Australia - Grupo D

Australia  Il ruggito dei Socceroos tra goleade, cicatrici e un colpo da novantesimo

Australia 🇦🇺🔥 Il ruggito dei Socceroos tra goleade, cicatrici e un colpo da novantesimo

Un percorso di qualificazione a due velocità e un Gruppo D mondiale che chiede freddezza, memoria e un piano chiaro

Introduzione

C’è un modo tutto australiano di stare dentro le partite: con la schiena dritta, la pazienza di chi ha imparato a viaggiare lontano per competere, e quella durezza da area di rigore che non chiede permesso. A volte è un calcio che travolge, altre volte è un calcio che mastica nervi e minuti, ma quasi sempre lascia una traccia netta: la sensazione che i Socceroos sappiano sopravvivere anche quando il gioco non scorre.

Il cammino verso il Mondiale 2026 racconta proprio questo doppio registro. Prima l’Australia ha acceso i fari e ha asfaltato il proprio girone con un’autorità quasi didattica, trasformando le partite in un esercizio di superiorità: 22 gol fatti, zero subiti, sei vittorie su sei nella fase che i dati chiamano “Seconda”. Poi, nella “Terza”, l’aria si è fatta più densa: un inciampo all’esordio, una manciata di pareggi e diversi finali stretti, fino a ritrovare la via maestra con colpi pesanti e successi che valgono più dei decibel.

I numeri di classifica, presi così come arrivano, fissano il fotogramma finale del percorso continentale: nel Gruppo C di Terza Ronda l’Australia chiude seconda con 19 punti in 10 partite, dietro al Giappone primo con 23. Il saldo reti è positivo (+9), con 16 gol segnati e 7 incassati. In Seconda Ronda, nel Gruppo I, è primo posto pieno: 18 punti in 6 gare, differenza reti +22, e quel dato che da solo racconta dominio e controllo: zero gol concessi.

Ma le qualificazioni non sono mai una linea dritta: sono curve, piccoli incidenti, segnali di strada. E l’Australia ne ha avuti almeno tre, ben datati e molto parlanti. Il 16 novembre 2023, a Melbourne, apre con un 7-0 al Bangladesh: partita che mette subito il timbro, con una produzione offensiva da squadra adulta. Poi c’è il 5 settembre 2024, Gold Coast: Australia–Bahrein 0-1, autogol di Souttar all’89’. Uno schiaffo secco, di quelli che ti ricordano che ogni dettaglio pesa. Infine il 5 giugno 2025, Perth: Australia–Giappone 1-0, gol di Behich al 90’. È la fotografia dell’altra Australia: non sempre scintillante, ma capace di vincere anche quando la partita è una serratura.

Tra questi estremi si muove una nazionale che alterna giorni da valanga e giorni da scalpello. E proprio per questo entra nel Mondiale con un’identità interessante: sa segnare tanto, sa soffrire, e ha imparato a chiudere i conti quando basta un episodio. Il tema, ora, è trasferire questa doppia natura nel Gruppo D del torneo: tre partite, tre scenari diversi, nessun margine per “riavviare” la storia.

Il percorso delle qualificazioni

Il percorso di qualificazione in AFC si legge a strati: una fase a gironi per costruire gerarchie, una fase più dura per certificare chi regge l’urto, e poi un sistema che premia la continuità. In termini pratici, nelle fasi che compaiono nei dati (Seconda e Terza), l’Australia ha dovuto prima vincere e convincere in un gruppo da quattro, poi misurarsi in un gruppo da sei, con il peso specifico delle gare esterne e degli scontri diretti.

La Seconda Ronda, Gruppo I, è stata un monologo. Sei partite, sei vittorie: 18 punti. Il dettaglio che fa rumore non è solo la quantità di gol (22), ma la qualità difensiva in senso brutale: 0 subiti. Il quadro, letto assieme alla classifica completa del gruppo, mostra una distanza netta: Palestina seconda con 8 punti, Libano terzo con 6, Bangladesh ultimo con 1. Non è soltanto “vincere”: è costringere gli altri a giocare sempre in salita.

Dentro quel monologo, però, ci sono capitoli differenti. Il 16 novembre 2023 contro il Bangladesh finisce 7-0: una gara in cui l’Australia non si accontenta, insiste, continua a produrre. Il 21 novembre 2023 contro la Palestina, in campo neutro a Kuwait, è 1-0: qui la partita diventa un esercizio di controllo, con margine minimo ma risultato pieno. E poi c’è il doppio confronto col Libano: 2-0 in casa il 21 marzo 2024 e 5-0 “in trasferta” il 26 marzo 2024 (con sede indicata a Canberra). Due partite che dicono una cosa semplice: quando l’Australia trova ritmo, la distanza tecnica diventa distanza nel punteggio.

La Terza Ronda, invece, è la parte “adulta” del viaggio. Il Gruppo C mette sul tavolo Giappone, Arabia Saudita, Indonesia, Cina, Bahrein: avversari con stili diversi e trasferte complesse. Qui l’Australia chiude seconda con 19 punti: 5 vittorie, 4 pareggi, 1 sconfitta. E quella sconfitta arriva subito, come un gancio a freddo: 5 settembre 2024, 0-1 col Bahrein, autogol al minuto 89. Dal punto di vista del rendimento, è un dato prezioso: non è un ko costruito su una partita dominata dall’avversario, ma su un finale in cui l’episodio gira male. Tradotto: l’Australia è rimasta in corsa anche quando il calcio le ha presentato il conto più crudele.

Da lì, l’itinerario si riempie di pareggi: 0-0 in Indonesia (10 settembre 2024), 1-1 in Giappone (15 ottobre 2024, doppio autogol: uno per parte), 0-0 in casa con l’Arabia Saudita (14 novembre 2024), 2-2 in Bahrein (19 novembre 2024) con un copione da film: Australia avanti, rimonta subita in due minuti (75’ e 77’), pareggio ripreso al 90+6’ con Yengi. Sono risultati che, presi insieme, disegnano un tratto mentale: squadra difficile da piegare, ma non sempre capace di “ammazzare” la partita prima che il destino provi a rientrare.

E poi, quando arriva la fase decisiva, l’Australia rialza la produzione offensiva. Il 20 marzo 2025 è un 5-1 all’Indonesia: cinque marcatori nel tabellino e doppietta di Irvine, con gol anche al 90’ a suggerire che la squadra non spegne la luce. Il 25 marzo 2025 vince 2-0 in Cina: due gol nel primo tempo (Irvine e Velupillay), gestione e viaggio portato a casa. Il 5 giugno 2025 batte il Giappone 1-0 con un gol al 90’: partita da scontro diretto, vinta per un dettaglio. E il 10 giugno 2025 chiude con un’altra vittoria esterna pesante: 2-1 in Arabia Saudita, ribaltando lo 0-1 iniziale.

La classifica finale del Gruppo C spiega bene il peso di questa traiettoria: Giappone 23, Australia 19, Arabia Saudita 13, Indonesia 12, Cina 9, Bahrein 6. Tra l’Australia e il terzo posto ci sono 6 punti: un cuscino che non nasce solo dalle goleade, ma dalla capacità di non perdere quasi mai. Con una sola sconfitta in 10 gare, il messaggio è chiaro: per togliere l’Australia dal binario servono più di 90 minuti “normali”.

Tabella 1

Data Gruppo Giornata Avversario Condizione Risultato Marcatori Sede
16 novembre 2023 I Bangladesh Casa 7:0 Australia: Souttar 4', Borrello 20', Duke 37', 40', Maclaren 48', 70', 84'. Stadio Rectangular, Melbourne
21 novembre 2023 I Palestina Trasferta 0:1 Australia: Souttar 18'. Stadio Internacional Jaber Al-Ahmad, Kuwait
21 marzo 2024 I Libano Casa 2:0 Australia: Baccus 5', Rowles 54'. Stadio Western Sydney, Sídney
26 marzo 2024 I Libano Trasferta 0:5 Australia: Yengi 2', Jradi 47' a.g., Goodwin 48', 81', Iredale 68'. Stadio Canberra, Canberra
6 giugno 2024 I Bangladesh Trasferta 0:2 Australia: Hrustic 29', Yengi 62'. Bashundhara Kings Arena, Daca
11 giugno 2024 I Palestina Casa 5:0 Australia: Yengi 5' pen., 41', Taggart 26', Boyle 53', Irankunda 87' pen. Perth Rectangular Stadium, Perth
5 settembre 2024 C 1 Bahrein Casa 0-1 Bahrein: Souttar 89' a.g. Robina Stadium, Gold Coast
10 settembre 2024 C 2 Indonesia Trasferta 0-0 Sin goles Stadio Gelora Bung Tomo, Surabaya
10 ottobre 2024 C 3 Cina Casa 3-1 Australia: Miller 45+2', Goodwin 53', Velupillay 90+2'; Cina: Xie Wenneng 20' Adelaide Oval, Adelaida
15 ottobre 2024 C 4 Giappone Trasferta 1-1 Giappone: Burgess 76' a.g.; Australia: Taniguchi 58' a.g. Stadio Saitama 2002, Saitama
14 novembre 2024 C 5 Arabia Saudita Casa 0-0 Sin goles Stadio Rectangular, Melbourne
19 novembre 2024 C 6 Bahrein Trasferta 2-2 Bahrein: Abduljabbar 75', 77'; Australia: Yengi 1', 90+6' Stadio Nacional, Riffa
20 marzo 2025 C 7 Indonesia Casa 5-1 Australia: Boyle 18', Velupillay 20', Irvine 34', 90', Miller 61'; Indonesia: Romenij 78' Sydney Football Stadium, Sídney
25 marzo 2025 C 8 Cina Trasferta 0-2 Australia: Irvine 16', Velupillay 29' Hangzhou Sports Park, Hangzhou
5 giugno 2025 C 9 Giappone Casa 1-0 Australia: Behich 90' Stadio de Perth, Perth
10 giugno 2025 C 10 Arabia Saudita Trasferta 1-2 Arabia Saudita: Al-Aboud 19'; Australia: Metcalfe 42', Duke 48' Ciudad Deportiva del Rey Abdalá, Yeda

Tabella 2

Ronda Gruppo Pos. Squadra Pts. PJ G E P GF GC Dif.
Seconda I 1 Australia 18 6 6 0 0 22 0 +22
Seconda I 2 Palestina 8 6 2 2 2 6 6 0
Seconda I 3 Libano 6 6 1 3 2 5 8 -3
Seconda I 4 Bangladesh 1 6 0 1 5 1 20 -19

Tabella 3

Ronda Gruppo Pos. Squadra Pts. PJ G E P GF GC Dif.
Terza C 1 Giappone 23 10 7 2 1 30 3 +27
Terza C 2 Australia 19 10 5 4 1 16 7 +9
Terza C 3 Arabia Saudita 13 10 3 4 3 7 8 -1
Terza C 4 Indonesia 12 10 3 3 4 9 20 -11
Terza C 5 Cina 9 10 3 0 7 7 20 -13
Terza C 6 Bahrein 6 10 1 3 6 5 16 -11

A livello di segmentazione, i dati delle partite permettono alcune letture “da rendimento” molto concrete. Primo: l’Australia ha due volti offensivi. Nella Seconda Ronda produce 22 gol in 6 gare (media molto alta) e non prende reti; nella Terza scende a 16 in 10 (media più contenuta), e concede 7. Secondo: la frequenza dei pareggi in Terza Ronda (4 su 10) suggerisce un profilo da squadra competitiva ma spesso dentro match equilibrati, dove il dettaglio decide. Terzo: le vittorie “di misura” e i gol tardivi (Behich al 90’ col Giappone, Yengi al 90+6’ col Bahrein) non sono rumore statistico: raccontano una nazionale che rimane viva fino all’ultima azione.

E infine c’è la questione casa-trasferta. Con i dati a disposizione, l’Australia dimostra di poter fare punti fuori: 0-1 in Palestina, 0-5 in Libano, 0-2 in Bangladesh, 1-1 in Giappone, 2-2 in Bahrein, 0-2 in Cina, 1-2 in Arabia Saudita. Non tutte sono trasferte “lineari” per logistica e contesto, ma il denominatore è stabile: l’Australia non si scioglie quando cambia cornice.

Come giocano

L’identità dell’Australia, letta esclusivamente dai risultati e dai tabellini, è quella di una squadra che sa vincere in modi differenti. A tratti è verticale e travolgente: 7-0, 5-0, 5-0, 5-1. A tratti è essenziale e chirurgica: 1-0 in Palestina, 1-0 col Giappone, 2-1 in Arabia Saudita. Questa elasticità di punteggio è già una forma di “tattica” osservabile: non serve immaginare moduli o sistemi, perché i numeri dicono che i Socceroos non dipendono da un solo copione.

Il ritmo delle gare in Terza Ronda evidenzia un dato chiave: l’Australia è spesso dentro partite a punteggio basso, ma non è una squadra “bloccata”. Ha tre pareggi (0-0 con Indonesia, 0-0 con Arabia Saudita, 1-1 in Giappone) che parlano di controllo e prudenza, ma ha anche vittorie con tre e cinque gol (3-1 alla Cina, 5-1 all’Indonesia) che indicano capacità di accelerare. In termini di performance, questo suggerisce una gestione delle fasi: quando la gara resta chiusa, l’Australia non va fuori giri; quando si apre, sa punire.

Il reparto gol, per come emerge dai marcatori, racconta una cosa importante: non c’è un solo nome che monopolizza tutto. Nella goleada al Bangladesh segna un difensore come Souttar e poi entrano Duke e Maclaren con triplette di fatto nel tabellino; contro il Libano si alternano Baccus, Rowles, Goodwin, Iredale, oltre a Yengi; contro l’Indonesia (5-1) vanno a segno Boyle, Velupillay, Irvine (doppietta) e Miller. Anche nelle gare più tese compaiono firme diverse: Behich decide col Giappone, Metcalfe e Duke ribaltano in Arabia Saudita. Tradotto in parole semplici: se un avversario “spegne” una fonte, l’Australia ha altre lampadine.

La solidità difensiva è un altro asse. In Seconda Ronda è perfetta: 0 gol subiti in sei partite. In Terza Ronda, pur subendo 7 reti, perde una sola volta e in modo beffardo, su autogol all’89’. Ci sono però segnali da non ignorare: due gol presi in pochi minuti in Bahrein (75’ e 77’) e l’unico ko arrivato proprio per un episodio a fine gara. Questi dettagli suggeriscono una vulnerabilità specifica più che generale: la gestione dei finali e delle micro-fasi emotive, quando la partita sembra “in controllo” ma il margine è minimo.

Infine, l’Australia appare una squadra che vive bene l’idea di “partita lunga”. Non è solo retorica: è cronometro. Yengi segna al 90+6’ per strappare un 2-2; Behich segna al 90’ per battere il Giappone; Irvine segna al 90’ nel 5-1 all’Indonesia come a dire che l’intensità resta alta. Questo tipo di segnali, ripetuti, descrive un gruppo che non stacca e che può costruire punti anche quando la gara non è brillante per 70-80 minuti.

Il gruppo al Mondiale

Il Mondiale apre un nuovo capitolo: Gruppo D, tre partite, tre scenografie nordamericane e un’agenda precisa. L’Australia esordisce il 13 giugno 2026 a Vancouver contro un avversario non ancora definito, poi affronta gli Stati Uniti il 19 giugno 2026 a Seattle, e chiude il girone il 25 giugno 2026 a San Francisco contro il Paraguay. È un trittico che obbliga a cambiare pelle: prima una partita da gestire con attenzione per non sporcarsi le mani, poi un confronto ad alta tensione emotiva e ambientale, infine una gara potenzialmente “di classifica”, dove i calcoli rischiano di entrare in campo con le scarpe.

Qui entra in gioco anche una regola pratica di comunicazione: quando il rivale è indicato con un codice, non è un nome e non va trattato come tale. Nel calendario del gruppo, la prima avversaria è “D4”, quindi: Rival por definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta C: Eslovaquia, Kosovo, Turchia o Romania. È una definizione lunga, sì, ma è la sola corretta: evita di creare un nemico immaginario e mantiene la partita nel suo perimetro reale.

Tabella partita per partita del Gruppo D

Data Stadio Città Avversario
13 giugno 2026 Stadio BC Place Vancouver Rival por definirse, saldrá del play-off UEFA Ruta C: Eslovaquia, Kosovo, Turchia o Romania.
19 giugno 2026 Lumen Field Seattle Stati Uniti
25 giugno 2026 Levi's Stadium San Francisco Paraguay

Partita 1: 13 giugno 2026, Vancouver. L’esordio contro un rivale “da play-off” ha una trappola classica: l’ansia di dover fare punti senza sapere davvero quale volto ti trovi davanti. In questi casi l’Australia, per come emerge dai dati, deve aggrapparsi al suo lato più affidabile: partita lunga, pazienza, e un obiettivo minimo chiaro (non concedere regali). Nei match di qualificazione, quando ha tenuto la porta inviolata ha costruito una base stabile per vincere anche col minimo scarto. Pronostico prudente e lineare: gana Australia.

Partita 2: 19 giugno 2026, Seattle. Stati Uniti–Australia è la gara dove contano i nervi, oltre alle gambe. Con le sole informazioni disponibili, la lettura deve restare centrata sull’Australia: qui diventano cruciali i dettagli che già l’hanno ferita in qualificazione, come l’episodio nel finale (Bahrein 0-1, autogol all’89’) e la gestione di minuti “caldi” (Bahrein 2-2 con due gol presi in sequenza). È la partita in cui non si può concedere un blackout di cinque minuti. Allo stesso tempo, l’Australia ha dimostrato di poter strappare risultati in contesti difficili e di poter colpire anche tardi. Pronostico: empate.

Partita 3: 25 giugno 2026, San Francisco. Paraguay–Australia suona come gara di coltello e classifica, ma senza fare profezie sull’andamento del gruppo, il punto è un altro: l’Australia arriva spesso al terzo atto con energie mentali, perché sa restare dentro le partite fino alla fine. Se sarà una partita chiusa, i precedenti recenti indicano che i Socceroos possono vincerla anche con un singolo guizzo (vedi 1-0 col Giappone al 90’). Se invece sarà più aperta, l’Australia ha mostrato di poter distribuire i gol su più marcatori. Pronostico: empate.

Chiavi di qualificazione dal Gruppo D

  • Tenere la partita “pulita” nei finali: l’unico ko della Terza Ronda arriva al minuto 89 su episodio.
  • Capitalizzare i gol tardivi come arma, non come piano disperato: Behich al 90’ e Yengi al 90+6’ sono segnali di persistenza.
  • Alternare pazienza e accelerazione: lo stesso gruppo ha visto 0-0 e 5-1; serve leggere la temperatura della gara.
  • Ridurre le oscillazioni emotive quando si subisce: il 2-2 in Bahrein nasce da due gol incassati in due minuti, poi recuperati.

Opinione editoriale

L’Australia arriva al Mondiale con una credenziale che vale più di qualsiasi slogan: sa vincere in tanti modi. Sa travolgere, sì, ma sa anche restare ferma quando il vento spinge contro. E in un gruppo di tre partite, dove l’inerzia è tutto, questa è una qualità da squadra “da torneo”: non devi essere perfetto, devi essere difficile da battere e capace di colpire quando l’altro respira male.

Però c’è una linea sottile tra resilienza e abitudine al brivido. Se vivi troppo spesso sul filo, prima o poi il filo si spezza. L’avvertimento non è teorico: Australia–Bahrein 0-1 del 5 settembre 2024, autogol all’89’, è un promemoria scritto col pennarello. In un Mondiale, quel tipo di episodio non ti ruba solo una partita: può spostarti il destino del girone. La versione migliore dei Socceroos non è quella che “rimonta sempre” negli ultimi minuti: è quella che arriva agli ultimi minuti senza dover chiedere favori al calcio.