Paesi Bassi - Grupo F
🇳🇱🔥 Paesi Bassi, l’Oranje torna a ruggire
Una qualificazione senza sconfitte, un attacco a valanga e un girone mondiale che chiede freddezza, non solo talento.
Introduzione
C’è un modo molto olandese di vincere: non soltanto arrivare prima, ma farlo lasciando impronte larghe sul prato, con il pallone che gira e il risultato che si gonfia fino a diventare messaggio. I Paesi Bassi hanno attraversato le qualificazioni UEFA come una squadra che sa dove vuole andare: non sempre con la stessa brillantezza, ma con la stessa direzione.
La storia del loro percorso si legge anche nei dettagli: due trasferte sporche da gestire, due pareggi che hanno fatto da promemoria, e una serie di serate in casa trasformate in un laboratorio a cielo aperto. Quando l’Oranje accelera, gli avversari non hanno tempo di negoziare il ritmo: o si abbassano e resistono, o vengono travolti.
Poi c’è l’altro lato della medaglia, quello che serve a una nazionale quando il calendario si stringe e gli episodi diventano padroni: i Paesi Bassi hanno dimostrato di saper pareggiare senza perdere la testa. Non è spettacolo, ma è sopravvivenza competitiva. E in un torneo lungo, la sopravvivenza vale oro.
Atterraggio sui numeri, perché i numeri qui non sono freddi: sono identità. Nel Gruppo G le cose dicono primo posto, 20 punti in 8 partite, imbattuti con 6 vittorie e 2 pareggi. E soprattutto dicono 27 gol fatti e 4 subiti, differenza reti +23: un margine che non nasce da una singola notte magica, ma da una continuità di controllo e di ferocia offensiva.
Tre momenti-bisagra raccontano la campagna come un romanzo a capitoli. Il 7 giugno 2025, Finlandia–Paesi Bassi 0-2 a Helsinki: avvio esterno, partita da mettere in cassaforte in fretta, Depay e Dumfries a firmare una partenza che ha dato subito tono al gruppo. Il 10 giugno 2025, Paesi Bassi–Malta 8-0 a Groninga: un’esagerazione che però non è vanità, è differenza di livello tradotta senza freni. E il 4 settembre 2025, Paesi Bassi–Polonia 1-1 a Rotterdam: qui la qualificazione non rischia davvero di scappare, ma arriva una lezione, perché non basta dominare per vincere; serve anche chiudere quando puoi.
Da quel punto in avanti, il percorso ha oscillato tra la prova di forza e la prova di maturità: 3-2 in Lituania il 7 settembre 2025, con una rimonta emotiva dentro la partita; poi un altro 1-1 a Varsavia il 14 novembre 2025, ancora contro la Polonia, altro test sul filo. E, a chiudere, un 4-0 alla Lituania il 17 novembre 2025: una stretta finale senza esitazioni.
Il percorso delle qualificazioni
Il contesto UEFA, per una nazionale come i Paesi Bassi, è sempre lo stesso gioco di pressione: un girone breve ma denso, dove il margine d’errore non è enorme e il primo posto è l’obiettivo che evita strade tortuose. Il Gruppo G, nei fatti, è stato un duello di classifica con la Polonia, mentre il resto del gruppo ha recitato più spesso da spartiacque: partite da vincere, ma con l’obbligo di farlo bene per non trasformarle in trappole.
La lettura della tabella è chiarissima: Paesi Bassi primi con 20 punti (8 gare), Polonia seconda con 17. Tre punti di distanza, ma una differenza reti che racconta un’altra storia: +23 contro +7. Questo scarto non è decorazione: significa che l’Oranje ha avuto un piano offensivo sostenibile lungo il girone e, allo stesso tempo, una solidità difensiva capace di ridurre le giornate “storte” a semplici pareggi.
La campagna olandese si può dividere in tre blocchi. Il primo è l’impatto: 0-2 in Finlandia e 8-0 a Malta, due partite che costruiscono fiducia e definiscono gerarchie. Il secondo è il momento “di realtà”, con i pareggi contro la Polonia (1-1 in casa, 1-1 fuori) e con l’unica gara davvero scomoda nel punteggio, il 2-3 in Lituania. Il terzo è la fase di chiusura: 0-4 e 4-0 contro Malta e Lituania, più il 4-0 interno alla Finlandia. Quando è arrivato il tempo di mettere i lucchetti, i Paesi Bassi hanno avuto chiave e mano ferma.
Il dato più interessante, dal punto di vista prestazionale, è il rapporto tra “volume” e “concessioni”: 27 gol fatti in 8 partite significa 3,38 gol di media; 4 subiti significa 0,50 subiti a partita. Anche senza entrare in discorsi tattici, è già un profilo: squadra che crea e finalizza, e che difende senza regalare caos.
E c’è un altro indicatore semplice ma rivelatore: l’Oranje non ha perso nemmeno una gara. In un percorso di qualificazione, l’imbattibilità non è soltanto “non perdere”: è saper assorbire i momenti in cui l’avversario trova un colpo. Contro la Polonia, per esempio, due volte è arrivato l’1-1: due volte i Paesi Bassi hanno evitato di farsi trascinare in una partita emotiva, e hanno accettato il risultato senza fratture.
Sulla gestione dei margini: quattro clean sheet su otto partite (0-2, 8-0, 0-4, 4-0, e in realtà sono cinque se contiamo anche il 4-0 alla Finlandia e il 4-0 alla Lituania; quindi cinque partite senza subire). In mezzo, tre gare con un solo gol incassato (i due 1-1 con la Polonia, e l’1-1? No: la Lituania è finita 2-3, quindi lì i gol subiti sono due). Il messaggio resta: quando la partita non si apre, i Paesi Bassi non la rompono concedendo troppo.
Tabella 1 Partite dei Paesi Bassi nel Gruppo G
| Data | Gruppo | Avversario | Condizione | Risultato | Marcatori Paesi Bassi | Sede |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 giugno 2025 | Gruppo G | Finlandia | Trasferta | 0:2 | Depay 6', Dumfries 23' | Stadio Olimpico, Helsinki |
| 10 giugno 2025 | Gruppo G | Malta | Casa | 8:0 | Depay 9' (rig.), 16', V. van Dijk 20', Simons 61', Malen 74', 80', Lang 78', M. van de Ven 90+2' | Euroborg, Groninga |
| 4 settembre 2025 | Gruppo G | Polonia | Casa | 1:1 | Dumfries 28' | Stadion Feijenoord, Rotterdam |
| 7 settembre 2025 | Gruppo G | Lituania | Trasferta | 2:3 | Depay 11', 63', Q. Timber 33' | Stadio Darius e Girėnas, Kaunas |
| 9 ottobre 2025 | Gruppo G | Malta | Trasferta | 0:4 | Gakpo 12' (rig.), 49' (rig.), Reijnders 57', Depay 90+3' | Stadio Nazionale, Ta' Qali |
| 12 ottobre 2025 | Gruppo G | Finlandia | Casa | 4:0 | Malen 8', van Dijk 17', Depay 38' (rig.), Gakpo 84' | Johan Cruyff Arena, Amsterdam |
| 14 novembre 2025 | Gruppo G | Polonia | Trasferta | 1:1 | Depay 47' | Stadio Nazionale, Varsavia |
| 17 novembre 2025 | Gruppo G | Lituania | Casa | 4:0 | Reijnders 16', Gakpo 58' (rig.), Simons 60', Malen 62' | Johan Cruyff Arena, Amsterdam |
Se si vuole misurare la qualità del percorso, basta guardare come i Paesi Bassi hanno trattato le partite “da obbligo”: contro Malta e Lituania il totale fa 19 gol segnati (8+4+4+3) e 2 subiti (nel 3-2 in Lituania). Tradotto: quando la differenza tecnica esiste, l’Oranje non la nasconde, la trasforma in distanza concreta.
E poi c’è il capitolo Polonia, quello che definisce la credibilità di una qualificazione. Due pareggi, sì. Ma due pareggi che hanno impedito al rivale diretto di costruire inerzia. Nel girone, i Paesi Bassi hanno fatto la cosa più “da big”: non hanno concesso giornate di crollo. E in UEFA, una giornata di crollo ti porta in un’altra storia.
Tabella 2 Classifica completa Gruppo G
| Posizione | Squadra | Punti | Partite | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Gol fatti | Gol subiti | Differenza reti | Stato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Paesi Bassi | 20 | 8 | 6 | 2 | 0 | 27 | 4 | +23 | Mondiale 2026 |
| 2 | Polonia | 17 | 8 | 5 | 2 | 1 | 14 | 7 | +7 | play-offs |
| 3 | Finlandia | 10 | 8 | 3 | 1 | 4 | 8 | 14 | -6 | Non qualificato |
| 4 | Malta | 5 | 8 | 1 | 2 | 5 | 4 | 19 | -15 | Non qualificato |
| 5 | Lituania | 3 | 8 | 0 | 3 | 5 | 6 | 13 | -7 | Non qualificato |
Un confronto secco con chi sta dietro aiuta a capire il “peso specifico” della campagna: la Polonia finisce a -3 punti ma soprattutto a -16 di differenza reti. Finlandia e Malta, sommate, segnano 12 gol in 16 partite; i Paesi Bassi da soli ne fanno 27 in 8. È un divario che dice superiorità e, soprattutto, ripetibilità: non è un picco isolato, è un livello medio più alto.
C’è infine una segmentazione semplice ma utile: partite decise con almeno tre gol di scarto ce ne sono cinque (8-0, 0-4, 4-0, 4-0, 0-2 è “solo” due). Le partite “da un gol” o bloccate sono tre: i due 1-1 con la Polonia e il 3-2 in Lituania. In quelle tre, l’Oranje non si è spezzato: due volte ha pareggiato, una volta ha vinto. È il tipo di resilienza che, a livello di selezioni, vale quanto la qualità.
Come gioca
Dai risultati emerge un’identità che non ha bisogno di schemi disegnati: i Paesi Bassi cercano di decidere le partite con il volume offensivo, ma non rinunciano al controllo dei rischi. Il dato più forte è la frequenza con cui la gara si apre a loro favore: segnare 27 gol in 8 gare significa arrivare spesso in area con continuità e trasformare la superiorità in punteggio, non solo in sensazioni.
La distribuzione dei marcatori è un indizio prezioso: Depay è il volto statistico della qualificazione, con una presenza continua nei tabellini (gol in Finlandia, doppietta a Malta, doppietta in Lituania, rete a Varsavia, gol a Ta’ Qali, rigore ad Amsterdam). Ma non è un monologo: segnano Dumfries, van Dijk, Simons, Malen, Lang, Reijnders, Q. Timber, M. van de Ven. Questo racconta una squadra che produce gol da più zone e con più interpreti: se si chiude un rubinetto, ce n’è un altro.
Anche il modo in cui arrivano alcuni gol suggerisce una caratteristica: i rigori non sono episodi isolati, compaiono più volte (Depay su rigore contro Malta, Depay su rigore contro la Finlandia, Gakpo due rigori a Malta). Senza romanticismi: significa presenza costante in zona pericolosa e capacità di forzare interventi, falli, scelte difensive sbagliate. Una nazionale che ottiene rigori con regolarità è una nazionale che vive spesso nei sedici metri avversari.
Sul ritmo, l’Oranje alterna due registri. Registro A: partite “a senso unico”, in cui l’avversario non regge l’intensità e il punteggio diventa largo (8-0 a Malta, 4-0 a Finlandia, 4-0 a Lituania). Registro B: partite con un nodo tattico o emotivo, dove il margine si riduce e serve lucidità (1-1 con la Polonia, 2-3 in Lituania). Il fatto che il Registro B non diventi una trappola ricorrente è un segnale di maturità competitiva.
Le vulnerabilità, però, esistono e si leggono senza bisogno di inventare: i Paesi Bassi subiscono 4 gol totali, ma metà di questi arrivano in una sola partita, il 2-3 a Kaunas contro la Lituania. Tradotto: quando la gara si sporca e l’avversario trova energia, l’Oranje può concedere una finestra di disordine. Non è un difetto enorme nei numeri, ma è una scena che al Mondiale potrebbe ripresentarsi con avversari più capaci di punire.
C’è anche un altro dettaglio: contro l’unica rivale diretta del gruppo, la Polonia, arrivano due pareggi e in entrambi i casi i Paesi Bassi segnano una sola rete. Non significa impotenza offensiva; significa che contro un avversario che regge l’urto e risponde colpo su colpo, la partita può bloccarsi su un binario stretto. E in un torneo breve, saper vincere quelle partite è il passo successivo rispetto a “non perderle”.
Il gruppo al Mondiale
Il Mondiale mette i Paesi Bassi nel Gruppo F, e già il calendario racconta una piccola particolarità logistica: due partite a Dallas, una a Houston, con stadi importanti e scenari da grande evento. Qui non c’è spazio per partire piano: tre gare, un tabellone che si definisce in fretta, e un dettaglio che pesa come un macigno sportivo: una delle avversarie sarà “per definizione”, cioè arriverà dal percorso di play-off.
Gli incroci sono tre, netti. Si comincia il 14 giugno 2026 contro il Giappone: partita che, per stile generale delle nazionali moderne, tende a chiedere ordine e tempi giusti, perché chi sbaglia il primo controllo o la prima uscita rischia di rincorrere. Il secondo match, il 20 giugno 2026, è contro un rival por definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta B: Ucraina, Svezia, Polonia o Albania. E si chiude il 25 giugno 2026 contro la Tunisia: gara che spesso, nei gironi, diventa quella della gestione emotiva, perché può valere qualificazione, primo posto o necessità di fare risultato.
La presenza del “rival por definirse” cambia l’approccio comunicativo ma non quello prestazionale: non si può etichettare la forza dell’avversaria senza dati specifici, ma si può definire cosa deve fare l’Oranje. In un girone del genere, la parola chiave è imporre: imporre ritmo, imporre territorio, imporre pulizia nelle due aree. Se i Paesi Bassi entrano in modalità “attendo e vedo”, rischiano di trasformare una gara potenzialmente favorevole in un testa o croce.
Tabella dei tre match del Gruppo F per i Paesi Bassi
| Data | Stadio | Città | Avversario |
|---|---|---|---|
| 14 giugno 2026 | AT&T Stadium | Dallas | Giappone |
| 20 giugno 2026 | NRG Stadium | Houston | Rival por definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta B: Ucraina, Svezia, Polonia o Albania. |
| 25 giugno 2026 | AT&T Stadium | Dallas | Tunisia |
Partita 1: Paesi Bassi–Giappone. Il copione più plausibile, guardando solo ai segnali olandesi delle qualificazioni, è un Paesi Bassi che prova a portare la partita su un punteggio “suo”: se segna presto, sa trasformare la gara in una sequenza di ondate, come visto nelle goleade. Se invece il match resta in equilibrio, l’esperienza dei due 1-1 con la Polonia dice che l’Oranje non va nel panico, ma deve stare attento a non far diventare la partita un corridoio stretto per 90 minuti. Pronostico: pareggio.
Partita 2: Paesi Bassi–rival por definirse dal play-off UEFA Ruta B. Qui l’obiettivo è semplice da dire e difficile da eseguire: non regalare l’inizio. In qualificazione, l’Oranje ha mostrato di saper dominare avversarie inferiori e di saper gestire i rivali diretti senza crollare. In una gara contro un’avversaria che arriva da un percorso ad alta tensione, il rischio è l’intensità emotiva nei primi 20 minuti. I Paesi Bassi hanno i numeri per spostare il match dal “cuore” alla “testa”: possesso pulito, ingressi in area, pazienza fino al momento giusto. Pronostico: vince Paesi Bassi.
Partita 3: Tunisia–Paesi Bassi. Terza giornata: spesso è la partita in cui non devi dimostrare, devi qualificarti. L’Oranje, visto il suo rendimento difensivo (4 gol subiti in 8 gare) e la capacità di segnare con tanti uomini, può affrontare la gara con un’idea: evitare di concedere la partita sporca. La lezione del 2-3 in Lituania è un promemoria: se la partita diventa una giostra di episodi, anche un avversario meno “ricco” può trovarti due colpi. Serve attenzione sui dettagli e cinismo davanti. Pronostico: vince Paesi Bassi.
Chiavi di qualificazione nel girone
- Partire forte: segnare per primi per portare la gara nel registro delle vittorie larghe, dove l’Oranje è più a suo agio.
- Proteggere i momenti di disordine: la gara di Kaunas (2-3) dice che una finestra di caos può aprirsi; va chiusa subito.
- Sfruttare la pluralità di marcatori: non dipendere da un solo nome; la qualificazione ha mostrato una rosa capace di distribuire i gol.
- Gestire i pareggi senza trasformarli in frustrazione: due 1-1 con la Polonia sono un promemoria utile per le partite bloccate.
- Curare l’area avversaria: i rigori ottenuti indicano presenza; al Mondiale la presenza va trasformata in finalizzazione rapida.
Opinione editoriale
I Paesi Bassi arrivano al Mondiale con un curriculum che non ammette dubbi: primo posto, imbattibilità, differenza reti da squadra che non si limita a vincere, ma impone. Però il punto non è la fotografia, è la dinamica: l’Oranje ha mostrato di saper aprire le partite come una porta lasciata socchiusa. Quando trova il varco, entra con tutta la casa. Ed è un’arma rara nelle nazionali, dove il tempo per costruire automatismi è poco.
Il rischio, proprio per questo, è credere che basti accendere l’interruttore. I due pareggi con la Polonia (1-1 a Rotterdam e 1-1 a Varsavia) sono lì a ricordare che contro un avversario che regge l’urto non vinci solo perché sei “più forte”: vinci perché sei più preciso nei dettagli, più cattivo nell’area, più stabile nei minuti in cui l’inerzia prova a cambiare direzione.
Il Mondiale non premia chi “potrebbe”: premia chi sa trasformare le proprie abitudini in punti, anche quando il match non segue il copione. Se i Paesi Bassi portano nel Gruppo F la stessa ferocia vista contro Malta e la stessa lucidità vista nelle trasferte che contavano, diventano una squadra che nessuno vuole affrontare.
Ma se c’è un avvertimento concreto, è scritto nella partita più strana del percorso: Lituania–Paesi Bassi 2-3, 7 settembre 2025. Lì l’Oranje ha vinto, sì, ma ha lasciato la sensazione che basti una sequenza di errori e un avversario che ci crede per trasformare una serata tranquilla in un finale da trattenere il fiato. Al Mondiale, quel tipo di finale non sempre lo chiudi in piedi. E la differenza tra una grande corsa e un’uscita prematura spesso sta proprio in quei dieci minuti in cui devi scegliere: controllo o caos.