gare a Seattle, una a Vancouver. Non è un dettaglio folcloristico; è un elemento che incide sulla routine, sui recuperi, sul modo in cui prepari l’energia mentale tra una partita e l’altra.

Il debutto è subito una prova di temperatura: Belgio contro Egitto il 15 giugno 2026, al Lumen Field di Seattle. È una partita che ti dice immediatamente dove sei, perché il primo match spesso è quello in cui le squadre cercano più certezze che bellezza. Per l’Egitto, la chiave sarà restare fedele a ciò che lo ha portato fin qui: non regalare, non spaccare la gara in transizioni emotive, non inseguire un’idea di partita che non esiste. Se la gara resta corta, l’Egitto ci sa stare.

La seconda partita, il 21 giugno 2026, cambia scenario e contesto: Nuova Zelanda contro Egitto, allo stadio BC Place di Vancouver. È la gara in cui spesso si decide la forma del gruppo, perché arriva dopo il debutto e prima dell’ultima: è il momento in cui devi capire se accumulare o se rischiare. Per l’Egitto, con la sua tendenza a controllare i punteggi e a concedere poco, può essere una serata da “pazienza attiva”: portare la partita dove gli episodi diventano favorevoli, senza trasformarla in un duello di nervi.

La terza, il 26 giugno 2026, riporta tutti a Seattle: Egitto contro Iran, ancora al Lumen Field. È l’ultima giornata, quella che spesso diventa calcolo e pressione insieme. L’Egitto arriva a questo match con un’identità chiara: i suoi risultati nelle qualificazioni dicono che sa vincere anche 1-0 e sa pareggiare 0-0 fuori casa. In un gruppo, questa è una moneta spendibile, ma va gestita: perché la differenza tra “controllo” e “prudenza eccessiva” è sottile, soprattutto quando devi inseguire un punto o un gol.

Ecco il calendario del girone, per mettere ordine e dare volto ai tre atti.

Data Stadio Città Avversario
15 giugno 2026 Lumen Field Seattle Belgio
21 giugno 2026 Stadio BC Place Vancouver Nuova Zelanda
26 giugno 2026 Lumen Field Seattle Iran

Partita per partita, con un pronostico in linguaggio semplice e senza trucchi.

Belgio vs Egitto, 15 giugno 2026: qui il copione più credibile è una gara che l’Egitto proverà a tenere sul filo. Il suo biglietto da visita è una difesa che ha incassato 2 gol in 10 partite di qualificazione: significa che la squadra sa proteggere l’area e non vive di scambi di colpi. Se riesce a portarla su un punteggio basso, l’Egitto può giocarsela fino in fondo. Pronostico: pareggio.

Nuova Zelanda vs Egitto, 21 giugno 2026: è la partita in cui l’Egitto deve decidere se essere “solo” solido o anche incisivo. Nelle qualificazioni ha mostrato di saper segnare presto e poi amministrare (vedi il 2-1 con doppietta nei primi sette minuti contro Burkina Faso), ma ha anche vissuto partite in cui il gol è arrivato più tardi o non è arrivato (1-1 in Guinea-Bissau, 0-0 in Burkina Faso). Qui serve una gestione lucida dei momenti. Pronostico: vince Egitto.

Egitto vs Iran, 26 giugno 2026: ultima giornata, partita potenzialmente da classifiche in bilico. L’Egitto ha dimostrato di avere diverse firme offensive, non solo Salah, e questo aiuta in una gara dove magari non basta un singolo lampo. Allo stesso tempo, se la partita si incarta, i Faraoni hanno già dimostrato di non perdere la testa e di vivere bene i margini minimi. Pronostico: pareggio.

Chiavi di qualificazione per l’Egitto

  • Tenere la partita sotto una soglia di rischio: i numeri dicono che, quando concede poco, l’Egitto costruisce punti quasi automaticamente.
  • Sbloccare almeno una gara nei primi tempi: nelle vittorie più “comode” il vantaggio iniziale ha cambiato tutto.
  • Non trasformare le partite in scambi lunghi: due pareggi esterni e diverse vittorie di misura indicano che l’Egitto rende di più nei match di controllo.
  • Distribuire la responsabilità del gol: Salah è il faro, ma i punti pesanti arrivano anche dalle firme “di contorno”.

Opinione editoriale

L’Egitto ha fatto una qualificazione che somiglia a un manuale di sopravvivenza per nazionali: pochi errori, pochi gol concessi, e la capacità di vincere anche quando il gioco non è un racconto spettacolare. In un Mondiale, questo tipo di squadra è fastidiosa per chiunque, perché non ti regala niente e ti costringe a meritarti ogni metro.

Il punto, però, è che il controllo non deve diventare un rifugio. Le qualificazioni hanno mostrato due avvisi chiari: l’1-1 in Guinea-Bissau del 10 giugno 2024, con rimonta completata solo al 70’, e lo 0-0 in Burkina Faso del 9 settembre 2025. Sono partite che l’Egitto ha gestito senza crollare, ma che dicono anche quanto sottile sia il confine tra “tenere” e “non incidere”.

Il finale, allora, è una promessa con una postilla. La promessa è l’identità: 20 gol fatti, 2 subiti, imbattuti. La postilla è la domanda che il Mondiale fa sempre alle squadre solide: quando la partita resta chiusa, chi la apre? L’Egitto ha risposte credibili, perché ha marcatori diversi e ha vinto diverse partite di misura. Ma deve evitare la trappola psicologica della partita “da non perdere” quando, a un certo punto, serve anche la fame della partita “da vincere”.

E se serve un’ultima immagine concreta, basta tornare a quella notte di Ouagadougou, 9 settembre 2025: 0-0, nessun gol, eppure un mattoncino decisivo nel percorso. In un Mondiale, uno 0-0 può essere un tesoro o un rimpianto. La differenza la fa un dettaglio: capire quando quel pareggio è un ponte e quando è un muro. L’Egitto ha dimostrato di saper costruire ponti; ora deve ricordarsi che, ogni tanto, bisogna anche attraversarli.